Preludio

Prato - 09/10/2016 : 23/10/2016

Preludio è un progetto per lo spazio Artforms di Prato, condiviso da Emanuele Becheri, Francesco Carone e Giovanni De Lazzari. L'elemento centrale è un'idea di libro: il libro come opera - e viceversa - che si apre a narrazioni ulteriori.

Informazioni

Comunicato stampa

Preludio
Emanuele Becheri – Francesco Carone - Giovanni De Lazzari

9 – 23 ottobre 2016
a cura di Matteo Innocenti

Preludio è un progetto per lo spazio Artforms di Prato, condiviso da Emanuele Becheri, Francesco Carone e Giovanni De Lazzari. L'elemento centrale è un'idea di libro: il libro come opera - e viceversa - che si apre a narrazioni ulteriori.

Tre libri-opera, specifici per le motivazioni e per le modalità che ne hanno comportato la realizzazione: è la stessa unicità dell'idea e della resa formale a collocarli in una zona liminare tra un termine e l'altro

Qui, sulla base di relazioni di sensibilità e di concetto, avviene il dialogo tra gli artisti.
L'orizzonte degli eventi di Emanuele Becheri (e Maurizio Cucchi) porta a confronto d'ispirazione reciproca il disegno e la poesia, in tensione rispetto a quella linea ideale prima/oltre di cui tutte le cose, e dunque anche l'arte, vengono generate.
Volta di Francesco Carone prende avvio dal ciclo di affreschi di Giotto per la Cappella degli Scrovegni di Padova, uno dei capolavori dell'arte occidentale, operandovi un'interpretazione che ne mette in rilievo le armonie di composizione.
Taccuino di Giovanni De Lazzari raccoglie intuizioni e riflessioni registrate dall'artista ricorrendo alla compresenza, in rispettiva autonomia, della scrittura e del disegno; processo aperto e tuttora in fieri.

La parola preludio vale sia per ciò che si esegue insieme, così da portarsi su un medesimo accordo, sia per l'anticipazione, in musica e per estensione in letteratura, di una storia a venire. Qui, nel piano d'insieme, si tratta di un progettualità “in comune” piuttosto che di una collettiva quale di solito la s'intende, se consideriamo che i libri-opera non vengono conformati alla costruzione di un discorso predeterminato, piuttosto sono essi stessi a costruire in tempo reale la serie eventuale e possibile di affinità e differenze, testimonianza composita delle reali dinamiche d'avvicinamento che sono intercorse tra i tre artisti.
Con differente prospettiva l'atto del guardare non si concentra solo su ciò che ha preceduto l'oggetto né solo sul suo presente mostrarsi, ma su ciò che gli potrà conseguire – nuove narrazioni per gli osservatori e per gli artisti stessi.



Inaugurazione:
9 ottobre 2016, ore 19
ARTFORMS – via Genova 17/8, Prato

Emanuele Becheri (Prato, 1973). Dopo la formazione presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze, esordisce alla metà degli anni Duemila secondo una visione “espansa” del disegno, inteso come dispositivo che interroga l'autorialità, la temporalità e la nozione stessa di traccia. Partito dai suoi elementi essenziali, come il contrasto tra ombra e luce, Becheri ha poi ampliato queste ricerche ad ogni tipo di media, dal filmico al fotografico, e di reciprocità autoriale, coinvolgendo esecutori esterni o fattori contestuali e aleatori. Dal 2010, sotto il comune concetto di “impression”, ha sperimentato sia delle tecniche grafiche auto-generative, sia delle performance sonore. Le sue personali principali: al Museo Marino Marini di Firenze (2009), al MAN di Nuoro (2010), alla Galerija Gregor Podnar di Berlino (2010), alla Elastic Gallery di Malmö (2013), alla Roman Road di Bruxelles (2014) e alla Rita Urso Artopia Gallery di Milano (2015). Nel 2010 ha vinto la Gaswork Residency a Londra e, nel 2016, la residenza presso l'isola Comacina dell'Accademia di Brera di Milano. Tra le recenti collettive a cui ha partecipato “The Lasting. L'intervallo e la durata.” alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma a cura di Saretto Cincinelli, “Silenzi” a cura di Angela Madesani, Galleria Milano (2016), “Edra. All of Italy is silent” Istituto Polacco, Villa Medici, Roma (2015), “Attraversare nuovi percorsi”, WeGallery, Berlino (2015), “Post-excavation”, Emanuele Becheri, Lea Porsager & Dick Hedlund, a cura di Ola Gustafsson e Alida Ivanov, ELASTIC Gallery, Stoccolma (2014).

Francesco Carone (Siena, 1975). Lavora principalmente con la scultura e la grafica.
È' però anche ideatore di alcuni progetti come “Tempo Zulu”, con cui da anni invita artisti e operatori culturali italiani ed internazionali a lasciare un contributo permanente sulle pietre della pavimentazione delle vie della sua città. Nel 2014 ha dato inizio a “TITOLO l'edito inedito”, opera/mostra/collezione/biblioteca suddivisa in dieci 'capitoli'. È ideatore e direttore, insieme ad Eugenia Vanni, del Museo d'Inverno(www.museodinverno.com), uno spazio a programmazione stagionale in cui vengono invitati gli artisti a presentare una selezione di opere altrui, provenienti dalle loro collezioni private. La sua galleria di riferimento è SpazioA di Pistoia (www.spazioa.it) dove da pochi mesi si è conclusa “Boudoir”, la sua quarta personale.
Lavora con la Galleria Spazio A di Pistoia, dove ha tenuto le sue ultime personali “Boudoir” (2016), “Muta Bellezza” (2013). Tra le più recenti mostre collettive “Ri-pensare il medium: il fantasma del disegno” a cura di Cristiana Collu e Saretto Cincinelli, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno IT (2016), “Krobylos. Un groviglio di segni, da Parmigianino a Kentridge.” a cura di Alessandra Bigi Iotti, Marinella Paderni, Massimo Pulini, e Giulio Zavatta, Biennale del Disegno Rimini (2014), “Oltre il Giardino”, a cura di Ludovico Pratesi, Palazzo Fabroni, Pistoia (2013), “Brightlight – Darklight”, Accademia Americana, Roma (2012); a partire dal 2014 sviluppa il progetto in più capitoli “TITOLO – l’edito inedito” (Villa Romana, Firenze 2016 – Spazio Cosmos, Milano 2015 – Casabianca, Bologna 2014 – Made in Filandia, Pieve a Presciano, Arezzo 2014).

Giovanni De Lazzari (Lecco, 1977). Sviluppa la sua ricerca utilizzando differenti media. La sua immaginazione si distingue per un interesse negli aspetti che determinano il conflitto tra la soggettività dell'individuo e la società, concentrandosi sulle condizioni simboliche che esprimono il disagio presente nel rapporto tra la natura e l'uomo e tra le immagini e il loro contenuto. Tra le sue ultime personali: “Giorni Segreti”, Syson gallery, Nottingham (2015), Imago, Laveronica artecontemporanea, Modica, Sicilia (2014), “Giovanni De Lazzari_Senza titolo”, Spazio A Zero, Artdate 2013, Bergamo(curated by Mauro Zanchi). Tra le recenti collettive a cui ha partecipato: “Marianna Christofides | Giovanni De Lazzari | Uriel Orlow” Artissima 2015 Oval Lingotto Fiere, Torino (2015), “La sottile linea del tempo. Opere dalla collezione AGI Verona”, a cura di Marinella Paderni, Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo, Verona (2015), “La Gioia”, Maison particulière, Brussels (2014), “Krobylos un groviglio di segni. Da Parmigianino a William Kentridge”, a cura di Alessandra Bigi Iotti, Marinella Paderni, Massimo Pulini, e Giulio Zavatta, FAR E Museo della Città / Sala delle Teche (2014), “Vite in Transito”, a cura di Alessandro Rabottini e Paola Nicolin, PAC, Milano. Site-specific (2013), “In Esplorazione”, Galleria Martano, Torino (con la presentazione del libro d'artista “In Esplorazione” a cura della Galleria Martano e di Libriaparte ad Artissima 2011). La sua galleria di riferimento è la galleria Laveronica di Modica.