Pascali Memoria. Appunti per immagini

Informazioni Evento

Luogo
TEATRO KURSAAL SANTALUCIA
Largo Adua 5-9, Bari, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

giovedì –domenica: dalle 16 alle 21
Chiuso dal 13 al 16 agosto 2026

Vernissage
23/07/2026

ore 19

Artisti
Pino Pascali
Generi
fotografia, personale

A Bari lo sguardo fotografico del grande artista pugliese.

Comunicato stampa

Inaugura il 23 luglio alle ore 19.00, presso il Teatro Kursaal Santalucia di Bari, la mostra Pascali Memoria. Appunti per immagini, visitabile fino al 25 ottobre.

Promossa dalla Fondazione Pino Pascali e dal Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, la mostra, curata dalla Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare, si pone in continuità con il percorso permanente del museo dedicato all’artista, ampliandone la narrazione attraverso una preziosa selezione di documenti, appunti, corrispondenze inedite e fotografie realizzate da Pino Pascali nel 1965, anno in cui l’artista utilizza per la prima volta il mezzo fotografico per indagare il paesaggio urbano e portuale tra Napoli, Ischia e Capri.

Ad arricchire il percorso espositivo saranno inoltre presenti cimeli, materiali d’archivio e una selezione di opere con funzione didattica, pensati per accompagnare il pubblico nella comprensione della ricerca artistica di Pascali e dei processi creativi che hanno caratterizzato la sua produzione, offrendo strumenti di approfondimento sia agli studiosi sia ai visitatori meno esperti.

Nel 1965 il sodalizio artistico e professionale tra Pino Pascali e Sandro Lodolo – fondatore della Massimo Saraceni Cinematografica e successivamente della Lodolofilm – dura ormai da circa sette anni. Noto tra i colleghi per girare costantemente con una macchina fotografica Linhof a monorotaia al collo, Pascali viene incaricato di realizzare una serie di caroselli televisivi per la celebre azienda confetturiera Cirio.

A differenza dei precedenti lavori, svolti interamente in studio, Pascali decide di rivoluzionare il proprio metodo: accantona temporaneamente il disegno e parte per Napoli con l’obiettivo di raccogliere materiale di prima mano. Il risultato supera ampiamente la committenza pubblicitaria, trasformandosi in un vero e proprio taccuino di appunti visivi e in una ricognizione antropologica e formale di straordinaria intensità.

Le fotografie in mostra testimoniano lo sguardo attento di Pascali, capace di cogliere l’essenza della cultura napoletana attraverso una forte carica poetica ed emozionale. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso alcuni nuclei tematici fondamentali della sua ricerca.

Acqua, il porto e il mare. Immagini plastiche e liquide del Golfo anticipano, per forma e composizione, opere successive come 9 mq di pozzanghere (1967). Le banchine portuali e i velieri dialogano con la futura produzione scultorea dell’artista, fino a richiamare lavori come Contropelo (1968).

Geometrie e moduli. Cataste di mattoni, cassette e architetture razionaliste rivelano la costante attenzione di Pascali per l’organizzazione modulare della realtà e per le potenzialità espressive delle forme elementari.

Finte sculture. Studi ravvicinati dedicati agli animali, dal celebre cigno di Villa Borghese ai Quattro Leoni di Piazza dei Martiri a Napoli, raccontano la continua ricerca di sintesi tra natura, rappresentazione e costruzione plastica.

Giochi d’infanzia e teatro. I vicoli napoletani animati dai giochi dei bambini si intrecciano con il tema della maschera – Pulcinella e il Pazzariello – e con gli scatti dedicati al teatrino di strada di Villa Borghese, concepiti come un autentico storyboard visivo.

Segni, lettere e numeri. Targhe, insegne commerciali e sigle di navi restituiscono il volto di una città non ancora pienamente metropolitana, attraversata dalle contaminazioni culturali tra Europa e America che caratterizzano quegli anni.

La mostra offre così l’opportunità di scoprire un Pino Pascali innovativo e visionario, capace di trasformare un incarico pubblicitario in una profonda indagine sul paesaggio, sulla cultura popolare e sull’immaginario contemporaneo. Attraverso fotografie, documenti, cimeli e materiali didattici, Pascali Memoria restituisce al pubblico il laboratorio creativo dell’artista, rivelando le origini di un linguaggio destinato a segnare in modo indelebile la storia dell’arte italiana del secondo Novecento.