Portable Isolation Unit – The Dazzling Light Back

Bologna - 19/04/2012 : 22/04/2012

"The Dazzling Light Back" riflette il crescere ciclico, e le fasi di luce e buio, all'interno dei processi di pensiero che dirigono la produzione creativa del collettivo Portable Isolation Unit.

Informazioni

  • Luogo: INTERNO 4
  • Indirizzo: via San Sigismondo 1, interno 4 40126 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 19/04/2012 - al 22/04/2012
  • Vernissage: 19/04/2012 ore 19
  • Autori: Portable Isolation Unit
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da Venerdì 20 Aprile a Sabato 21 Aprile, 16.00 / 00.00 Domenica 22 Aprile, 16.00 / 19.30
  • Sito web: http://www.portableisolationunit.com

Comunicato stampa

INTERNO4 presenta:
P. I. U. (Portable Isolation Unit)

"The Dazzling Light Back"

Clémence Grieco, Wesley Goatley, Robert Phoenix e Anna Hughes si sono conosciuti nell'aprile del 2011, condividendo presto un comune entusiasmo per i reciproci lavori e idee.

“Attraverso e-mail e forum online, abbiamo sviluppato qualcosa di simile ad una residenza auto-stabilita, senza un luogo fisico, in quanto tutti, abitiamo in diverse parti del mondo


Grazie ad un confronto di oltre 1000 e-mail nel corso di pochi mesi, e con vari incontri e momenti di discussione nel corso dell'anno, siamo arrivati a comprendere ed esaminare la natura del lavoro di ciascuno, le idee ed i riferimenti dell'altro, e allo stesso modo ci siamo interrogati sul potenziale di una mostra che vada al di la ed oltre, a ciò che è normalmente una semplice mostra di gruppo.

Continuamente in un processo di sviluppo ed esplorazione reciproca, abbiamo portato le nostre pratiche artistiche differenti, sotto il nome del collettivo Portable Isolation Unit (unità di isolamento portatile)

Presentiamo il nostro lavoro in mostre, pubblicazioni, performance, ed eventi, in luoghi specifici, mantenendo il focus sul nostro continuo dialogo, in vista di un risultato finale che si traduca in una mostra.
Questo ci fornisce differenti contesti entro i quali presentare il nostro lavoro, in una misura che possa dar luogo al dibattito, incentivando un'ulteriore esplorazione, discussione e collaborazione tra di noi; ottenendo sempre più mezzi per una più profonda comprensione delle nostre pratiche artistiche individuali.

Nelle due mostre del 2011 "A Happy Life In The Mountains Part 1&2", abbiamo guardato all'esempio di Dick Proenekke, che ha perseguito il desiderio di trovare un'altro, più fondamentale modo di vivere, da intendersi, più come atto di auto-sufficenza, che come ideale romantico.
Esiste una differenza, nel processo creativo, tra necessità di isolamento, e bisogno di comunità. Nel confrontarci, si è parlato del ruolo della solitudine nella vita di ognuno, e si è ragionato sull'atto fisico del fare, come possibilità, in grado di creare un mondo da abitare.

L'autunno e l'inverno scorsi, ci hanno sorpresi tutti in fasi di transizione e trasformazione nelle nostre pratiche. Diversi spostamenti in giro per il mondo, hanno giocato un ruolo importante nel darci nuovi luoghi in cui vivere, ed a cui adeguarci, e ci hanno offerto allo stesso modo, prospettive alternative a cui lavorare.

"The Dazzling Light Back" riflette il crescere ciclico, e le fasi di luce e buio, all'interno dei processi di pensiero che dirigono la nostra produzione creativa.
Guardando al concetto di Friedrich Nietzsche, di "eterno ritorno" rivolgiamo le sue implicazioni ad un esperimento di pensiero, e le sue teorie a riguardo, come ad una affermazione ultima della vita. Nietzsche intendeva il concetto di eterno ritorno come "più grande peso", abbracciando l'idea che nel superamento di questo stato, stesse la chiave di uno sviluppo anti-nichilista. La comprensione e l'interpretazione del peso della vita, e singolarmente i metodi che usiamo per superare e abbracciare questo stato, sono stati tema ricorrente nelle nostre discussioni come gruppo, e nel nostro lavoro personale.
La mostra ad INTERNO4 è intesa ad esplorare tale tema, sotto forma di nuove opere di pittura, suono, scultura e fotografia.”

"Il tempo è infinito, ma le cose nel tempo, i corpi reali, sono finiti. Possono essere sì dispersi nelle più piccole particelle, ma queste particelle, gli atomi, possiedono il loro determinato numero, ed il numero di configurazioni che, di per sé stesse, si formano su di essi sono altrettanto determinate. Ora, per quanto lungo possa passare il tempo, in accordo con le eterne leggi che governano le combinazioni di questo eterno gioco di ripetizioni, tutte le configurazioni che sono già esistite su questa terra debbono ancora incontrarsi, attrarsi, respingersi, baciarsi, e corrompersi a vicenda…"
Heinrich Heine