Pierluca Cetera / Nicola Vinci – Multiversi
Cetera e Vinci hanno scelto la figurazione per dare forma alle loro riflessioni sulla contemporaneità, il primo dipinge a olio su sagome di zinco, il secondo (che esattamente 20 anni fa ha partecipato alla V Biennale d’Arte del MAM) predispone delle accurate “messe in scena” che poi fotografa.
Comunicato stampa
La primavera 2026 porta al MAM di Gazoldo degli Ippoliti (Mn) un nuovo progetto, realizzato in collaborazione con IAGA Contemporary Art, sul tema “Multiversi”, che prosegue le tematiche care alla programmazione del MAM: la difesa e la protezione degli esseri viventi, l’elogio della intelligenza manuale degli artisti, con un’attenzione dedicata ai più giovani. I protagonisti della mostra che si apre nella Sala della Musica del MAM sabato 18 aprile alle ore 18.00, a cura della direttrice del MAM Paola Artoni, sono Pierluca Cetera e Nicola Vinci, artisti pugliesi dal profilo internazionale. La mostra, accompagnata da un catalogo pubblicato per l’occasione in tiratura limitata, resterà aperta al pubblico sino al 7 giugno, a ingresso libero, lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 13.00; martedì dalle 10.00 alle 17.00; giovedì dalle 15.00 alle 18.00; sabato e domenica su appuntamento: tel. 0376.657141 interno 205. L’evento è in collaborazione con l’Associazione Postumia.
Cetera e Vinci hanno scelto la figurazione per dare forma alle loro riflessioni sulla contemporaneità, il primo dipinge a olio su sagome di zinco, il secondo (che esattamente 20 anni fa ha partecipato alla V Biennale d’Arte del MAM) predispone delle accurate “messe in scena” che poi fotografa. Come scrive Paola Artoni in catalogo: “Ora, con questo “pas de deux” reso possibile da “Multiversi”, si getta un sasso nello stagno dell’indifferenza, consci di generare inevitabili onde, reazioni a catena delle quali non sappiamo l’esito finale. In una società malata di cinismo, i due artisti richiamano all’essenza di una dimensione che pare smarrita, ovvero l’empatia. Se è vero che, come ipotizzano alcune teorie di astrofisica, il nostro universo potrebbe fare parte di un insieme di universi coesistenti (il multiverso, appunto), il nostro essere “hic et nunc” diventerebbe una vertigine inafferrabile, e il nostro frammento sarebbe parte dell’immensità. Cetera e Vinci si pongono essi stessi come due universi differenti, coesistenti, simultanei e reciprocamente arricchenti, ovvero multiversi umani e artistici, ma che, a loro volta, generano altri multiversi, come quelli che esploriamo quando ci incontriamo e ci confrontiamo con il mondo animale”.
Nel ciclo pittorico di Pierluca Cetera “Inner Sounds”, gli animali assumono il ruolo di forme arcaiche, silhouette leggibili anche come alter ego delle figure umane: “Le figure umane sono giacenti, con gli occhi chiusi, mentre gli animali sembrano apparizioni tangibili e attive di quei sogni: un bestiario simbolico che si può leggere come metafora delle relazioni umane”.
Anche Nicola Vinci con il ciclo fotografico “L’istruzione delle api”, dedica il suo lavoro agli animali, aprendo una finestra sulla loro socialità, esemplare per coesione ed empatia: “I protagonisti di questa rappresentazione sono i bambini: tutto è raccontato tramite simboli, dettagli, a volte più evidenti talvolta minutissimi e nascosti. La visione dell’infanzia è sostanzialmente una dimensione dell’anima: lontana anni luce dai cliché pubblicitari, diventa invece la rappresentazione dei drammi e della fragilità dell’umanità e gli sguardi si fanno ora consapevoli, ora sfuggenti, talvolta persino negati”.
Pierluca Cetera nasce a Taranto nel 1969 e si forma all’Accademia di Belle Arti di Bari. La sua attività espositiva inizia nel 2000 con mostre personali in spazi privati e pubblici e con progetti collettivi. Tra le personali degli ultimi anni si ricordano la mostra a Meicheng Gallery a Shenzhen (2018), “Gli ospiti”, a cura di Francesco Paolo del Re e Sabino De Nichilo a Casa Vuota (Roma, 2017), la mostra a Studio Arte Fedele di Monopoli (2016) e “Le cavie”, nell’ambito della rassegna Senso Plurimo nel 2009 ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, a cura di Marinilde Giannandrea. Tra le collettive, “Zoo Generation”, a cura di Christian Caliandro a “Anche Cinema” nel 2020. Vive e lavora a Gioia del Colle.
Nicola Vinci nasce a Castellaneta (TA) nel 1975 e si laurea all'Accademia di Belle Arti di Bari. Successivamente comincia una collaborazione con diverse gallerie d'arte italiane e straniere. La fotografia è il mezzo che predilige per analizzare e reinterpretare la realtà, indagando i limiti del piacere, del dolore e delle paure dell'essere umano. La sua fotografia è un parallelo tra estrapolazione e reinterpretazione della realtà. Vive e lavora a Verona.