Postcard from… – Lara Almarcegui

Roma - 10/11/2011 : 07/01/2012

La mostra di Lara Almarcegui è composta da due distinti e complessi progetti, realizzati appositamente per l’occasione, che rappresentano l’elaborazione di un suo più semplice lavoro esposto nel 2010 a Vienna. Pur diverse fra loro, entrambe le opere indagano la città di Roma, evidenziando l’interesse dell’artista nei confronti delle relazioni fra architettura e contesto urbano, fra ciò che accade in strada e ciò che accade negli spazi espositivi.

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 10 novembre inaugura a Roma, presso la Fondazione Pastificio Cerere, la prima mostra personale in Italia dell’artista spagnola Lara Almarcegui (Saragozza, 1972). Aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al 7 gennaio 2012, l’esposizione fa parte di un ciclo annuale di attività proposto da Vincenzo de Bellis, curator in residence della Fondazione per il 2011.

La mostra di Lara Almarcegui è composta da due distinti e complessi progetti, realizzati appositamente per l’occasione, che rappresentano l’elaborazione di un suo più semplice lavoro esposto nel 2010 a Vienna

Pur diverse fra loro, entrambe le opere indagano la città di Roma, evidenziando l’interesse dell’artista nei confronti delle relazioni fra architettura e contesto urbano, fra ciò che accade in strada e ciò che accade negli spazi espositivi.

Guide to Wastelands of the River Tevere, 12 Empty Spaces Await the 2020 Rome Olympics (2011) è il titolo del primo lavoro realizzato per la mostra. Il progetto, già sperimentato in diverse capitali, è basato sull’idea di creare una mappa delle aree abbandonate delle città. A Roma, Lara Almarcegui si concentra soprattutto su una grande area a nord-est del Tevere, inclusa nel piano di sviluppo urbanistico del parco fluviale destinato alla costruzione di infrastrutture per i giochi olimpici del 2020. In Fondazione l’artista presenta il risultato del suo operato: una serie di guide, frutto delle ricerche condotte in loco, insieme a dossier e proiezioni di diapositive.

La seconda opera esposta, dal titolo Construction Rubble of Pastificio’s exhibition space (2011), è un’installazione composta da cumuli di macerie di materiali da costruzione, corrispondenti a quelli utilizzati anni fa per realizzare l’attuale spazio espositivo nel quartiere San Lorenzo. Con questo lavoro l’artista riflette sulla storia della sede della Fondazione, così strettamente legata alla città di Roma, e s’interroga sulle potenzialità di tali elementi e su di un loro possibile utilizzo futuro.

Lara Almarcegui è anche la quarta protagonista di Postcard from…, il progetto promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere e ideato dal suo direttore artistico, Marcello Smarrelli, per portare l’arte nel contesto urbano. L'iniziativa, realizzata in collaborazione con A.P.A. - Agenzia Pubblicità Affissioni, è curata in questa occasione da Vincenzo de Bellis. Postacrd from… prevede che di volta in volta venga chiesto a un artista di ideare un manifesto di dimensioni 400x300 cm, come quelli usati nella cartellonistica pubblicitaria. L’immagine scelta dall’artista viene affissa su una struttura installata nel cortile del Pastificio Cerere e contemporaneamente riproposta nei due mesi successivi in dieci impianti di Roma gestiti da A.P.A. – con il turnover di quattordici giorni tipico delle affissioni pubblicitarie – il cui elenco viene aggiornato sul sito internet della Fondazione www.pastificiocerere.it. Il manifesto ideato da Lara Almarcegui è un ideale proseguimento del progetto Guide to Wastelands of the River Tevere, 12 Empty Spaces Await the 2020 Rome Olympics e mostra una delle immagini provenienti da quella ricerca. Esposta temporaneamente nei cartelloni pubblicitari, destinati poi ad altri manifesti, rappresenta un naturale amplificamento concettuale della ricerca dell’artista, volta a sottolineare il preservamento e la tutela di quegli spazi pubblici in attesa di utilizzo.

Lara Almarcegui vive e lavora a Rotterdam. Ha frequentato la facoltà di Belle Arti presso l’Università di Cuenca, proseguendo poi gli studi presso il de Ateliers 63 ad Amsterdam. Ha esposto in numerosi spazi pubblici e privati fra cui: Sala Rekalde, Bilbao (2008); Centro Galego de Arte Contemporánea, Santiago de Compostela (2008); Centre of Contemporary Art, Malaga (2007); the FRAC Bourgogne, Dijon (2004); INDEX, Stoccolma (2003). Tra le sue ultime personali ricordiamo: Secession, Vienna (2010); Ludlow38, New York (2010); Art Basel - Art Statements con la Gallery Ellen de Bruin Projects (2010). Fra le sue recenti mostre collettive: Taipei Biennale (2010); 3a Moscow Biennale of Contemporary Art (2009); 7a Gwangju Biennale (2008); 5th Lofoten International Art Festival, Svolvaer (2008); Greenwashing: Environment: Perils, Promises and Perplexities, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2008); Sharjah Art Biennial 8 (2007); 27a Biennale di San Paolo (2006); Biacs2, 2a Biennale di Siviglia (2006); Momentum, Nordic Festival of Contemporary Art, Moss (2006); Offentlig Handling (Public Ac)t, Lunds Konsthall, Lund (2005).