Pasquale Polidori – Doppio registro

Roma - 10/11/2011 : 25/11/2011

Pasquale Polidori presenta alcuni lavori recenti nei quali si appropria di forme istituzionalizzate del linguaggio politico coniugandole con quelle del teatro e della performance artistica: due videoinstallazioni che svolgono un gioco di incroci, slittamenti e assurde manipolazioni di senso, diretti di volta in volta a riformulare i contenuti di partenza in chiave drammatica ed estetica, destituendoli tanto del contesto quanto della loro cristallizzazione semantica.

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 10 novembre, alle ore 18.30 presso le sale espositive del MLAC – Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma, si inaugura la mostra personale di Pasquale Polidori Doppio registro/ Double Speech, a cura di Silvia Bordini





Pasquale Polidori presenta alcuni lavori recenti nei quali si appropria di forme istituzionalizzate del linguaggio politico coniugandole con quelle del teatro e della performance artistica: due videoinstallazioni che svolgono un gioco di incroci, slittamenti e assurde manipolazioni di senso, diretti di volta in volta a riformulare i contenuti di partenza in chiave drammatica ed estetica, destituendoli tanto del contesto quanto della loro cristallizzazione semantica.

In due ambienti interamente dominati dalla lingua, tra oralità e scrittura, si contrappongono e confluiscono in una stessa scena espositiva, differenti discorsi i cui registri linguistici sono in aperto contrasto. Polidori li elabora e li coinvolge in un lavoro di riscrittura, di traduzione, di assimilazione grafica e di collisione con immagini di forte impatto visivo.



Before Happiness had a Name (2010) è la documentazione video di una recita teatrale nella quale i personaggi della Gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williams, si ritrovano per un secondo finale e, in un crescendo di violenza verbale, si confrontano con il testo di un dibattito del Parlamento italiano sul World Pride di Roma del 2000. L’artista ha scritto un breve dramma in cui gli attori rivestono i panni contradditori della finzione teatrale e della realtà parlamentare, e che funziona da stridente sutura tra i due testi originali.



Torturing Flowers (2011) è un lavoro composto da tre video in cui lo sguardo, l’ascolto e la lettura si intersecano secondo un complesso paradigma di interferenze; il sonoro è affidato ad attrici che leggono delle interpellanze al Parlamento europeo riguardanti l’arte contemporanea, mentre le immagini trasmettono la metodica e surreale distruzione di mazzi di fiori bellissimi, peonie, gigli e gerbere. L’atto di massacrare (con un lancio di piatti, con una sega elettrica, con una mannaia) elementi così fortemente connessi all’idea di bellezza, è inscritto in una recitazione esasperata che tradisce e sconvolge il senso convenzionale dei tre testi e, nello stesso tempo, evidenzia la complessità della definizione di arte.

Nell’allestimento compaiono oggetti scenici, materiali testuali e opere fotografiche originate dalle performance e dal lavoro di scrittura. Gli attori che hanno partecipato sono: Rob Allyn, Jason Atkinson, Gaby Ford, Alexia Murray e Parysa Pourmoneshi.



La mostra è accompagnata da un catalogo con un testo di Silvia Bordini, che cura l’esposizione, e un’intervista a Irene Ranzato, che insegna Lingua e traduzione inglese alla Sapienza ed è studiosa di traduzione audiovisiva e intersemiotica e degli adattamenti per lo schermo dei classici della letteratura e del teatro in lingua inglese.



Pasquale Polidori proviene da una formazione filosofica e di linguistica teorica ed è autore di una ricerca artistica che ha sempre coniugato le risorse linguistiche e quelle iconografiche, con esiti istallativi in cui testi, oggetti e immagini si intersecano sia nel procedimento costruttivo sia nel prodotto finale.

Già precedentemente ha messo in opera una riscrittura di manifesti e discorsi politici, di testi di cultura popolare e letteraria o da lui stesso composti: Per non mentire, Hyunnart, Roma, 2009; Sem/Senza, PAN, Palazzo delle Arti, Napoli 2009, in collaborazione con Luigi Battisti; Hansel Oder Gretel, Home Abroad, Francoforte, 2008; PT_11.01.1950, Studio Change, Roma 2006; Hot Marx/Cold Marx, AOC F58, Roma 2006; Resistituita, Soligo Art Project, Roma 2002; Love will tears us apart, L’Occhio in Ascolto, Palazzo Ducale, Genova, 2000; Ricerca dei contrari e dei rovesci, Studio Change, Roma, 1997.

Insegna Tecniche Extramediali all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Vive e lavora a Roma.



La mostra si svolge nell’ambito della programmazione scientifica del MLAC, diretta da Simonetta Lux e per la realizzazione del curatore Domenico Scudero.