PAS_Progetto Atelier Sardegna

Belvì - 24/05/2015 : 24/05/2015

I vincitori del bando PAS_Progetto Atelier Sardegna per i mesi di aprile e maggio, espongono i progetti di ricerca che hanno sviluppato nel periodo trascorso a Belvì, in provincia di Nuoro.

Informazioni

Comunicato stampa

Domenica 24 maggio 2015 si conclude il secondo ciclo di residenza del programma PAS_Progetto Atelier Sardegna. Gli artisti Tiziana Abretti, Cinthia De Levie e Jose Iglesias Ga- Arenal, vincitori del bando per i mesi di aprile e maggio, espongono i progetti di ricerca che hanno sviluppato nel periodo trascorso a Belvì, in provincia di Nuoro



Le mostre saranno visitabili durante l'intera giornata, a partire dalle ore 10 della mattina, in tre distinte sedi: la Biblioteca comunale, in via San Giovanni Bosco; la residenza degli artisti, in via Roma 79; il Museo di Scienze Naturali, in via San Sebastiano 56.



Tiziana Abretti, Tracce, 2015.

Al centro della ricerca di Tiziana Abretti c'è la “traccia” nelle sue molteplici valenze: indizio o testimonianza di un tempo trascorso; impronta sensibile che il passato deposita nella nostra mente attraverso il ricordo. L'artista concentra la propria attenzione sui segni che la memoria sedimenta nello spazio: oggetti, architetture, edifici vengono indagati a partire dalla loro fisicità per essere poi rielaborati sul piano interiore. “Considero un luogo antico come un corpo fragile, uno spazio che cambia in continuazione, muta in modo organico, genera tracce che attendono di essere lette.”

A Belvì, Abretti conduce la propria ricerca sul monte Pitz'e Pranu, dove si trova un vecchio forno per la calce attivo fino agli anni '60 del '900. Il cammino che l'artista ogni giorno percorre a piedi, dal paese alla montagna, riattiva sentieri invisibili che narrano la storia di una comunità e del suo lavoro, e diventa preambolo rituale all'azione messa in scena. L'artista cattura la pelle del luogo, imprimendone la trama e i colori su una collezione di carte meticolosamente sfregate sulla superficie esterna della struttura del forno. I lembi così raccolti diventano frammenti che l'artista riassembla per dare corpo a un organismo scultoreo autonomo, in un processo di trasformazione e rinascita.

Parallelamente alla materialità della traccia, Tiziana Abretti ne indaga la dimensione immateriale in quanto deposito psichico. Il profilo della montagna viene ogni giorno disegnato dall'artista e poi cancellato per essere ritracciato il giorno seguente, in un mantra che si ripete durante tutti i 51 giorni della sua residenza. Una serie di collage fotografici scompongono l'immagine del forno e ne restituiscono una memoria disgregata, divenuta ormai astratta. La stessa memoria che rivela i suoi ritmi collettivi nelle interviste audio realizzate agli abitanti del paese.





Cinthia De Levie, Arreglo de piel, 2015.

Nella storia del museo come costruzione occidentale, la tradizione europea, fatta derivare dall'antichità greco-romana e impregnata di imperialismo e colonialismo, ha a lungo imposto una narrazione egemone, che ha confinato all'interno dei propri criteri interpretativi numerose tradizioni originarie di civiltà extra-europee. I musei sono stati istituzioni cruciali nella definizione delle identità nazionali, eretti come simbolo del potere e della ricchezza degli stati capitalisti. Dalla fine del XXI secolo, il boom economico che ha investito il mondo orientale ha messo in atto un processo di ricostruzione delle memorie “saccheggiate”, nel tentativo di smantellare e riequilibrare la tirannia storica di una visione Europa-centrica.

Sullo sfondo di queste riflessioni, Cinthia De Levie si interroga sul museo come spazio di narrazione e strumento di controllo dell'uomo sul mondo. Ogni museo mette in scena un micro- cosmo significante, un sostituto rappresentativo del reale che rispecchia e afferma i valori della società dalla quale deriva. Le domande sollevate dall'artista si insinuano nei meccanismi fondanti di questa logica: chi decide cosa includere e cosa escludere dalla narrazione, cosa mostrare e cosa non-mostrare? Che significati producono i sistemi di classificazione adottati e il display, ovvero la disposizione degli oggetti nello spazio? In che modo si modifica il messaggio nella sua trasmissione al visitatore?

A partire dallo studio del Museo di Scienze Naturali di Belvì, con il progetto Arreglo de piel l'artista indaga due principi costitutivi di questo genere di raccolte: la classificazione tassonomica e la tecnica della tassidermia. Archiviando con rigore scientifico materiali trovati, De Levie esplora l'identità del frammento e la generazione di senso prodotta dal suo inserimento all'interno di nuovi insiemi e sistemi di relazioni. L'utilizzo di bucce di castagna, catalogate o applicate come tessere di un mosaico su busti scolpiti, gioca sull'illusione percettiva prodotta dalla peluria interna del pericarpo del frutto, che simula una forma di vita animale, fingendo una specie scoperta e classificata dall'artista. L'allestimento di oggetti d'uso quotidiano prelevati dal magazzino del museo ed elevati al rango di reperti esposti, conduce a una duplice riflessione: esplicita la transizione da oggetto funzionale a simulacro, ovvero a testimonianza di valore, messa in atto da ogni operazione di musealizzazione e sottolinea il carattere arbitrario e soggettivo degli elementi che compongono la narrazione.



Jose Iglesias Ga-Arenal, Attivazione femminista dell'archivio, 2015.

Jose Iglesias Ga-Arenal indaga i processi che conducono alla definizione di un'identità, sia essa reale o virtuale, del singolo o di una collettività, di un territorio o di una qualsiasi entità socio- politica. Le sue riflessioni si rifanno al pensiero del filosofo spagnolo Paul B. Preciado, che ha proposto una nozione alternativa di “corpo” introducendo il concetto critico di “somateca”. Il corpus di cui parla Preciado è un organismo inteso in termini tanto organici che inorganici (un corpus bibliografico, ad esempio) e non è conforme alla visione moderna che vorrebbe individuarlo in una totalità funzionale e omogenea. All'opposto, per il filosofo spagnolo, ogni corpo è un archivio culturale e politico di elementi che si strutturano secondo rapporti di simbiosi o di conflitto. Nell'opera Attivazione femminista dell'archivio, Ga-Arenal assume l'immagine della stratificazione geologica quale metafora dell'accumulazione di informazioni che caratterizza l'era digitale, una sorta di scrolling verticale sedimentato nella pietra. L'artista crea un archivio di immagini che ha la doppia forma del libro e del film e articola un percorso visivo che procede per salti spazio-temporali piuttosto che seguire il filo di nessi lineari. L'affermazione di Carla Lonzi posta ad incipit della narrazione, “il movimento femminista non è internazionale, ma planetario”, dichiara una precisa metodologia di indagine: l'archivio sarà un archivio totale, un archivio di archivi, geologici, culturali, genetici, scientifici. Lo spettatore si ritrova così immerso in un flusso all'apparenza schizofrenico, che dal territorio di Belvì, ideale centro geografico del Mediterraneo e della sua cultura, lo conduce all'attualità delle distruzioni perpetrate dall'ISIS o della resistenza portata avanti dalle soldatesse curde. Un tumulto di immagini, un tempo caotico, un archivio alterato. Una pellicola potenzialmente infinita dove tutto è un eterno montaggio.





PAS_Progetto Atelier Sardegna, è un programma di residenze dedicato alla ricerca nelle arti visive contemporanee, organizzato dall'Associazione Progetto Contemporaneo:
http://ateliersardegna.it
PAS_Progetto Atelier Sardegna è realizzato con il patrocinio del Comune di Belvì.
Sono partner di PAS_Progetto Atelier Sardegna:
ANDASA - Accesso al Network Dinamico della Attività nella Sardegna Artistica; Associazione StartArt, Puglia; Cabòri studio grafico, Cagliari; Cagliari Sardegna - capitale europea della cultura candidatura 2019; Compagnia 'B', Cagliari; GAI - Giovani Artisti Italiani; Tiscali; GAL SGT - Gruppo di Azione Locale “Sole Grano Terra”; Greetings from Alghero, Alghero; No Title Gallery, Venezia; Progetto Città Ideale, Milano; RIVOS - Coworking e Progettazione.