Paolo Bufalini – Low

Bologna - 15/06/2018 : 31/07/2018

Adiacenze inaugura “Low”, mostra di Paolo Bufalini con un testo critico di Davide Da Pieve.

Informazioni

  • Luogo: ADIACENZE
  • Indirizzo: Vicolo Spirito Santo 1/B - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 15/06/2018 - al 31/07/2018
  • Vernissage: 15/06/2018 ore 19,30
  • Autori: Paolo Bufalini
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato 11.00-13.00 e 16.00-20.00

Comunicato stampa

Venerdì 15 giugno alle ore 19.30 Adiacenze inaugura “Low”, mostra di Paolo Bufalini con un testo critico di Davide Da Pieve.

Low è la seconda mostra personale di Paolo Bufalini (Roma, 1994), nella quale verranno presentate nuove sculture e installazioni create appositamente per gli spazi di Adiacenze

In seguito alle due esposizioni in collaborazione con Daniele Pulze, Grande slime e Bello, tenutesi entrambe a Milano presso GAFFdabasso e Dimora Artica, e a quelle con Filippo Cecconi, ù e Nugget, rispettivamente presso TRIPLA (Bologna) e Spazio Intolab (Napoli), Paolo Bufalini torna a esporre a Bologna con una mostra site specific.

Nelle ultime collaborazioni sono state avanzate riflessioni paradossali, spiazzanti, di natura varia, volte a stimolare nuove riflessioni sulla pratica artistica. Dapprima è stata condotta una “speculazione sulla natura dell’universo” mentre, in seguito, sono state messe in discussione strutture concettuali canoniche della storia dell’arte attraverso interventi apparentemente molto semplici e spontanei.

Paolo Bufalini con Low propone gli ultimi risultati della sua ricerca, continuando a riflettere in una dimensione ambientale e scultorea degli oggetti.
Low è una parola inglese che può essere tradotta e intesa in italiano in vari modi: per esempio, come qualcosa di basso, che si trova a livello del suolo, ma allo stesso tempo è una parola spesso impiegata per descrivere stati d’animo poco confortevoli e atteggiamenti sottotono.
Dunque una mostra in cui eccessi e tensioni sovversive vivono in uno spazio ben orchestrato, in cui la fruizione è regolata con una cadenza precisamente studiata e tutt’altro che frenetica. Il piacere per il dettaglio, la fascinazione della scoperta si manifestano attraverso una serie di installazioni e sculture in cui forme e significati si stratificano l’uno sull’altro, generando unità dense, complesse e autonome.