Pedro Cabrita Reis – A remote whisper

Venezia - 29/05/2013 : 24/11/2013

A remote whisper e' una straordinaria mostra dell'artista portoghese conosciuto in tutto il mondo Pedro Cabrita Reis, pensata appositamente per la 55. Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia. L'artista presenta nei 700 metri quadri del piano nobile di Palazzo Falier un intervento monumentale, che invade le pareti e i pavimenti invitando il visitatore a intraprendere traiettorie casuali attraverso lo spazio, costruendo così un'intricata percezione dell'opera.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO FALIER
  • Indirizzo: San Marco 2906, Calle Falier 30124 - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 29/05/2013 - al 24/11/2013
  • Vernissage: 29/05/2013 dalle 17 alle 20 per la stampa su invito
  • Autori: Pedro Cabrita Reis
  • Curatori: Sabrina van der Ley
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Biglietti: ingresso libero
  • Sito web: http://www.pedrocabritareis-palazzofalier.org
  • Patrocini: A remote whisper e' organizzata per conto del Segretario di Stato per la Cultura del Portogallo con il supporto di Galerie Nelson-Freeman | Ivorypress | Magazzino | Mai 36 | Peter Freeman Inc.
  • Uffici stampa: LIGHTBOX

Comunicato stampa

A remote whisper è una mostra straordinaria dell'artista portoghese conosciuto in tutto il mondo
Pedro Cabrita Reis, pensata appositamente per la 55. Esposizione Internazionale d'Arte - la
Biennale di Venezia. L'artista presenta nei 700 metri quadri del piano nobile di Palazzo Falier un
intervento monumentale, che invade le pareti e i pavimenti invitando il visitatore a
intraprendere traiettorie casuali attraverso lo spazio, costruendo così un'intricata percezione
dell'opera


La mostra, curata da Sabrina van der Ley, Direttore per l’Arte Contemporanea del National
Museum of Art, Architecture and Design di Oslo, è una ricostruzione in situ, semi-precaria,
artigianale, che combina alluminio, vetro, lampade fluorescenti, disegni, quadri e foto.
Cabrita Reis, la cui ricerca mira da sempre a creare una forte relazione tra opera, spazio e
fruitore, nel progetto di Palazzo Falier sottolinea la propensione a sovrapporre lo spazio
dell'esposizione con quello del lavoro artistico.
Fin dall’inizio degli Anni '90, il suo lavoro ruota attorno a tematiche quali la casa, l'abitare, le
costruzioni e il territorio. Oltre a creare lavori con elementi della vita quotidiana come sedie,
tavoli, porte e finestre, l'artista compone opere che si impossessano dello spazio espositivo con
strutture complesse e altrettanto pervasive.
“I suoi interventi, di natura quasi integralmente site specific, racchiudono una presenza persistente di
percorsi che si incrociano, come reminiscenze o esperienze vernacolari appartentemente banali. Ogni
lavoro si propone come inventario continuo del mondo e allo stesso tempo come un modello per la
sua percezione. Questo personale e intricato metodo di costruzione, caratteristico del linguaggio
dell’artista, è l’approccio prevalente nella mostra di Palazzo Falier, e assume i connotati di dialogo
con uno spazio da vivere”.
-Sabrina van der Ley-
La mostra A remote whisper è organizzata per conto del Segretario di Stato per la Cultura del
Portogallo con il supporto di Galerie Nelson-Freeman | Ivorypress | Magazzino | Mai 36 | Peter
Freeman Inc.
Per la Stampa contattare:
Elena Pardini, Head of Press Lightbox, [email protected] +39 3483399463
Claudia Malfitano, Press Office Assistant Lightbox, [email protected] +39 3465401118
ARTISTA: PEDRO CABRITA REIS
Nato nel 1956 a Lisbona, Pedro Cabrita Reis è considerato uno degli artisti portoghesi più
importanti della sua generazione. Il complesso lavoro dell'artista è caratterizzato da un discorso
filosofico e poetico che spazia tra vari media: pittura, fotografia, disegno e sculture, a volte
composti da materiali di recupero e oggetti industriali. Utilizzando materiali semplici assemblati
attraverso processi costruttivi, Pedro Cabrita Reis ricicla reminiscenze quasi anonime di gesti
primordiali e di azioni che si ripetono di continuo nella vita quotidiana. Riflettendo su questioni
legate allo spazio e alla memoria, il suo lavoro assume un potere di associazione così suggestivo
da raggiungere una dimensione metaforica che supera l'elemento visivo. La complessa diversità
teoretica e formale del lavoro di Cabrita Reis deriva da una riflessione antropologica che è
contraria al riduzionismo del discorso sociologico. Il suo lavoro, infatti, è basato e costruito
sull'indagine del non detto.
Pedro Cabrita Reis ha partecipato a numerose esposizioni internazionali, come Documenta IX
(1992), la 21. e 24. Biennale di São Paulo (1994 e 1998), la 10. Biennale di Lyon (2009). Nel
2003 ha rappresentato il Portogallo alla 50. Esposizione Internazionale d'Arte – la Biennale di
Venezia.
I musei e le istituzioni d'arte più importanti al mondo hanno dedicato a Cabrita Reis mostre
personali. Tra questi, Tate Modern (Londra), Hamburger Kunsthalle (Amburgo), Serralves
Museum of Contemporary Art (Porto), MACRO Museo d'Arte Contemporanea (Roma),
Musée Carré d'Art (Nîmes), Centro de Arte Moderna - Fundação Calouste Gulbenkian
(Lisbona), Museu Colecçao Berardo (Lisbona), Kunsthaus Graz (Graz), Museo Tamayo (Città
del Messico), Museum M in Leuven (Lovanio) and Pinacoteca de São Paulo (San Paolo).
CURATRICE: SABRINA VAN DER LEY
Sabrina van der Ley è il Direttore per l’Arte Contemporanea del National Museum of Art,
Architecture and Design di Oslo. Precedentemente ha lavorato come Chief Curator per l’Arte
Contemporanea della Galerie der Gegenwart dell'Hamburger Kunsthalle e come Direttore
Artistico di Art Forum Berlin.
van der Ley ha curato diverse mostre e cataloghi dedicati a Pedro Cabrita Reis (in
collaborazione con Carré d’Art, Nîmes; Museum M, Lovanio; Museu Colecçao Berardo,
Lisbona), Rodney Graham (in collaborazione con MACBA, Barcellona e and Museum for
Contemporary Art, Basilea) and Attila Csörgö (in collaborazione con Ludwig Múzeum Budapest
e MUDAM Luxembourg). Per il Museo di Arte Contemporanea di Oslo ha curato nel 2012
due importanti mostre tematiche dal titolo I Wish This Was A Song e Unfinished Journeys. Insieme
a Markus Richter, ha co-curato due mostre: Ideal Cities – Invisible Cities (2006, Zamość and
Potsdam) and Megastructure Reloaded (2007, Berlin).
Sabrina van der Ley affianca al suo lavoro di curatrice e manager un deciso impegno politico nel
campo della cultura; nel 2005 ha ricevuto la Croce d'Oro al Merito dalla Repubblica Polacca per
l'impegno dimostrato nel migliorare le relazioni tra l'arte contemporanea di Germania e Polonia