Pino Pinelli – Come una musica visiva

Pietrasanta - 08/08/2015 : 02/09/2015

Mostra Personale di Pino Pinelli dal titolo “Come una musica visiva”, con un testo di Claudio Cerritelli.

Informazioni

  • Luogo: PIETRASANTA GALLERIA CARDI
  • Indirizzo: Via Padre Eugenio Barsanti 45 - Pietrasanta - Toscana
  • Quando: dal 08/08/2015 - al 02/09/2015
  • Vernissage: 08/08/2015 ore 19,30
  • Autori: Pino Pinelli
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Tutti i giorni: 11.00-13.00 / 18.00-24.00 lunedì 18.00-24.00
  • Biglietti: ingresso libero
  • Catalogo: con testo di Claudio Cerritelli

Comunicato stampa

La Galleria Cardi di Pietrasanta inaugura sabato 8 agosto, dalle ore 19,30
la Mostra Personale di Pino Pinelli dal titolo “Come una musica visiva”, con un testo di Claudio Cerritelli.

Pino Pinelli (Catania 1938), nei primissimi anni Sessanta, si trasferisce dalla sua città attratto dal clima culturale della capitale lombarda: era la Milano di Fontana, Manzoni, Castellani …
Dalla metà degli anni Settanta Pinelli passa dalla serie dei “Monocromi” (1973-1975) a un senso nuovo della pittura, rompendo l’idea del quadro come perimetro chiuso e separato dal mondo (1976)


Sono gli anni della corrente Post-concettuale definita Pittura Analitica, di cui nel 1975 Filiberto Menna pubblica “La linea analitica dell’arte moderna”.
Pinelli si allontana dalle procedure immateriali del concettualismo. La ricerca analitica del suo lavoro accoglie una dimensione sensoriale dell’esperienza artistica, dove il dispositivo pittorico dell’installazione si integra con lo spazio ambientale.
La sua poetica della “disseminazione” consiste nel processo riflessivo in cui gli elementi frammenti delle sue opere si collocano sulle pareti – quasi mimando il gesto del seminatore.
Claudio Cerritelli, autore del testo in catalogo, scrive che Pinelli, “sempre interessato a nuove ipotesi spaziali, cerca orientamenti inediti” e “indaga l’essenza dello spazio come luogo di propagazione del colore”.
“Per questa occasione, l’artista ha deciso di concentrare il percorso delle opere non sulla persistenza di un solo colore ma sulle variazioni del bianco, grigio e nero, con licenza poetica di differire dalla gradualità di questi valori luminosi con un tono di rosso, due “colpi di tamburo” come egli stesso li definisce – nell’orchestrazione misurata nelle diverse sequenze spaziali”.

Si ringraziano: Pietro Mascitti, 3D produzioni, Sky Arte




PINO PINELLI
Come una musica visiva (Like a visual music)

Press release

Galleria Cardi in Pietrasanta, Saturday 8 August, starting at 7,30 pm inaugurates
the solo exhibition by Pino Pinelli entitled “Come una musica visiva” ("Like a visual music"), with an introductory text by Claudio Cerritelli.

At the beginning of the Sixties, Pino Pinelli (born in 1938 in Catania) leaves his native city, attracted by the cultural ambience of the capital of Lombardy, by the Milan of Fontana, Manzoni, Castellani …
Mid-way through the Sixties, Pinelli goes from the Monochrome series (1973-1975) to a new sense of painting, breaking with the idea of the painting per se as a closed perimeter separated from the rest of the world (1976).
They are the years of the post-conceptual movement defined as “Pittura Analitica”, about which in 1975 Filiberto Menna publishes “La linea analitica dell’arte moderna”.
Pinelli deviates from the immaterial procedures of conceptualism. Analytic research of his work embraces a sensorial dimension of artistic experience where the pictorial device of the installation itself integrates with the ambient space.
His “dissemination” poetics consist in the reflexive process whereby the fragments of his work come to incorporate the surface of the wall, almost mimicking the gesture of the sower.

Claudio Cerritelli, author of the text featured in the catalogue, writes that Pinelli, always interested in new ideas of space, looks for unprecedented orientations and investigates the essence of space as a place for the propagation of color.
And he adds that, for this occasion, the artist has decided to focus the “journeying” of his works not on the persistence of just one color but on the variations of white, grey and black, with poetic license to defer from the gradualness of these luminous emanations with a tone of red, “banging the drums” as he himself defines them, in the measured orchestration of the different spatial sequences.