Piero Manzoni – 1963-2013

Milano - 06/02/2013 : 06/02/2013

50enario della morte dell’artista. La serata, in collaborazione con Open Care - Servizi per l’arte, vedrà una serie di interventi brevi ma tutti di alto profilo e sarà ospitata all’interno del complesso dei Frigoriferi Milanesi dove, il giorno successivo, prenderà il via Flash Art Event (Palazzo del Ghiaccio).

Informazioni

Comunicato stampa

Il 6 febbraio 1963 moriva all’improvviso per un infarto Piero Manzoni.
Lo stesso giorno, cinquant’anni dopo, la Fondazione Piero Manzoni organizza una serata per raccontare brevemente questi 50 anni e ricordare l’artista, ma soprattutto presentare, tramite la voce dei protagonisti, i numerosi progetti a lui dedicati in quest’anno denso di “eventi manzoniani”.

La serata, in collaborazione con Open Care - Servizi per l’arte, vedrà una serie di interventi brevi ma tutti di alto profilo e sarà ospitata all’interno del complesso dei Frigoriferi Milanesi dove, il giorno successivo, prenderà il via Flash Art Event (Palazzo del Ghiaccio)



Dopo i saluti istituzionali, Giuseppe Manzoni di Chiosca, Vicepresidente della Fondazione Manzoni, riassumerà i 50 anni di “lavori manzoniani”, seguito da Pepi Marchetti Franchi, direttrice della Gagosian Gallery di Roma. Dal 2008 infatti la Fondazione ha avviato una stretta e fruttuosa collaborazione con Gagosian, leader internazionale dell’arte contemporanea, che conta ormai 12 gallerie in tutto il mondo.

Tra gli eventi che si stanno organizzando per il 2013, spicca la grande retrospettiva di giugno allo Städel Museum di Francoforte, di cui ci parlerà il curatore, Martin Engler; la mostra sarà poi allestita in autunno a Milano, Palazzo Reale, corredata da una serie di appuntamenti di approfondimento che organizzerà Paola Nicolin, consulente per l’arte contemporanea dell’Assessore alla Cultura, Moda, Design del Comune di Milano, Stefano Boeri. La figura di Manzoni non poteva non interessare anche il cinema e infatti il regista Andrea Bettinetti riferirà del film documentario a cui sta lavorando, prodotto dalla Good Day Films. Dopo molte biografie di successo nel catalogo di Joahn & Levi, mancava quella di Piero Manzoni; la lacuna verrà colmata da Flaminio Gualdoni, che per la nota casa editrice sta infatti scrivendo la prima biografia dell’artista. Altri due libri usciranno quest’anno, nella collana dei Quaderni dell’Archivio Manzoni, per mano di due storici dell’arte: un diario inedito giovanile dell’artista, a cura di Gaspare Luigi Marcone e un libro su Manzoni e il Gruppo Zero tedesco, scritto da Francesca Pola.

A chiudere la serata saranno i ricordi di Agostino Bonalumi, noto artista e amico di Manzoni ed Elena Manzoni di Chiosca, sorella di Piero e Presidente della Fondazione.
Si sta occupando dell’organizzazione dell’evento e ne sarà moderatrice, la curatrice della Fondazione Piero Manzoni, Rosalia Pasqualino di Marineo.

Seguirà un white cocktail per tutti a cura della Boxing Catering e poi presso La Cucina dei Frigoriferi Milanesi, la prima delle Cene d’artista: Piero Manzoni, Bianco Mangiare, su prenotazione. Il filo conduttore del menù studiato attentamente per l’occasione dallo chef, sarà principalmente il colore bianco degli Achromes manzoniani.
FONDAZIONE PIERO MANZONI

La Fondazione si occupa di promuovere la figura dell’artista, sia tutelando operatori e collezionisti tramite le archiviazioni e ove necessario gli interventi legali, sia fornendo consulenze per la conservazione e il restauro.

Collabora inoltre con musei e studiosi di tutto il mondo, che organizzano mostre e pubblicazioni con opere dell'artista, fornendo i materiali e la supervisione necessari. Raccoglie poi documentazione su Piero Manzoni e il suo tempo ed effettua ricerche storico-critiche legate all'artista.

Nel 2004 è uscito il nuovo Catalogo Generale di Piero Manzoni edito da Skira.

Tra i recenti significativi riconoscimenti alla sua attività internazionale, si ricorda l'assegnazione del First Art Annual Awards nel 2009 (premio del Solomon R. Guggenheim Museum alla miglior mostra personale in galleria negli USA), ottenuto per la grande retrospettiva su Piero Manzoni organizzata con la collaborazione della Fondazione e curata da Germano Celant alla Gagosian Gallery di New York.

La Fondazione Piero Manzoni è membro dell’IUMCM, International Union of Modern and Contemporary Masters.

Fondazione Piero Manzoni
Via A. Del Bon, 1
20158 MILANO
tel. +39-02-49437786
mob. +39-349-8141872
emails: [email protected], [email protected]
www.pieromanzoni.org

Elena e Giuseppe Manzoni di Chiosca, presidente e vicepresidente
Rosalia Pasqualino di Marineo, curatrice
Agnese Boschini/Daniela Migotto, assistenti


OPEN CARE – SERVIZI PER L’ARTE

Attiva dal 2003, Open Care opera in quattro settori: la custodia, con un caveau di 8 mila metri quadrati di spazi per il ricovero di dipinti, sculture, arredi, oggetti preziosi; la consulenza con il dipartimento di Art consulting che realizza inventari, stime, assistenza per la vendita di opere d’arte, art advisory; la movimentazione delle opere su scala nazionale e internazionale con il dipartimento di Logistica per l’arte; la conservazione con i suoi 5 laboratori specializzati nel restauro di dipinti, affreschi, opere d’arte, arredi lignei, arazzi e tessili antichi, tappeti e antichi strumenti scientifici.

Open Care
via Piranesi 10
20137 Milano
Tel. 02 73983231
[email protected]
www.opencare.it

PIERO MANZONI
Soncino (CR) 1933 – Milano 1963

Piero Manzoni nasce a Soncino (CR) il 13 luglio 1933; dopo gli studi liceali classici a Milano presso i Gesuiti del Leone XIII, frequenta senza continuità le facoltà di legge e filosofia a Milano e Roma. Per molti anni, in estate, soggiornerà ad Albisola, in Liguria, luogo di villeggiatura e ritrovo di numerosi artisti da Asger Jorn a Lucio Fontana.
Nel 1956 debutta come artista alla IV Fiera mercato. Mostra d’arte contemporanea al Castello Sforzesco di Soncino e qualche mese dopo espone al Premio di pittura S. Fedele a Milano; in questi anni dipinge sagome antropomorfe e quadri con impronte di oggetti. Inizia così un’intensa attività, partecipando a mostre collettive e firmando diversi manifesti con altri artisti, tra i quali Enrico Baj, Guido Biasi, Ettore Sordini, Angelo Verga e aderendo al Movimento Arte Nucleare che però lascia all’inizio del 1958.
Dal 1957-1958 realizza i primi “quadri bianchi”, successivamente denominati Achromes, in gesso, caolino e tela grinzata o a quadrati. Espone con Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani in diverse occasioni e inizia la sua collaborazione, che continuerà negli anni successivi, con gli artisti del Gruppo Zero di Düsseldorf e altri gruppi dell’avanguardia europea. Nel 1959, con una mostra di “linee”, inaugura la Galleria Azimut a Milano, che, insieme alla rivista “Azimuth”, di cui usciranno solo due numeri, è da lui voluta e promossa insieme ad Enrico Castellani; alla galleria Azimut espongono tra gli altri Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Gianni Colombo, Dadamaino, Gabriele Devecchi, Yves Klein, Heinz Mack, Almir Mavignier, Günther Uecker. Sul secondo numero di “Azimuth” pubblicherà Libera dimensione uno dei suoi testi fondamentali.
Nell’estate del 1960 soggiorna a Herning, in Danimarca, dove – grazie al mecenatismo di Aage Damgaard – può realizzare diverse opere, sperimentando materiali inconsueti, tra cui la Linea di 7200 m. Mentre continua la produzione degli Achromes, in cotone idrofilo, polistirolo fosforescente e cloruro di cobalto, Manzoni progetta il Placentarium, “teatro pneumatico per balletti di luce, di gas, ecc.” e nel luglio del 1960 presenta a Milano la Consumazione dell’arte, dinamica del pubblico, divorare l’arte, evento nel corso del quale offre da mangiare al pubblico uova sode con la sua impronta digitale e con il quale si concluderà il percorso della galleria Azimut.
In parallelo a nuovi cicli di Achromes (in fibra di vetro e sintetica, peluche, pane, paglia, carta da pacco), dal 1961 Manzoni inizia a firmare le persone rendendole “sculture viventi“ e rilasciando loro un certificato d’autenticità; realizza le “basi magiche” e 90 scatolette di Merda d’Artista, “30 grammi, conservata al naturale”, esposte per la prima volta ad Albisola. In occasione di un suo secondo soggiorno a Herning, nel 1961, presenta la Base del Mondo, un piedistallo metallico capovolto che idealmente sostiene l’intero globo terrestre rendendolo opera d’arte. In questi anni partecipa a numerose mostre personali e collettive in gallerie private e spazi d’avanguardia in Italia e all’estero (Albisola, Berna, Bruxelles, Copenaghen, Düsseldorf, Londra, Roma, Rotterdam, Taipei, Zagabria) ma anche in luoghi istituzionali (si pensi alle esposizioni collettive Monochrome Malerei, Sätdtisches Museum, Leverkusen, 1960; Contemporary Italian Art, Illinois Institute of Design, Chicago, 1960; Tentoonnstelling Nul, Stedelijk Museum, Amsterdam, 1962).
Intorno al 1961-62 Manzoni progetta con l’editore Jes Petersen una sua “monografia” con le pagine totalmente trasparenti; nel 1962 vengono pubblicate da Vanni Scheiwiller le 8 Tavole d’accertamento, accompagnate da un testo di Vincenzo Agnetti. Continua a produrre Achromes, con batuffoli di ovatta, sassi, pallini di polistirolo.
Il 6 febbraio 1963, improvvisamente, nel suo studio di via Fiori Chiari a Milano, Piero Manzoni muore di infarto.