Paul Jenkins – The Spectrum of Light

Prato - 27/09/2014 : 21/12/2014

La mostra che la Galleria Open Art di Prato e il Museo di pittura murale in San Domenico di Prato gli dedicano, a poco più di due anni dalla morte, svela anche aspetti inconsueti della sua giovinezza.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA OPEN ART
  • Indirizzo: Viale Della Repubblica 24 - Prato - Toscana
  • Quando: dal 27/09/2014 - al 21/12/2014
  • Vernissage: 27/09/2014
  • Autori: Paul Jenkins
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 15.00 - 19.30 lunedì - venerdì 10.30 - 12.30 15.00 - 19.30 sabato Chiuso domenica
  • Patrocini: dal Comune di Prato (Assessorato alla Cultura) e dall’Estate of Paul Jenkins
  • Editori: CARLO CAMBI

Comunicato stampa

PAUL JENKINS: THE SPECTRUM OF LIGHT

Paul Jenkins nacque durante una “tempesta di fulmini”: amava ripeterlo sempre, “a lightning storm”. Nacque durante una tempesta per entrare nella maggiore tempesta che il secolo novecento stesse producendo: l’informale. Dall’Europa arriva la ferita aperta della guerra, due guerre, e un sentire che comunicava la sofferenza. Jenkins (1923-2012) s’innamorò presto dell’Italia e della pittura antica, innestando sul suo tronco di giovane americano l’eredità enorme, in ogni senso, della pittura antica. Amava Pompei e Goya, Vermeer e Bellini, Rembrandt,Velazquez, Moreau


La mostra che la Galleria Open Art di Prato e il Museo di pittura murale in San Domenico di Prato gli dedicano, a poco più di due anni dalla morte, svela anche aspetti inconsueti della sua giovinezza.
Coltissimo e studioso, sciamano e scienziato insieme, Jenkins appare, anno dopo anno, come uno dei maggiori protagonisti dell’arte del novecento.
Tra la sorpresa del fenomeno naturale e la sua traduzione in pittura, tra l’ascolto di una magia superiore all’uomo e l’umile tentativo di riprodurla, la sua meditazione appare come una lunga storia di colori che si affiancano e si dispongono, perfettamente, come in un unico prisma.
L’espressionismo astratto che dominava in quegli anni viene assorbito dalla sua ricerca continua, sulla natura, dentro la natura, nel movimento, nel teatro. I colori riprendono nomi e forme, assumendo un potere che sembrava non poter esistere in principio.
Il suo pensiero ne esce intatto, assoluto, e riesce a trasmettere l’universo prezioso che l’aveva formato, dall’amicizia con Rothko al proficuo rapporto con Martha Jackson , passando per Parigi e per l’Italia.
Le oltre 70 opere che compongono questa mostra sono il frutto di un lavoro profondo e preciso, che attraverso lo scorrere degli anni renda onore a un maestro che, tra Europa e Stati Uniti, unisce questi due mondi, regalando una misura unica, riconoscibile e inimitabile: la forza stessa della pittura.