Pasinetti fotografo e cineasta

Roma - 21/11/2017 : 28/01/2018

Una grande mostra di 80 fotografie restaurate e un grande libro con 200 immagini per riscoprire un genio del cinema italiano. Lo sguardo di un pioniere dell’immaginario moderno.

Informazioni

Comunicato stampa

Per Michelangelo Antonioni era ‘un simbolo’. Per Vittorio De Sica niente di meno che ‘la nostra coscienza’. Era stato il primo ragazzo d’Italia a laurearsi con una tesi sul cinema, e a spiegare che si trattava di un’arte (era il 1933, lui aveva 22 anni). Suo è il primo libro del paese sulla storia del cinema. Suo un film ‘Il canale degli angeli’ del 1934, che è un capolavoro neorealista. Il neorealismo non esisteva, era il 1934 (lui aveva 23 anni)

Suoi sono alcuni documentari splendidi, sulla sua Venezia, sull’arte, sull’industria, sulla chirurgia, e ancora oggi vederli fa pensare al cinema che sarebbe venuto dieci, venti anni dopo. Sue le scoperte di alcuni giovani: Antonioni, Guttuso, Pietro Ingrao, Citto Maselli, i primi passi di Alida Valli. È stato sceneggiatore, drammaturgo, brillante critico (ha portato il cinema alla radio, tra i primi), maestro del



Centro Sperimentale (a lui si deve il primo germe della Cineteca Nazionale). È stato uno sperimentatore, geniale maestro e precursore, prematuro in tutto (aveva 37 anni quando è scomparso). Ancora oggi, a quasi 70 anni dalla scomparsa, Francesco Pasinetti è oggetto di un vero culto, ma che attende ancora un riconoscimento da parte di un pubblico più largo.
Pasinetti è stato anche un fotografo. E come per il suo cinema, un fotografo dai risultati incredibilmente moderni e felici.
Ora una mostra a Roma permette di scoprire questa sua produzione, e di fare il punto sulla sua figura di grande anticipatore. Pasinetti fotografo e cineasta è il titolo dell’esposizione al Teatro dei Dioscuri al Quirinale, ideata e curata da Carlo Montanaro, organizzata e promossa da Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con il CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia, aperta al pubblico dal 22 novembre fino al 28 gennaio 2018, che presenta in 80 scatti restaurati e stampati da Francesco Barasciutti, lo sguardo dell’artista. Tema principale è quello di una vita: Venezia, la città natale di Pasinetti. Città di scorci, di prospettive. Città di puro cinema naturale. Ma non c'è solo Venezia, in mostra: Pasinetti teneva sempre a portata di mano la sua macchina fotografica. Ci sono istanti rubati alla realizzazione di un film. I provini di fotogenia di aspiranti attori e attrici come Alida Valli e Carla Del Poggio. Ci sono altri luoghi, come New York e Roma. Immagini dedicate alla figura umana, nudi, ritratti e giocosi e inusitati autoritratti. Lo sguardo di un autore che sapeva dare al mondo una prospettiva di inattesa grazia.

Ad accompagnare la mostra un magnifico volume, Questa è Venezia – 1943 edito da Marsilio, libro progettato in vita da Pasinetti e portato alle stampe oggi, con 200 scatti e un ricco apparato critico, storico e filologico. Un’altra occasione per fare il punto sull’occhio-Pasinetti.
Inoltre una suggestiva sezione video, che mostrerà al pubblico alcuni dei cortometraggi di Pasinetti degli anni ’30-‘40 e un video di testimonianze di suoi sodali e collaboratori.

Mostra e libro saranno presentati alla stampa Martedì 21 novembre, alle 12.00, al Teatro dei Dioscuri (via Piacenza, 1) alla presenza del curatore Carlo Montanaro e dei rappresentanti di Luce-Cinecittà, Centro Sperimentale e Marsilio.

Tra cinema e fotografia. Francesco Pasinetti a Roma

Teatro dei Dioscuri al Quirinale, Roma ‒ fino al 28 gennaio 2018. A 22 anni credeva così tanto nel cinema da essere il primo a laurearsi con una tesi sulla settima arte: era il 1933. Pasinetti ‒secondo Michelangelo Antonioni "un simbolo"', per Vittorio De Sica "la nostra coscienza" ‒ è protagonista della mostra romana interamente dedicata alla sua visione, dell’Italia, del cinema, della vita.