Positif

Venezia - 13/12/2011 : 15/01/2012

Espongono 22 fotografi della Gondola con 29 immagini.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
  • Indirizzo: Campo Santa Maria Formosa 5252 - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 13/12/2011 - al 15/01/2012
  • Vernissage: 13/12/2011 ore 18
  • Generi: fotografia, collettiva
  • Orari: da martedì a sabato h.10-22, domenica h.10-19
  • Email: s.bossi@querinistampalia.org
  • Patrocini: della Provincia di Venezia. Si ringrazia la Fondazione Querini Stampalia ONLUS per l'ospitale accoglienza. La Mostra “Positif” è una produzione del Circolo Fotografico La Gondola – A.P.S.

Comunicato stampa

Martedì 13 dicembre 2011 alle h.18 presso la Fondazione Querini Stampalia in Venezia S. Maria Formosa 5252 , negli spazi a piano terra della Fondazione, avrà luogo l'inaugurazione della mostra

“Positif”

a cura del Circolo Fotografico La Gondola



La mostra proseguirà fino al 15 gennaio 2012 con orario da martedì a sabato h.10-22, domenica h.10-19

Espongono 22 fotografi della Gondola con 29 immagini

Enrico”Gigi”Bacci, Antonio Baldi, Aldo Brandolisio, Fabrizio Brugnaro, Lorenzo Bullo, Paola Casanova, Carlo Chiapponi, Simonetta Gasparini, Gianfranco Giantin, Matteo Miotto, Aldo Navoni, Giorgio Nicolini, Federica Osto, Stefano Pandiani, Alessandro Rizzardini, Aurelio Rizzo,
David Salvadori, Giorgio Semenzato, Massimo Stefanutti, Fabrizio Uliana, Giovanni Vio, Emilio Zangiacomi Pompanin


La tendenza contemporanea della fotografia d'informazione ma anche di ricerca tende a dar maggior risalto agli aspetti negativi della vita, alle situazioni più esasperate e difficili.

Ciò dipende senz'altro dalle innegabili difficoltà del vivere d'oggi ma, probabilmente, da un orientamento sorto all'inizio '900 quando si scoprì l' efficacia mediatica della fotografia per denunciare condizioni di sfruttamento e degrado, come avvenne per le indagini del sociologo americano Lewis Hine.
Tuttavia il positivo intento, nel corso degli anni, lasciò il passo a un atteggiamento più speculativo volto a cogliere l'esteriorità eccezionale degli avvenimenti tale da conferire alle immagini un prevalente interesse visivo più che una vera partecipazione al fatto narrato.

In tal senso, esemplare fu tanta fotografia neorealista del secondo dopoguerra quando si scoprì il Sud d'Italia in cui le arretratezze storiche si sommavano alle devastazioni della guerra appena conclusa oltre a un vivere quotidiano ingiustamente classificato come “folkloristico”.

Se sul piano sociale fecero scalpore i rigorosi reportages su Affrico di Tino Petrelli, la fotografia di Cartier-Bresson, Giacomelli, Berengo Gardin e altri, si preoccupò, come nel celeberrimo caso di Scanno, di tradurre visualmente una realtà “fotogenica” ancorché di reale sofferenza.
Ancor oggi, frequentando le grandi rassegne internazionali, ci si accorge che l'occhio del fotografo privilegia ed esalta le situazioni drammaticamente più significative; una casistica del dolore la cui parossistica ripetitività dà quasi assuefazione.
Il rischio, neanche tanto remoto, è che a questo ci si abitui perdendo di vista la verità della tragedia che spesso è sottostante alle immagini.

Partendo da questo, è sembrato opportuno ai soci della Gondola volgere lo sguardo verso tutti quegli aspetti della vita che rappresentano le ancore morali, spirituali e materiali alle quali ci riferiamo per superare le difficoltà dell'oggi e poter guardare al futuro con sufficiente fiducia; assieme a questi, quegli episodi quotidiani spesso sottovalutati, se si vuole d'ispirazione zavattiniana, che costituiscono la sfera dell'equilibrio di ciascuno: piaceri leciti, piccole soddisfazioni, un positivo (ecco il titolo della mostra) modo di porsi nei confronti degli altri, della natura e della bellezza.

Nella buona sostanza, la mostra intende capovolgere, pur nella limitatezza della sua estensione, un trend espressivo non sempre giustificato.
Compito certamente non facile, poiché si correva il rischio di travisare la realtà traducendola con accenti retorici e falsamente consolatori; un rischio cui speriamo di esserci sottratti grazie all'impegno profuso e al rigore critico che accompagnano da sempre le mostre del Circolo La Gondola.