Paola Mattioli / Andrea Bianconi

Milano - 16/05/2018 : 06/07/2018

Mostra personale di Paola Mattioli e Project Room: "ALFABETA" di Andrea Bianconi, che verrà presentata in contemporanea.

Informazioni

Comunicato stampa

Nuova Galleria Morone presenta SETTANTAVOLTESETTE personale di Paola Mattioli a cura di Vittoria Coen.
Nell’anno del suo settantesimo compleanno, si ricorda una carriera iniziata proprio nella seconda metà deli Anni Settanta.
La mostra si articola in un percorso che sintetizza in circa settanta fotografie (quasi tutte in bianco e nero) la carriera artistica della fotografa, attraverso una selezione di alcuni lavori tratti delle sue più note serie quali gli Autoritratti (1977), Carcere (1999), Nanetti (2000), Capolavoro (2003)


Progetto e architettura del progetto fanno parte della ricerca di Paola Mattioli, che si è confrontata con temi politici e di attualità, anche molto forti, ma mai con l’animo del reporter, bensì con lo sguardo rivolto all’interno, all’indagine più profonda che interessa il soggetto rappresentato e la sua narrazione. Il suo amore per Ugo Mulas e per la statunitense Lee Miller conferma, infatti, che la forza dell’idea è la sola in grado di rendere la fotografia arte a tutti gli effetti, facendo a meno della emotività.
Tra figurazione e astrazione si snoda il percorso delle immagini viste “a una sottile distanza”, come recita il titolo di una sua mostra personale del 2008, e assemblate come in un gioco di associazioni libere in cui ombre e luci, vuoti e pieni, geometrie e volti, si rincorrono l’un l’altro senza soluzione di continuità.
Opera aperta, dunque, per essere riletta anche a distanza di anni dalla sua realizzazione.

Nata nel1948, vive e lavora a Milano dove ha studiato filosofia e si è laureata con una tesi sul linguaggio fotografico. Fin dagli anni ’70 esplora ambiti teorici e politici che vanno dall'interrogazione sul vedere al linguaggio, alla differenza femminile, dal lavoro operaio ai sedimenti della storia. Tra le mostre e le pubblicazioni principali: Ungaretti (1972); Immagini del no (1974); Ci vediamo mercoledì (1978); Cellophane (1979); Statuine (1987); Donne irritanti (1995); Regine d’Africa (2004); Fabbrico (2006); Dalmine (2008); Una sottile distanza (2008); Mémoires d’Afrique (20013); Altra misura. Arte, fotografia e femminismo in Italia negli anni Settanta (2015); Cristina Casero, Paola Mattioli, sguardo critico di una fotografa (2016).

La Nuova Galleria Morone presenta ALFABETA, personale di Andrea Bianconi nella Project Room a cura di Vittoria Coen. Il titolo della mostra fa riferimento al mondo articolato di segni, parole e immagini nella ricerca dell’artista.
Bianconi, infatti, si esprime con linguaggi e media diversi, in un vortice di “segnali”i ripetuti ossessivamente, che creano un’installazione site specific nel nome di un diverso senso creato in una espressione ad effeto: “fantastic planet”.
Al centro dello spazio un piccolo sgabello girevole contribuisce a coinvolgere lo spettatore che, seduto, legge e rilegge le parole fino a chiedersi se il pianeta fantastico è dentro o fuori di sé.
Una piccola gabbia, soggetto tra i più amati dall’artista, insiste e rafforza l’idea che le risposte possono trovarsi anche dentro di noi, se sappiamo interrogarci onestamente e profondamente.
Il concetto direzionale del percorso umano avviene, poi, attraverso il gioco delle frecce nel wall drawing, la velocità e il desiderio di dare un’immagine al linguaggio.
Intorno a questi spunti la mostra si sviluppa come monito, avvertimento, provocazione intellettuale, con oggetti , elementi e segni. E’ un moto perpetuo fatto di labirinti, in vocabolario eclettico che appartiene al mondo interiore di Andrea Bianconi.

Andrea Bianconi Arzignano, (Vicenza), 1974 vive e lavora tra gli Stati Uniti e l’Italia.
Ha recentemente esposto con una mostra personale al MSK Museum of Fine Arts di Ghent (Belgio), e ha partecipato alla 5° Biennale di Mosca con una public performance tra la Piazza Rossa, il Cremlino e il Manege e con una wall installation al Manege. Ha realizzato un'opera all' Ambasciata d'Italia a Washington D.C. per i 150 anni dell'Unità d'Italia; ha esposto al Museu do Meio Ambiente, Rio de Janeiro; Centro del Carmen, Valencia; Matadero, Madrid; Film Society Lincoln Center, New York; Maraya Art Centre, Sharjah, United Arab Emirates; Swiss Architecture Museum (S AM), Basilea; Kunsthal Charlottenburg, Copenhagen; ISCP, Brooklyn, NY; Palazzo Reale, Milano; Furini Arte Contemporanea, Roma; Barbara Davis Gallery, Houston, Texas. Ha realizzato numerose public art performances come Summer Night Series, Union Square NYC; Italian Cultural Institute, NYC; Postcard People, Hudson Valley Center for Contemporary Art (HVCCA), NY; The Chinese Umbrella Hat Project (Part I), Wujiang Rd West Nanjing Rd, Shanghai, China e (Part II), Piazza San Marco, Venezia. Nel 2011 Charta ha pubblicato la sua prima monografia; nel 2012 Cura. Books ha pubblicato il suo primo libro d'artista “ROMANCE” e nel 2013 il secondo dal titolo “FABLE”. Entrambi fanno parte della collezione del MoMA, NYC. Nel 2016 Silvana Editoriale ha pubblicato la monografia sui 10 anni di performance dell’artista “Andrea Bianconi Performance 2006-2016”. Nel 2017 è presente presso la Galleria Bianconi di Milano nella mostra “Partiture Visive” a cura di Vittoria Coen e nella mostra a Palazzo Bernaroli di Bologna intitolata P-Art-Y. Nel 2018 espone nella seconda edizione della medesima rassegna, presso L’Archiginnasio di Bologna e presso la Galleria Fabula Fine Art di Ferrara. Realizza, inoltre, una performance a Davos, evento curato da Oliver Orest Tschirky, durante la 48° edizione del World Economic Forum. Recentemente ha realizzato una mostra con performance presso la Galleria Alessandro Bagnai a Foiano della Chiana (Arezzo).