Play Create

Roma - 06/06/2013 : 01/07/2013

Play, Create vuole essere una finestra sulla più recente produzione dello studio ArtificioLab nel campo dell’arte decorativa e dell’ handmade , presentando opere eseguite con tecniche della nostra tradizione artistica come la ceramica o il mosaico, ma utilizzate per esprimere attraverso la personalizzazione, la modularità e la partecipazione attiva del pubblico nell’atto creativo la nuova idea progettuale meglio riassunta dal termine metadesign.

Informazioni

  • Luogo: ARTIFICIOLAB
  • Indirizzo: Le Artigiane Via di Torre Argentina, 72 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 06/06/2013 - al 01/07/2013
  • Vernissage: 06/06/2013 ore 18
  • Generi: design, arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

Dopo la sua fondazione ad opera di Cristiano e Maura Perricone, lo studio Artificiolab inizia il suo percorso artistico mettendo subito in luce la vocazione multidisciplinare, affrontando con la medesima cura emotiva progetti che vanno dall’arte applicata al design autoprodotto, dall’installazione multimediale alla videoarte, dalla scultura alla fineart. Nel 2011 vince la quinta edizione della residenza artistica De Industria con l’opera “l’origine delle macerie”

inizio citazione (* Dal catalogo DeIndustria’11: “...La quale mette in scena la polis contemporanea con un groviglio ditessere di mosaici primigeni e rovine postumane; la città continua, infinita, contaminata, multiculturale, atemporale è il luogo da cui sì può iniziare quel cambiamento che l’arte, e con lei l’uomo, richiede”...) fine citazione.



Play, Create vuole essere una finestra sulla più recente produzione dello studio ArtificioLab nel campo dell’arte decorativa e dell’ handmade , presentando opere eseguite con tecniche della nostra tradizione artistica come la ceramica o il mosaico, ma utilizzate per esprimere attraverso la personalizzazione, la modularità e la partecipazione attiva del pubblico nell’atto creativo la nuova idea progettuale meglio riassunta dal termine metadesign. Le curatrici dell’evento Bruna Pietropaoli e Livia Carchella hanno selezionato tra le diverse serie prodotte dallo studio le opere più rappresentative di questo concetto, lasciando percepire il legame profondo che si instaura tra il committente e l’artista proprio nella fucina del laboratorio. Con le composizioni modulari PIX2†ecco prendere forma diverse figure, ecco stagliarsi da texture concrete lampi di luce che dipingono volti e grafiche dalle infinite sfumature cangianti. E’ facile così in un gioco di richiami ed echi della memoria lasciarsi sorprendere da suggestioni di colori e suoni che suggeriscono l’uso del pixel come unità di misura ideale per le proprie visioni. Con le ceramiche MOOD la modularità invece è affidata ai ritmi e ai chiaroscuri volumetrici, che grazie all’impiego degli smalti colorati si traducono con energia dirompente in emozioni danzanti. Le piccole sculture in ceramica MYTH invece riconducono nel gesto estemporaneo e nella sintesi della forma lo stesso rapporto di unicità, che attraverso i miti si rafforza descrivendo quello che è stato e continua ad essere il percorso del pensiero umano. I bassorilievi in piastre MAPS in grado di interporsi col suo segno tra memoria del viaggio e la proiezione del sogno, sfuggendo alla definizione univoca del luogo rappresentato, dove la meta non si palesa e l’origine diviene l’unico possibile. Con i mosaici volumetrici GAME lo studio affronta inequivocabilmente il tema del gioco, main theme della mostra. La virtuosa costruzione geometrica mai accidentale e la fattura raffinatissima non si interpongono con l’essenza ludica del bozzetto. Infine la serie di mosaici TAPE nati dallo studio fenomenologico dell’arte generativa e nei quali si propongono campiture e texture organizzate in codici, un chiaro riferimento all’immaginario elettronico e digitale indissolubilmente entrato nell’arte come nella vita quale elemento fondamentale per lo stimolo creativo. Durante l’evento inaugurale la musicista Emanuela Cianfrocca eseguirà al sax brani e improvvisazioni su Bob Dylan e Pink Floyd, traendo spunto dalle due opere PIX2 esposte, che omaggiano la storia di questi artisti proponendo sintesi grafiche di alcune tra le più note album covers.