Paolo Tarantini – iomouro

Fano - 01/08/2013 : 01/08/2013

iomuoro è un'azione performativa che sospende temporaneamente il meccanismo replicato e consolidato dell'abitudine al vivere.

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 1 Agosto 2013 avranno luogo a Fano e presso la 2.18 Gallery due eventi distinti ma collegati.
Alle 18:45 in Piazza XX Settembre il primo evento, un flash mob ispirato dalla community digitale iomouoro che vede in Paolo Tarantini, fotografo fanese, l’ispiratore e il coordinatore.
Alle 19:00 preso la 2.18 Gallery si inaugurerà la mostra iomuoro, declinazione cartacea della community che in Facebook sta riscuotendo un successo numerico a dir poco sorprendente.


Cosa è iomuoro?

iomuoro è un'azione performativa che sospende temporaneamente il meccanismo replicato e consolidato dell'abitudine al vivere

Il tema della morte viene evocato con leggera ironia nell'intento di capovolgerne il senso tramite la ripetizione di un gesto in apparenza irripetibile. Per natura ci è concessa una sola possibilità di morire fisicamente e l'angoscia della finitezza viene artisticamente scalfita con la possibilità di “muorire” più volte e in luoghi diversi. La simulazione della morte viene documentata attraverso il mezzo fotografico che ne consente l'istantanea facilità ad essere condivisa. Questo atto giocoso trova infatti la sua ideale collocazione nel web dove lo spazio è sconfinato e il principio di emulazione permette all'azione singola di moltiplicarsi per ogni singolo partecipante. In questo modo l'artista è prima creatore e poi ripetitore di un'opera che si rafforza, crescendo attraverso il contributo spontaneo di altre persone che inviano le immagini della loro personale performance iomuoro.


Paolo Tarantini

Laureato in Scienze della Comunicazione ad Urbino, indirizzo cinema. Dopo la laurea mi trasferisco a Roma dove conseguo il diploma in Direzione della fotografia presso la NUCT (Nuova Università Cinema e Televisione). Lavoro per alcuni anni nel settore cine-televisivo, realizzando diversi cortometraggi e spot come operatore e direttore della fotografia. Alcuni di questi partecipano a numerosi concorsi internazionali dove ricevono vari riconoscimenti. Tra i più importanti il primo posto al Taormina Film Festival del 2006 con il cortometraggio “Red Line” in cui curo la fotografia. Dal 2006 al 2008 lavoro come video-assist e aiuto operatore in alcune fiction italiane tra cui “Un Medico In Famiglia” e “ I Cesaroni”. Nel 2009, dopo diversi anni trascorsi a Roma nel settore cine-televisivo, decido di mettere da parte la passione per il cinema e inizio a dedicarmi quasi esclusivamente alla fotografia, sviluppando e alimentando la mia nascente passione per il reportage. Il mio primo lavoro “L’Ultimo Abitante” pubblicato dalla rivista di fotografia Potpourri Magazine e le fotografie vengono poi esposte a Palermo, presso Palazzo Fatta. Nel 2010 partecipo a una missione in Kosovo per conto della ONG RTM (Reggio Terzo Mondo): in questo periodo inizio a lavorare al progetto “Facing Kosovo”, che racchiude una serie di ritratti realizzati in diversi villaggi del Kosovo. Tale progetto è tuttora in divenire. In questo stesso anno decido di aprire lo studio fotografico Amaneraphoto insieme al mio collega fotografo Giacomo Tonucci. Nel 2011 ricevo un importante riconoscimento al Fiof International Awards, ottenendo il primo posto assoluto nella categoria ritratto con alcuni scatti tratti dal reportage “Facing Kosovo”. Nello stesso anno entro a far parte del giovane gruppo di “Apri Gli Occhi Senza Freni” con i quali partecipo a numerosi progetti che hanno come finalità quella di realizzare documentari di viaggio che uniscano temi sociali, natura e sport. La nostra prima spedizione è in Islanda dove in sella a delle biciclette a scatto fisso raccontiamo le bellezze naturali di questo meraviglioso Paese. Nel mese di aprile/maggio 2012 in prossimità delle elezioni in Serbia, sono di nuovo in Kosovo per continuare il progetto di ritratti e realizzare al contempo un prodotto multimediale (video-fotografico) che sia testimonianza della situazione socio-politica attuale. Sempre nel 2012 insieme al gruppo di “Apri Gli Occhi Senza Freni” sono a Roma per realizzare il video ufficiale della prima edizione della Granfondo Roma 2012. A luglio del 2013 il video racconto tratto da “L'ultimo Abitante” viene proiettato a Pesaro in occasione del festival Popsophia.


2.18 Gallery è un’idea di Tommaso Mei e di Andrea Belacchi. Nasce dalla necessità di esprimersi, confrontarsi, produrre e ospitare arte. Nasce dall’esigenza di rispondere alla domanda: quanto spazio serve per le idee?
2.18 è una galleria di arte contemporanea di 114x64 cm, che gioca sul concetto della trasformazione, inizia con il cambiamento dello spazio di una bacheca commerciale in uno spazio d’arte, fino a mutare l’utilizzo stesso del termine galleria, che, in questo caso, indica uno spazio insolito che impone la riduzione spaziale come campo d'azione su cui intervenire.