Peter Brook – The Suit

Pistoia - 22/02/2013 : 23/02/2013

Va in scena al Funaro di Pistoia, in esclusiva regionale per la Toscana, The Suit di Peter Brook. Un omaggio di Brook alla cultura sudafricana e in particolare allo scrittore Can Themba, autore del racconto The Suit, morto nello Swaziland dell’ apartheid nel 1967.

Informazioni

  • Luogo: CENTRO CULTURALE IL FUNARO
  • Indirizzo: Via del Funaro, 16/18 – 51100 - Pistoia - Toscana
  • Quando: dal 22/02/2013 - al 23/02/2013
  • Vernissage: 22/02/2013
  • Autori: Peter Brook
  • Generi: performance – happening, serata – evento, teatro

Comunicato stampa

THE SUIT

adattamento, regia e musiche di Peter Brook, Marie-Hélène Estienne e Franck Krawczyk

da The Suit di Can Themba, Mothobi Mutloatse e Barney Simon
luci Philippe Vialatte
elementi scenici e costumi Oria Puppo
assistente alla regia (e interprete) Rikki Henry
con Nonhlanhla Kheswa, Jared McNeill, William Nadylam
musicisti Arthur Astier (chitarra), Raphaël Chambouvet (piano), David Dupuis (tromba)

spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano
durata h 1.15

produzione C.I.C.T

/ Théâtre des Bouffes du Nord
coproduzione Fondazione Campania dei Festival / Napoli Teatro Festival Italia, Les Théâtres de la Ville
de Luxembourg, Young Vic Theatre, Théâtre de la Place – Liège
con il sostegno di Avec le soutien du C.I.R.T.

In esclusiva per la Toscana va in scena il 22 e 23 febbraio 2012, al Funaro di Pistoia, The Suit, dal racconto di Can Themba, Mothobi Mutloatse e Barney Simon, adattamento, regia e musiche di Peter Brook, Marie-Hélène Estienne e Franck Krawczyk, le luci di Philippe Vialatte, elementi scenici e costumi di Oria Puppo e con Rikki Henry (anche assistente alla regia), Nonhlanhla Kheswa, Jared McNeill, William Nadylam, e con la musica dal vivo di una piccola orchestra composta da Arthur Astier (chitarra), Raphaël Chambouvet (piano), David Dupuis (tromba). Niente in teatro è mai definitivo, con queste parole il grande Maestro del teatro contemporaneo Peter Brook racconta il suo nuovo spettacolo The Suit, che in passato, col titolo Le costume ha visto un diverso allestimento in lingua francese, che ha girato il mondo, per anni.
Un omaggio di Brook alla cultura sudafricana e in particolare allo scrittore Can Themba, autore del racconto The Suit, morto nello Swaziland dell’ apartheid nel 1967. Pochi elementi, la musica dal vivo e una grande potenza simbolica per raccontare la storia intima di un uomo che tornando a casa trova la moglie a letto con un altro. Inspiegabilmente sceglie di rinchiudersi nell’armadio. Nel frattempo l’amante fugge dalla finestra in mutande, lasciando dietro di sé il suo abito, che si trasforma magicamente in una presenza crudele e angosciante nella vita della protagonista e che la condurrà a un tragico destino. L’abito che dà il titolo alla pièce diventa una presenza drammatica che prende il sopravvento sulla vita dei protagonisti.
“The Suit”, in corealizzazione con Teatro di Roma è presentato anche dal 13 al 17 Febbraio nella stagione del Teatro Palladium Università Roma Tre – Romaeuropa”.

In occasione dello spettacolo, sabato 23 febbraio, alle ore 17.30 Marie - Hélène Estienne, storica collaboratrice artistica di Peter Brook, dialoga con il produttore e curatore internazionale Andres Neumann in un incontro dal titolo “Perché vogliamo fare teatro?”. A partire da "The Suit", di cui firma (assieme a Franck Krwawczyk) adattamento del testo, regia e musiche con Peter Brook, il pubblico avrà accesso, in questa unica occasione fuori programma, a un inedito "dietro le quinte" sul lavoro teatrale di uno dei più grandi Maestri del Teatro Contemporaneo. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti (si consiglia l'arrivo entro le 17.15).


Perché riprendere Le Costume, uno spettacolo che ha girato, in francese, tutto il mondo per anni?
Tutto ha avuto inizio in Sud Africa negli anni '50, quando Can Themba, brillante scrittore di colore, ha pubblicato The Suit. "Cambierà la nostra vita e sarà la nostra fortuna", aveva detto a sua moglie. L'arrivo dell’ apartheid decise diversamente. Can Themba fu costretto all'esilio in Swaziland, dove morì poco dopo di dolore, miseria e alcol: il suo libro, come quelli degli altri scrittori neri, vivi o morti, erano stati vietati in Sud Africa. Molti anni dopo è nata l'idea di adattare The Suit al teatro. La prima versione è nata a Johannesburg e poi è arrivata fino a Londra. E’ avvenuto naturalmente che il trio di Une Flûte Enchantée si riunisse ancora una volta per presentare The Suit, nella sua lingua originale inglese, aggiungendo la possibilità di ascoltare musiche di diverse origini - da Franz Schubert a Miriam Makeba – eseguita dal vivo da una piccola orchestra.

Peter Brook - Marie Hélène Estienne - Franck Krawczyk


“La semplicità è la superficie di una sofisticazione strema, di una grande delicatezza di interpretazione, di dettagli, di movimenti e di scelte musicali. E’ allo stesso tempo divertente e sconvolgente. Il canto, nella superba voce di Nonhlanhla Kheswa (…) dà un apporto considerevole. Questo timbro sublime regala allo spettacolo una grazia travolgente. Tutti eccellenti. E’ un nuovo esempio dell’arte meravigliosa, semplice e profonda di Peter Brook”.

Le Figaro, Armelle Héliot, 04-04-2012

“(…) una messa in scena di una bellezza fragrante (…) Quanta vitalità nella scelta della regia di darle tutto lo spazio che merita e che grandezza d’animo in questi giochi amorosi vietati a forza e scandalosi.”

Les Inrockuptibles, Fabienne Arvers, 18-04-2012


MOVING WITH PINA in tournée
Una conferenza danzata, sulla poetica, la tecnica, la creatività di Pina Bausch.
di e con Cristiana Morganti danzatrice del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch

Il Funaro, da venerdì 15 febbraio va in tournée con “Moving with Pina”, di e con Cristiana Morganti (la danzatrice italiana, fin dal 1993 del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch). Questa conferenza danzata sulla poetica, la tecnica e la creatività di Pina Bausch vede la produzione esecutiva del Funaro e sarà ospite il 15 e il 16 febbraio al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia, il 19 e il 20 febbraio al Teatro dei Filodrammatici di Piacenza, il 21 febbraio all’Astra di Torino, il 24 al Teatro degli Atti di Rimini e infine il 26 al Comunale di Vicenza. Un lavoro ormai di grande successo che propone con sapienza ed ironia un viaggio nell’universo di Pina Bausch, visto dalla prospettiva del danzatore. Eseguendo dal vivo alcuni estratti del repertorio del Tanztheater, Cristiana Morganti racconta il suo percorso artistico e umano con la grande coreografa tedesca e ci fa scoprire quanta dedizione, fantasia, accanimento, cura del dettaglio sono racchiusi nel linguaggio di movimento creato da Pina Bausch. Tutti i dettagli della tournée su www.ilfunaro.org.