Per Roma. Spazio, luce, composizione – Nicolás Combarro / Silvia Fernández Palomar

Roma - 01/07/2019 : 12/07/2019

La prima edizione, Per Roma. Spazio, luce, composizione, a cura di Pia Lauro e Veronica He, sarà articolata in due mostre personali che avranno come protagonisti l'artista Nicolás Combarro e la designer Silvia Fernández Palomar, entrambi residenti presso la Reale Accademia di Spagna a Roma.

Informazioni

Comunicato stampa

STUDIO STEFANIA MISCETTI è lieto di presentare la prima edizione di Per Roma, la rassegna volta a realizzare, promuovere e valorizzare ricerche svolte nei settori dell'arte contemporanea e del design, dedicate alla Capitale.

Il progetto recupera la volontà storica dello Studio, che sin dal 1989, anno della sua fondazione, ha dialogato con un gran numero di interlocutori, italiani ed internazionali, al fine di realizzare quasi esclusivamente esposizioni ed interventi inediti, appositamente ideati per lo spazio della galleria o per la città di Roma

Rivendicando il valore di questo percorso e riconoscendo l’importanza del ruolo che ancora oggi rivestono le accademie straniere, le fondazioni e le istituzioni interessate ad una ricerca culturale ed artistica sul territorio romano, l’iniziativa si articolerà attraverso una serie di mostre personali a cadenza annuale, dedicate ad artisti, performer e designer stranieri. Tra le finalità del progetto, quelle di riattivare un dialogo proficuo con le istituzioni e con l’ambiente internazionale e scoprire nuovi aspetti della città attraverso le visioni dei protagonisti.

La prima edizione, Per Roma. Spazio, luce, composizione, a cura di Pia Lauro e Veronica He, sarà articolata in due mostre personali che avranno come protagonisti l'artista Nicolás Combarro e la designer Silvia Fernández Palomar, entrambi residenti presso la Reale Accademia di Spagna a Roma.

La ricerca dell’artista Nicolás Combarro è incentrata sull’architettura, intesa come spazio, costruzione e manifestazione della presenza umana. Secondo l'artista le astrazioni architettoniche, le forme geometriche, le linee di luce permettono di riflettere sulle strutture e la storia che racchiudono. Per questo motivo, utilizzando differenti media – tra i quali fotografia, installazione e collage – Combarro rilegge ed interpreta le forme architettoniche esistenti, dando vita ad una inedita percezione di esse. Durante il suo soggiorno romano, Combarro si è focalizzato sulle architetture sotterranee della capitale, antiche e contemporanee. Tunnel, passaggi, elementi storici e urbani, considerati spesso solo per la loro utilità ma che sono in realtà anche prodotto del loro tempo. Costruzioni apparentemente anonime che tramite interventi luminosi vengono attivati, permettendoci di costruire un ponte temporale tra il passato e il presente della città.

Da questa ricerca nascono le opere presentate in mostra: l'installazione audiovisiva site-specific, tratta della serie Sotterranei, realizzata enucleando le caratteristiche della Roma ipogea mediante il confronto con interventi in altre città vicine, in cui l’architettura sotterranea è significativa, quali ad esempio Napoli. E la serie Spontaneous Architecture_Rome, nata dall'osservazione e la documentazione fotografica di architetture libere, generate spontaneamente o frutto della stratificazione storica. Combarro interviene successivamente su questo archivio diversificato con interventi pittorici, collage e schizzi post-architettonici. L'insieme forma una sorta di gabinetto di curiosità, in cui i valori che sono generalmente nascosti o non previsti vengono decostruiti o decontestualizzati, mettendo in luce le infinite possibilità insite nelle tipologie architettoniche esistenti.

La ricerca di Silvia Fernández Palomar è caratterizzata da una produzione eterogenea che mescola sapientemente un design razionale e strutturato con la leggerezza e l’intuizione della ricerca artistica. La designer rielabora consapevolmente la lezione delle ricerche degli anni Sessanta e Settanta, giungendo a una formulazione del sapere che si attua mediante la pratica del saper fare e dell'azione creativa. Da qui l’intenzione di focalizzare la propria ricerca durante il soggiorno romano sul recupero dell’esplorazione fisica con l’oggetto, sulla rottura con i manuali d’uso e l’ovvietà nel modo di usare e intendere le cose, coinvolgendo attivamente l’utente nel rapporto con esse.

Da questo approccio dinamico nascono le quattro serie esposte in mostra. Collage, una mappatura di alcune zone della città di Roma basata su campioni di colore e coordinate geografiche, indizi forniti quasi a sollecitare il visitatore alla riscoperta di luoghi sconosciuti, seppur apparentemente noti. La serie degli Stencils from Rome, è parte della collezione di oggetti di cartoleria raccolti dalla designer, oggetti disattivati perché invece di essere limitati dallo stesso design ad un utilizzo specifico, hanno un uso aperto ed è l’utente a stabilirne le regole. Da questo stesso ambito di ricerca prendono vita le Griglie illeggibili, sul cui sviluppo la Fernández Palomar si è particolarmente concentrata negli ultimi mesi dando vita a MN6, una serie di quaderni che si basa sui “Libri illeggibili” (1949) di Bruno Munari. Illeggibili perché non c'è testo, nulla da leggere. Questi manufatti, che non hanno un manuale d’uso né un modo esplicito sul come debbano essere usati, sono apparentemente inutili. Tuttavia, hanno un obiettivo chiaro: l’interazione, l’esplorazione e la scoperta manuale.

Per Roma. Spazio, luce, composizione ha ricevuto il patrocinio della Reale Accademia di Spagna a Roma.


Nicolás Combarro (A Coruña, 1979) utilizza diverse forme artistiche come la fotografia, l’installazione o il cinema, ed è inoltre docente e curatore indipendente di mostre.
Come artista ha realizzato mostre individuali in musei come la Maison Européenne de la Photographie (Parigi), il CGAC (Santiago de Compostela), MARCO (Vigo), Palexco (A Coruña), Institut Français (Madrid), OCEMX (Città del Messico) e in gallerie come la Solo Galerie (Parigi), Galería Moriarty (Madrid), Kwanhoon Gallery (Seul), Galería Taché (Barcellona) o la PABLO Gallery (Manila). Ha realizzato opere site specific nella I Manila Biennale (Filippine), Tabacalera (Madrid), Kreativquartier (Monaco), 42 Salón Nacional de artistas (Cartagena de Indias) e ha partecipato al Padiglione della Spagna della XV Biennale di Venezia di Architettura, tra gli altri.
Ha usufruito di borse di studio e ricevuto premi come la borsa della Real Academia de España a Roma, 20º borsa di studio Fotopress de La Caixa, Laureat de la Cité Internationale des Arts di Parigi, il Premio Saab alla miglior mostra del Festival Off di Photoespaña, Primo Premio de Fotografía INJUVE.
Ha diretto il lungometraggio del documentario Alberto García-Alix. La línea de sombra, proiettato per la prima volta al Festival Internacional de Cine di San Sebastián e premiato a diversi festival di cinema come Guadalajara o Tolosa.

Silvia Fernández Palomar (Madrid, 1990) prima della residenza presso la Reale Accademia di Spagna a Roma, risiedeva a New York, dove conciliava il suo lavoro di designer con l’illustrazione. Silvia ricerca costantemente nuovi campi in cui applicare il disegno grafico. Questa esplorazione l’ha portata a lavorare con alcune delle principali agenzie di design (OgilvyOne, Designit); a essere rappresentata da Pencil, un’agenzia spagnola di illustratori nota a livello internazionale alla quale dedica il suo tempo libero; a partecipare a diverse mostre collettive (Museo Nacional de las Artes Decorativas, Matadero, Museo ABC, Sala Amadís, etc.); a essere docente di design per il Master Mezzi Stampa e Digitali dello IED; o a creare Ferpal Sans, la tipografia ispirata alla sua città natale che è servita a creare i famosi poster di San Isidro.
Ha studiato Belle Arti all’Universidad Complutense (Madrid) e ha una laurea in Disegno Grafico presso la ESD (Madrid).


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STUDIO STEFANIA MISCETTI