Pierluigi Cocchi – Realtà contemporanee

Mantova - 26/11/2011 : 08/12/2011

Quanto mai composito il lavoro dell’artista Pierluigi Cocchi. Romagnolo di nascita, risiede e lavora dal 1974 a Seregno in provincia di Monza e Brianza.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA ARIANNA SARTORI - VIA NIEVO
  • Indirizzo: Via Ippolito Nievo 10 - Mantova - Lombardia
  • Quando: dal 26/11/2011 - al 08/12/2011
  • Vernissage: 26/11/2011 ore 17.00. Sarà presente l’artista
  • Autori: Pierluigi Cocchi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: nei giorni feriali dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30 e nei festivi dalle 15.30 alle 19.00

Comunicato stampa

“Quanto mai composito il lavoro dell’artista Pierluigi Cocchi. Romagnolo di nascita, risiede e lavora dal 1974 a Seregno in provincia di Monza e Brianza.
Dagli iniziali anni ’70 segnati dall’esperienza figurativa espressionista al passaggio astrattista degli anni ‘80 quando per vie semplici, ma non meno importanti, ha affrontato il problema dell’arte risolvendolo con un ritmo pittorico, geometrico, spaziale, matematico, venato di sottile poesia dove il colore unico celebrava il contrasto enigmatico fra luce e ombra


Negli anni ’90 è pervenuto, con una scelta carica di intenzionalità innovativa, trascendendo la dimensione del dipinto su tavola o su tela a una felice fusione tra pittura e scultura, tra astratto e figurativo. Sono così nati i “TOTEM” costruiti con lieve e sapiente gioco di incastri, dove il ritmo compositivo assume la sua pregnanza nell’alternanza di piani e linee, di superfici colorate.
Un felice connubio dove irrompe la frenesia del mondo contemporaneo.
Questa nuova dimensione astratto-figurativa permette all’artista di affrontare e focalizzare tramite la sua arte i problemi della società contemporanea specie laddove il divario tra ricchezza e povertà si fa evidente e drammatico.
Se prima, nei suoi Totem e nei suoi paesaggi francesi, appariva un divieto come monito di “VIETATO, NON SI PUO’ DISTRUGGERE” ora nei suoi ultimi lavori “MANIFESTI METROPOLITANI” e “MURI METROPOLITANI” quel divieto
si fa ancor più pressante e monito assoluto.
In questi lavori il rapporto fra ricchezza e povertà è evidente ed esplicito.
Gli elementi verticali colorati rappresentano i grattacieli delle grandi metropoli a fianco di facciate di palazzi cittadini compaiono manifesti pubblicitari con
visi di graziose ragazze invitanti, in basso vetrine di negozi d’alta moda
attraenti quasi a dire prendimi acquistami sei mio “schiavo”, sui marciapiedi figure accasciate, ferite, stuprate, malmenate in poche parole “schiave”.
La solitudine metropolitana dove tutto è ma dove molti non possono più ottenere (per mille ragioni).
Richiami della pubblicità, richiami all’acquisto ad ogni costo, consumare apparire, essere ma…………..chi non ce la fa soccombe.
Nuove forme di schiavitù, sottile ironia, verità contemporanee.
Muri metropolitani con i loro graffiti, manifesti con sguardi nel vuoto e perplessi, i colori delle città moderne piene di vita e di certezze e incertezze,
culture diverse primordiali storie lontane di culture lontane si fondono nella civiltà contemporanea. Si incontrano si scontrano si amalgamano.
Un lavoro chiaro e luminoso quello del romagnolo Cocchi che però ci pone dinnanzi a forti riflessioni e a una profonda meditazione”.
Giulrepi


Pierluigi Cocchi è nato a Santa Sofia di Romagna in provincia di Forlì il 12 novembre 1948.
Dal 1974 risiede a Seregno (MB).


PROGETTISTA, DESIGNER, PITTORE/SCULTORE
Ha lavorato per le migliori aziende del settore arredamento. La pittura lo attrae all’inizio degli anni ‘60.
In quel periodo, vive le esperienze estive dei primi “Premio Campigna” di Santa Sofia suo paese natale.
Nel 1964 ha la fortuna di vedere dal vero tre quadri di grandi dimensioni di Plinio Nomellini di proprietà del geometra Cerofolini marito della figlia dell’illustre pittore toscano, e ne rimane fortemente impressionato.
Nell’estate del ‘67 conosce Mauro Mami e sotto la sua direzione inizia i corsi di progettazione di architettura d’interni all’Istituto Statale d’Arte di Forlì. Negli stessi anni ha come maestri il pittore bolognese Alfonso Frasnedi per il disegno professionale e lo scultore Raffaele Mondini per le arti plastiche.
La pittura e l’architettura lo attraggono fortemente. Fra il 1968 e il 1974 abbina studio e lavoro.
Completati gli studi si trasferisce a Seregno (MI).
Nel 1973 conosce il pittore Sergio Dangelo, due anni più tardi in occasione di una personale di Dangelo, conosce Max Huber. Negli stessi anni frequenta assiduamente le gallerie d’arte milanesi, Annunciata, il Naviglio, Gianferrari, il Milione, e lo studio Piatti di Marco Grossetti.
Nel 1983 a Milano Tre in occasione della posa di due sculture, conosce Pietro Cascella, e nel 1998 lo scultore Nino Cassani, nel 2007 conosce a Parigi Leonardo Cremonini e nel 2008 a Losanna lo scultore Jves Dana.
Per scelta meditata e per essere libero nella sua ricerca artistica (alla quale ha dedicato ogni ritaglio di tempo libero); dal 1974 ha svolto attività di disegnatore progettista e dal 2010 si dedica completamente alla ricerca artistica.
Il lavoro di progettista lo ha portato a girare in lungo e in largo l’Italia prima, la Francia, la Svizzera, il Lussemburgo e il Belgio poi. Dove negli anni ha più volte soggiornato.
Nelle pause di lavoro ha avuto la possibilità di studiare sul posto le migliori cattedrali romaniche italiane fra le quali Aquileia, Modena, Verona, Como, Spoleto, e quelle del vero romanico in particolare le francesi di Autun, Vezelay, Cluny. Auxerre, Fontenay, Epinal, il gotico internazionale nelle cattedrali di Chartres, Parigi, Strasburgo, Digione, Metz, Tour, Laon, Amiens, Rouen e altre cattedrali minori. Nel 2001 visita le città di Avignone , Arles, Nimes, e i castelli della Loira.
Visita nel contempo i migliori musei d’arte d’Europa.
Non manca di visitare ogni anno le più importanti manifestazioni artistiche nazionali e internazionali tra le quali - ART BASEL - rassegna internazionale delle migliori gallerie selezionate del mondo a Basilea in Svizzera, la FIAC di Parigi e la Biennale di Venezia.

Suoi lavori di pittore e scultore si trovano in numerose collezioni private in Italia tra le quali a “Tutto Tondo” della Collezione Zanni, Collezione 5x5 di Franco Daleffe Collezione on line “Opere e oggetti d’arte Lombardia beni Culturali” e in Francia tra le quali Collezione privata del gallerista parigino Olivier Nouvelet e della gallerista Odin Mouve. E in alcuni musei italiani tra i quali museo d’arte moderna di VITO MELE a Santa Maria di Leuca, il museo 1000 artisti a Palazzo di Cesano Maderno (Mi); Collezione “ARIANNA SARTORI” progetto per un museo “20x20” Mantova.

Mentre lavori di progettista d’arredamenti e di designer sono stati eseguiti negli anni in Italia nelle città di:
Milano, Monfalcone (UD), Trieste, Lignano Sabbiadoro (UD), Udine, Tolmezzo (UD), Trevenzuolo (VR), Monza, Genova, Santa Sofia (FC), Molinella (BO), Arma di Taggia (IM).

Ha progettato e realizzato numerosi Stand fieristici a Milano Verona Roma e Bologna per importanti Aziende d’arredamento tra le quali Mobil Girgi e Passerella Arredamenti.

Dal 2000 al 2008 ha realizzato per la Passerella Arredamenti tutti gli Stand di “PHARMAGORA” negli spazi della fiera di Parigi “Porte de Versailles”.

In Francia dove dal 1998 al 2009 è stato responsabile per lo sviluppo la progettazione e la realizzazione di arredi su misura per la Passerella Arredamenti di Desio (Mi), suoi lavori sono stati realizzati nelle città di Remiremont, Strasburgo, Monwiller, Saint Avold, Chateau Salins, Metz, Rombas, Villerup, Mont Saint Martin, Cosne Cours sur Loire, Parigi, Reims, Laon, Amiens, Perthes en Gatine (Fontebleau). Saint Leu la Foret. Limoges. Ajaccio (Corsica).

CONSIDERAZIONI
LA RICERCA ARTISTICA
Dal 1965 al 2009
…E’ portato per le materie artistiche e per il disegno. Così disse la professoressa di disegno delle scuole medie di Santa Sofia nel 1963 a mia madre. “Da allora non ho fatto altro che seguire e assecondare questa mia predisposizione e passione per le ARTI”.

DISEGNARE
DAGLI ANNI ’60 AGLI ANNI 2009
La grande passione per il disegno e la figurazione
…Avevo 6 anni quando mio padre e mia madre lasciarono la famiglia patriarcale dei Cocchi situata a 1 km da Biserno una frazione del comune di Santa Sofia (in provincia di Forlì Cesena) e durante il trasloco mi caricai sulla testa una sedia e seguii mio padre. Nella nuova casa Vi era tra le altre una stanza molto grande che i miei utilizzavano poco, me ne appropriai e li mi ritiravo a disegnare prima e a dipingere poi. I miei genitori non si sono mai opposti a questa mia passione anche quando facevo le due di notte e ancor più quando lasciai il lavoro di operaio che era fonte di sostegno per loro (che avevano poco), per tornare a scuola conseguire il diploma di Maestro D’arte e successivamente trasferirmi a Firenze prima e a Milano poi per cercare nuovo lavoro compatibile con gli studi effettuati.
…Disegnare rappresentare captare le emozioni tracciare il segno al posto del dire, del fare, rappresentare le cose, figurare il non visibile, scavare nel anima delle persone e rappresentarle nel loro intimo, senza parlare, disegnare un idea e renderla visibile, spiegarla tramite il disegno prima che essa prenda forma, creare armonia visibile, creare l’emozione tramite il segno e il colore questa è stata ed è la mia grande passione naturale. Un dono ricevuto.
…Il colore comunica. L’insieme di colori armonizzati esprimono emozioni, vibrazioni comunicano senza la rappresentazione figurativa.
A me serviva qualcosa di più per rappresentare la realtà contemporanea.

GLI ANNI ’80 E ‘90
In bilico tra astratto e figurativo
…Gli anni ’80 sono anni di forte tormento in bilico tra il piacere della ricerca astratta con forme tutte personali e personalizzate con campi di colore e forme che accennano alla tridimensionalità e il forte piacere per il disegno e la figura dipinta mi portano ad eseguire sia lavori astratti che lavori di pittura figurativa vera e propria; preparando così la strada alla fusione tra pittura e scultura dominata da ampi campi di colore astratto e figure dipinte sia nella tridimensionalità scultorea che nella bidimensionalità pittorica.
Si conciliano e si armonizzano così le due forti esigenze alle quali non potevo rinunciare.
Non potevo servirmi solo della rappresentazione astratta per comunicare ed esprimere.
Mi serviva qualcosa d’altro. Riprendere la figurazione abbinata alle grandi campiture di colore per poter raccontare, rappresentare e denunciare la contemporaneità.
Ecco allora riaffiorare la lezione di Giotto e di Piero della Francesca.
Tutto questo per poter rappresentare meglio la realtà contemporanea.
Far rilevare il divario tra la ricchezza e la povertà.
Tra ciò che avviene a livello del marciapiede e ciò che avviene ai livelli superiori.