Pizzi Cannella – Salon de Musique and Other Paintings

Roma - 22/01/2019 : 22/01/2019

L’Accademia Nazionale di San Luca è lieta di presentare la pubblicazione che ha accompagnato la mostra Pizzi Cannella “Salon de Musique and Other Paintings”, curata da Natalia Demina e Danilo Eccher presso l’ Hermitage State Museum di S. Pietroburgo nel 2017.

Informazioni

Comunicato stampa

L’Accademia Nazionale di San Luca è lieta di presentare la pubblicazione che ha accompagnato la mostra Pizzi Cannella “Salon de Musique and Other Paintings”, curata da Natalia Demina e Danilo Eccher presso l’ Hermitage State Museum di S. Pietroburgo nel 2017. Introdotti e coordinati da Francesco Moschini, Segretario Generale della stessa, interverranno Lorenzo Zichichi, Presidente della casa editrice Il Cigno GG Edizioni, Dimitri Ozerkov, Direttore del Dipartimento Arte Contemporanea del Hermitage State Museum, il critico d’arte e curatore della mostra Danilo Eccher, e il maestro Gianni Dessì. Sarà presente l’artista





Il presente volume in russo, inglese e italiano, edito da Il Cigno GG Edizioni, si avvale dei contributi, oltre che di Sergej Androsov, di Natalia Demina e di Danilo Eccher, di Francesco Nucci, neurochirurgo appassionato di arte contemporanea, presidente della Fondazione “Volume” di Roma, e di un’intervista di Lea Mattarella, docente di Storia dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Roma e prestigiosa firma del quotidiano “La Repubblica”, purtroppo recentemente scomparsa. I saggi, ognuno relativo ad un ciclo di opere del Maestro, ripercorrono l’intera attività di Pizzi Cannella fino ad oggi.



“Tutta l’arte di Pizzi Cannella è un continuo alternarsi di emersioni e sprofondamenti, di ‘messe a fuoco’ vicine e lontane, di voci soliste e coro che si confondono e sussurrano il mistero della complessità. Pizzi Cannella è soprattutto un pittore, i suoi piedi sono immersi nel colore, la sua mano è allenata, la sua memoria passeggia nella storia, il suo sguardo non ha nostalgie ed è splendidamente immerso nella sua contemporaneità”.

D. Eccher