Paolo Frosecchi – Nuovo Umanesimo

Milano - 18/10/2012 : 20/11/2012

La galleria Artespressione, diretta da Paula Nora Seegy, in collaborazione con la Fondazione Paolo Frosecchi, si fa promotrice di un importante mostra dal titolo “Nuovo Umanesimo” volto alla raccolta di una serie di opere del pittore fiorentino Paolo Frosecchi, che dagli anni ’60 si trasferì nel capoluogo lombardo prima del suo ritorno definitivo a Firenze nel 2005.

Informazioni

Comunicato stampa

La galleria Artespressione, diretta da Paula Nora Seegy, in collaborazione con la Fondazione Paolo Frosecchi, si fa promotrice di un importante mostra dal titolo “Nuovo Umanesimo” volto alla raccolta di una serie di opere del pittore fiorentino Paolo Frosecchi, che dagli anni ’60 si trasferì nel capoluogo lombardo prima del suo ritorno definitivo a Firenze nel 2005



La mostra, a cura di Matteo Pacini, si svolgerà dal 20 ottobre al 20 novembre presso la Galleria Artespressione di via della Palla a Milano, ma verrà presentata giovedì 18 ottobre nello splendido scenario di Palazzo Cusani, Circolo di Presidio dell’Esercito Italiano di Milano, le cui sale per l’occasione saranno visitabili dal pubblico.

Considerato come uno dei simboli dell’arte Fiorentina, a partire dalla seconda metà del ‘900 fino ai giorni d’oggi, Paolo Frosecchi è stato recentemente incaricato dall’Amministrazione Comunale di Firenze e dal Comitato “Amerigo Vespucci”, di realizzare un’opera raffigurante la Firenze del Rinascimento: il risultato è un olio su tela di grandi dimensioni (220x200 cm) intitolata “Canto d’amore”, visitabile nella Sala delle Miniature di Palazzo Vecchio a Firenze e che sarà donata al Presidente degli Stati Uniti d’America in occasione della ricorrenza del 500°aniversario della morte di un altro celebre fiorentino, l’esploratore Amerigo Vespucci.

L’esposizione milanese, dove verranno presentati oltre 20 opere dell’artista fiorentino, è un omaggio dello stesso artista alla città di Milano, la terza radice urbana dopo Firenze, che gli diede i natali nel 1924, e Roma, nella quale si trasferì nell’immediato dopoguerra e che lui ha sempre definito “la mia amante… generosa e priva di pregiudizi ed invidie distruttive”, offrendogli innumerevoli spunti di riflessione sulla sua arte e sullo stile.

Come ricorda bene Cristina Acidini nella prefazione del catalogo edito nel 2009 per l’antologica dedicata a Paolo Frosecchi svoltasi a Firenze: “Nutrito di pittura a pittura macchiaiola (ma con un occhio alla Francia. Direi a Cézanne in particolare), Frosecchi si è mosso sicuro verso uno stile pittorico costruttivo e rigoroso, dove si colloca con naturalezza l’omaggio a Michelangelo e al Manierismo nei nudi grandi e pieni, atteggiati in pose complesse e talora forzate. Nudi e gatti bianconeri, nudi e vetrate istoriate, nudi e paramenti architettonici di origine gotica, nudi e nature morte s’inseguono di tela in tela, in una gamma cromatica densa e cangiante che accoglie colpi di luce e ali d’ombra. E nelle nature morte da sole è profusa una gloria di colori che trasforma prugne limoni e fichi in epici protagonisti, e i fiori di zucca in fiamme spigolose. Paesaggi urbani e vedute marine si scompongono in tessere dalle sfumature fluttuanti. Le facciate con le finestre e le ringhiere, dignitose facciate popolari, hanno il sentore scabro nell’intonaco inaridito al sole.”.

PAOLO FROSECCHI nasce a Firenze nel 1924. Trascorre i suoi primi anni di vita nell’incanto della campagna toscana a Villa all’Impruneta, rinomato punto di ritrovo di intellettuali e artisti, fulcro del Movimento Macchiaiolo. Seguì i suoi studi in riva d’Arno tra Ponte Vecchio e Santa Trinità, immerso nella ricchezza culturale di una città che offriva stimoli artistici in ogni suo angolo. Il nonno Cesare era amante dell’arte e già dal 1916 poteva vantare “la più vasta e più completa collezione di macchiaioli toscani che sia esistita a Firenze”. Il padre Augusto, giornalista e critico, amico e frequentatore di Berenson e Longhi, proseguì la collezione allargandola a divisionisti e scapigliati. ln questo ambiente ricco di stimoli, il giovane Paolo appena quindicenne, comincia a dedicarsi alla pittura. Si lega istintivamente alla lezione dei macchiaioli, che fin da bambino gli avevano “parlato dalle pareti familiari”. Finita la guerra, agli inizi degli anni ‘50, Frosecchi si trasferisce a Roma, dove partecipa alla VIII Quadriennale. Nel 1960 è a Milano - sua terza città/radice - dove ha modo di sviluppare e valorizzare la sua professione artistica. Da allora Paolo Frosecchi ha espostio in tutto il mondo: Austria, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Olanda, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Sud America. Dal 2005 vive e lavora a Firenze.