Panayiotis Andreou – Fos

Chiusi - 15/12/2019 : 26/01/2020

Prima personale di Panayiotis Andreou (Παναγιώτης Ανδρέου, Nicosia, Cipro, 1997); un giovane artista la cui pratica creativa coinvolge diversi materiali e tecniche pur gravitando nell’ambito della scultura.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO ULISSE
  • Indirizzo: Via Porsenna 63 - Chiusi - Toscana
  • Quando: dal 15/12/2019 - al 26/01/2020
  • Vernissage: 15/12/2019 ore 18
  • Autori: Panayiotis Andreou
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: tutti i giorni dalle 16 alle 24 dalle vetrine della galleria o su appuntamento

Comunicato stampa

Fos ovvero Luce. Domenica 15 dicembre lo Spazio Ulisse di Chiusi inaugura la prima personale di Panayiotis Andreou (Παναγιώτης Ανδρέου, Nicosia, Cipro, 1997); un giovane artista la cui pratica creativa coinvolge diversi materiali e tecniche pur gravitando nell’ambito della scultura.
Nella mostra di Chiusi saranno presentate due installazioni basate su luce e movimento, elementi declinati attraverso pratiche apparentemente discordanti


Nello spazio vetrina di via Porsenna sarà esposto “Φως Fos”, un nuovo lavoro, con il quale l'artista indaga gli elementi tradizionali della scultura, come: pietra, panneggio, luce e ombra, ma li affronta con mezzi inconsueti come la cera e il neon. È lo stesso Panayiotis a indicarci che «nel lavoro “Φως Fos" la cera bianca assume forme fluide, si muove e si piega con delicatezza, negando la sua fragilità. Penetrata dalla luce si tinge di inconsuete tonalità, si formano ombre che contribuiscono a rendere il movimento più evidente».
Solo per la sera dell’inaugurazione, il 15 dicembre, Spazio Ulisse raddoppierà gli ambienti espositivi per accogliere la videoinstallazione “Erithrò-ria” in cui l’artista fonde ricordo e abbandono, infanzia e fede. Ma lasciamo che sia lui di descrivere questo intervento: «in “Erithrò-ria” c’è una piccola luce rossa che da piccolo ogni sera mi aiutava ad addormentami. È una lampada che raffigura la Madonna e il Bambino. Un oggetto che dava un forte senso alla mia religiosità, che quando ho lasciato il mio Paese ho portato con me, come un cimelio, sviluppando così con questa lampada/edicola un altro rapporto, molto più sentimentale».