Peter Flaccus – Return to Buck Hill

Informazioni Evento

Luogo
BLOCCO 13
via Benzoni 13, 00154, Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
11/04/2026

ore 18

Artisti
Peter Flaccus
Generi
arte contemporanea, personale

Un grande quadro americano di Peter Flaccus, Buck Hill, dipinto ad olio e rimasto per anni nella casa materna a Seattle, ha trovato la strada della casa romana dove dagli anni Novanta il pittore vive.

Comunicato stampa

Buck Hill is Back. Un grande quadro americano di Peter Flaccus, Buck Hill, dipinto ad olio e rimasto per anni nella casa materna a Seattle, ha trovato la strada della casa romana dove dagli anni Novanta il pittore vive. Un ritorno alle radici del suo fare pittura quello rappresentato dal trittico del 1977 che il pittore americano, ma dal nome e dal cuore ormai latino, ha deciso di esporre per la prima volta in Italia: la tela, infatti, è rientrata da poco dagli Stati Uniti, dove era stata esposta nella prima personale a New York. Le origini, il presente il futuro, quindi, del lavoro di Peter Flaccus. Che, nello spazio di via Benzoni 13, propone anche un’opera recentissima realizzata secondo la tecnica dell’encausto, a lui cara: la formalizzazione libera di un’immagine, che rimanda al microcosmo e al macrocosmo, attraverso la fusione del colore e della cera. Da un lato, quindi, le stesure giovanili ad olio di cinquanta anni fa. Dall’altro, la “materia caldissima distesa a spinta e sgrattata via con la spatola […] in quella sintesi operativa del mettere e del levare che avvicina la pittura alla scultura”, come ha scritto Marco Di Capua nel catalogo della personale romana del 2025 da Maja Arte Contemporanea.
Spiega Flaccus: “Buck Hill è un quadro che viene da lontano, da un altro tempo, da un altro ambiente artistico. L’opera prende il nome dal luogo nel Vermont dove ho passato l’estate del 1977 e dove l’ho dipinta. Il quadro è stato esposto nello stesso anno nella mia prima mostra a New York, nella 57th St. Zabriskie Gallery. Durante i vent’anni trascorsi a New York ho dipinto con colori ad olio. La mia era una pittura pastosa che rendeva visibili i ritmi e le direzioni delle pennellate e che ha lasciato una superficie ruvida. Così anche gli spazi ‘vuoti’ sono riempiti di energia, e i ‘pentimenti’, fantasmi di forme cancellate, si sono conservati. Come molti giovani artisti della mia generazione, negli anni Settanta cercavo una via d’uscita dal minimalismo prevalente che, insieme all’arte concettuale, rischiava di portare la pittura all’estinzione. Mi interessava la sensualità del colore e della materia, e quest’opera ne è un esempio. Ho dipinto molti quadri simili per tre o quattro anni, prima di esaurire questa serie e di passare negli anni Ottanta a dipingere in un modo molto più gestuale”. Fino all’arrivo in Italia e alla riscoperta negli anni Novanta della lenta, meditata, preziosa tecnica dell’encausto.

Cenni biografici – Professore emerito alla John Cabot University di Roma, città in cui vive dal 1993, Peter Flaccus è nato nel 1947 a Missoula, in Montana. Ha tenuto la prima personale nel 1977 alla Zabriskie Gallery di New York, dove è tornato a esporre nel 1979. Le personali più recenti sono state allestite da Maja Arte Contemporanea (2025, 2022, 2019) e in Palazzo Merulana (2023) a Roma; alle Gallerie Riunite di Napoli e, con la stessa galleria, ad Arte Fiera a Bologna; alla Galerie L&C Tirelli, Vevey, in Svizzera (2021). Negli anni dieci ha tenuto personali alla Intragallery di Napoli (2018, 2014/15); da James Barron Art ad Art Miami (2017) e, stesso anno, da Art51 a Lugano; nel 2014 alla Otto Gallery di Bologna, alla Nube di Oort e alla Galleria Monty&Company di Roma. Si ricordano inoltre le personali alle Galerie L’Agart, ad Amilly, in Francia (2009); da Stiftung Muellerhaus, a Lenzburg, in Svizzera (2004); da Ninni Esposito Arte Contemporanea a Bari (2009, 2004, 2002, 2000); alla Casa delle Letterature di Roma (2009); al Frantoio di Capalbio (2007); alla Galleria A.A.M. di Roma nel 2004. Nello stesso anno ha esposto i suoi dipinti ad encausto nella personale newyorkese alla Zabriskie Gallery dove aveva esordito. Del 1997 sono inoltre le personali alla Monique Knowlton Gallery di New York (dove torna nel 1999) e alla Traver Sutton Gallery di Seattle.