Piccolo Festival dell’Arte

Trento - 09/10/2012 : 11/10/2012

Si terrà nella nuova sede della Facoltà di Lettere e Filosofia di Trento la seconda edizione del “Piccolo Festival dell’Arte”, tre giorni di dialoghi e conferenze con artisti e storici dell’arte, che dibatteranno attorno al tema della comunicazione dell'arte contemporanea. Accanto agli incontri, durante l’intero evento, sarà allestito un percorso espositivo.

Informazioni

Comunicato stampa

CAPITOLO II: SIGNIFICANTE E SIGNIFICATO. I PROTAGONISTI DEL CONTEMPORANEO RACCONTANO E SI RACCONTANO.

Si terrà nella nuova sede della Facoltà di Lettere e Filosofia di Trento la seconda edizione del “Piccolo Festival dell’Arte”, tre giorni di dialoghi e conferenze con artisti e storici dell’arte, che dibatteranno attorno al tema della comunicazione dell'arte contemporanea. Accanto agli incontri, durante l’intero evento, sarà allestito un percorso espositivo



La manifestazione, la cui apertura avrà luogo alle ore 18.00 nell’atrio della Facoltà di Lettere e Filosofia recentemente inaugurata, ha tra le principali finalità quella di avvicinare agli argomenti proposti oltre che studenti e addetti ai lavori anche la cittadinanza, stimolando una discussione intergenerazionale, volta a far riflettere sull'importante ruolo che l’arte contemporanea può ricoprire nel veicolare messaggi. Grazie al sostegno della facoltà, la seconda edizione del festival sarà arricchita dall’esposizione dei lavori di Stefano Cagol, Francesco Fonassi, Jacopo Mazzonelli, Valentina Miorandi, Nicola Ruben Montini, Iob+Pallaoro e Matteo Rosa selezionati da Alessandra Benacchio, Lucia Barison, Eva Fabbris e Roberto Pinto.
Dopo l’apertura della mostra, dalle 19.30, prenderà il via un nuovo atto performativo di Nicola Ruben Montini, che attraverserà le principali vie cittadine e si concluderà in via Tommaso Gar.

Gli incontri della giornata di mercoledì 10 ottobre si terranno nell’aula 007, a partire dalle ore 14.00 con la conferenza di Angela Vettese, professore associato di Teoria e Critica d’arte contemporanea all’Università IUAV di Venezia, il cui intervento sarà moderato da Roberto Pinto. Seguirà alle 16.30, l’incontro con gli artisti Francesco Fonassi e Nicola Ruben Montini, moderato da Alessandra Benacchio, e alle 18.00 l’intervento della direttrice del MART Cristiana Collu, con la moderazione di Roberto Pinto ed Eva Fabbris.

Giovedì 11 ottobre sono previsti i due incontri con gli artisti Alberto Tadiello e Stefano Cagol, che concluderanno la seconda edizione del festival. Il primo, moderato da Eva Fabbris, si terrà alle ore 16.00 in aula 001, il secondo, moderato da Alessandra Benacchio e Lucia Barison, avrà luogo alle ore 18.00 nella stessa aula.

La manifestazione è ideata e curata da Alessandra Benacchio e Lucia Barison, promossa dall’associazione Art to Art per il Piano d'Ambito TAUT sostenuto dalle Politiche Giovanili della Provincia Autonoma di Trento ed è realizzata grazie al contributo finanziario dell’Università degli Studi di Trento e dell’Opera Universitaria, la collaborazione del Comune di Trento e ai patrocini della Facoltà di Lettere e Filosofia e del Mart.

Artisti e opere in esposizione

Stefano Cagol (Trento 1969) presenta all’esposizione del Piccolo Festival dell’Arte un’opera appositamente concepita; si tratta di un banner comunicativo dal titolo COMUNICARE SENZA COMUNICARE, sistemato sulla facciata della nuova Facoltà di Lettere e Filosofia. L’ossimoro del testo stimola il pubblico a riflettere sul fatto che la comunicazione oggi, esponenzialmente veloce e di massa, è spesso sempre più vuota di contenuti e di empatia, limitandosi a filtrare la realtà e la verità in forma di una grande simulazione. Resta però la possibilità di esprimere se stessi senza pronunciare parole…

Jacopo Mazzonelli (Trento 1983) espone DOORS (2008), un video dove l’artista ha isolato singoli frammenti tratti dai film del regista inglese Alfred Hitchcock, in cui alcune porte vengono aperte e chiuse. Montate in sequenza, esse divengono accessi privilegiati per stanze, ambienti e situazioni sconnesse tra di loro. L’artista capovolge quindi le precise caratteristiche formali e narrative che contraddistinguono il genere noir, a favore di un non-senso generalizzato reso ancor più claustrofobico dall’intervento di una musica registrata dallo stesso artista che parafrasa al pianoforte il tema di “Psyco” depurandolo del suo elemento fondamentale, quello ritmico.

Valentina Miorandi (Trento 1982), nel video intitolato CROSS BROADWAY (2009), si improvvisa turista per caso, in perlustrazione delle vie di Manhattan. Il cuore della metropoli è ripreso in un’unica inquadratura continua, la struttura cinematografica è impostata come se si trattasse dell’inizio di un film, caratterizzato dallo scorrere dei titoli di apertura. La 42° strada, satura di abbagli e scritte luminose, è attraversata da anonime figure umane che transitano nel crocevia, si sovrappongono le une alle altre diventando “celebri” per il breve lasso di tempo del loro passaggio nell’inquadratura della telecamera, prima di svanire, sostituite da altri “divi” momentanei. E’ il genius loci artificiale ed astratto di questo non-luogo a scegliere e determinare, durante il fugace transito, i veri protagonisti dello show

Matteo Rosa (Trento 1978), nel video Flitting (2007) fissa l’inquadratura su una casa del nord Italia, mentre ceppi di legno vengono gettati da una delle finestre dai vetri scuri, con regolarità ritmica. L’assenza di suono riduce il movimento ad un “in perpetuum” che, pur mantenendo un’atmosfera d’immobilità, riesce a inscenare una narrazione.
Nei lavoro di Rosa il silenzio assume una valenza liberatoria, forse per favorire un’apertura mentale. Si tratta quindi di un’esperienza meditativa, proposta con la discrezione propria del suo linguaggio artistico.

Iob+Pallaoro (Trento 1964, Piacenza 1963), espone una serie di lavori accomunati dall’uso di uno stesso linguaggio pittorico, relativi a edifici simbolo della città di Trento, che quindi collegano la nuova facoltà con il tessuto urbano che l’accoglie, in un dialogo non soltanto territoriale ma anche storico-temporale. I lavori sono cromaticamente vivaci, di grande dimensione e l’impatto visivo è accentuato dalle sottili funi rosse che li connettono fra loro, attraversando trasversalmente il salone.

Francesco Fonassi (Brescia, 1986) lavora con l'installazione, la fotografia e il video con un linguaggio artistico legato alla ricerca sul suono. A Trento presenta il lavoro 32 rpm (falèna) registrato nei garage dell'Auditorium Parco della Musica di Roma nel corso di un'azione dove due microfoni vengono trascinati lungo il perimetro dello spazio per una durata complessiva di trentadue giri. “Le falène hanno abitutini notturne. Volano nei sotterranei e qualcuno soffre del loro ronzare muto e monòtono. Trentadue giri a sondare la superficie, a consumarne il minuto”.

Nicola Ruben Montini (Oristano, 1986) nel progetto presentato in anteprima a Trento, dal titolo SE IL RE FOSSE STATO REGINA, IO SAREI STATO LA REGINA!, presta attenzione alle dinamiche sociali andando ad indagare, attraverso due lavori che “cantano all'unisono”, la mancanza e quindi l'urgenza di una legge contro la discriminazione delle diverse identità di genere e degli orientamenti sessuali. La slide-projection Una Bandiera Per Il Cielo di Ginevra riprende la bandiera Europea sovvertendone, tingendosi di rosa, il codice iconografico del colore. La forma si fa così metafora di sostanza, della necessità di un cambio di atteggiamento, di una presa di posizione che dovrebbe essere necessariamente guidata da un nuovo spirito di comunità e fratellanza. Allo stesso modo anche Born In This Way, Versione Per Marcia Militare vuole essere un inno alla diversità, alla minoranza costruito attraverso un atto performativo sull'articolazione delle marce militari; un momento forte seguito da un momento di rilassamento che funzionando in modalità binaria auspica di amplificare il suo potere di collante andando a coinvolgere nel corteo la cittadinanza. Il loop artigianale del brano eseguito da una banda musicale diventa, attraverso la ripetizione, nuovo modello di affermazione. La musica apre alla percezione cognitiva di un campo molto più ampio e contemporaneamente pone il pubblico direttamente nello spazio del disegno artistico.