Palma Bucarelli. Immagini di una vita

Roma - 17/12/2011 : 17/12/2011

La straordinaria biografia di Palma Bucarelli (1910-1998), leggendaria soprintendente alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, prima donna a dirigere un museo in Italia, raccontata per la prima volta attraverso un'avvincente sequenza di quattrocento scatti fotografici inediti.

Informazioni

Comunicato stampa

PRESENTAZIONE DEL LIBRO:"PALMA BUCARELLI. IMMAGINI DI UNA VITA"
Autori: Lorenzo Cantatore e Edoardo Sassi
Prefazione di Citto Maselli
Palombi Editori
AUDITORIUM DEL MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, Roma, Via Guido Reni 4/A
SABATAO 17 DICEMBRE 2011, ore 18:00

Interventi di:
Anna Mattirolo, direttore MAXXI Arte
Achille Bonito Oliva
Renato Nicolini
Sandra Pinto
Partecipa Citto Maselli

La straordinaria biografia di Palma Bucarelli (1910-1998), leggendaria soprintendente alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, prima donna a dirigere un museo in Italia, raccontata per la prima volta attraverso un'avvincente sequenza di quattrocento scatti fotografici inediti


Bella, elegante e mondana, colta e intelligente, spregiudicata ed eternamente "in carriera", corteggiata e amata da uomini celebri che per lei persero letteralmente la testa, la Bucarelli ha percorso il Novecento da vera protagonista. Il coraggio e la forza delle sue idee, a cominciare dalla battaglia per l'affermazione dell'arte astratta nell'arretrato panorama culturale italiano del secondo dopoguerra, emergono da queste pagine che la ritraggono al fianco di veri e propri giganti del secolo scorso: da Man Ray a Dubuffet, da Calder a Gropius, da Dalì a Fautrier, da Savinio a de Chirico, da Wright a Balthus, da Giacometti a Peggy Guggenheim, da De Pisis a Morandi, da Henry Moore a Jean Cocteau.
Eternamente giovane, Palma ha costruito la sua vita fin nei minimi dettagli, con attenzione e tenacia: la passione per l'arte, innanzitutto, ma anche la cura del corpo, la seduzione della moda, l'audacia sportiva, la tenerezza per gli animali, l'affezione ai "suoi" luoghi (Capri, Cortina, Parigi, Venezia), la voglia di vivere e scoprire il mondo, la complicità amorosa con Paolo Monelli, grande giornalista che in mezzo secolo di vita in comune l'ha adorata e fotografata sempre e ovunque. Musa e regina della café society italiana, Bucarelli ha attraversato salotti, grandi alberghi, festival, mostre, ristoranti, teatri e gallerie al fianco di personaggi del calibro di Ungaretti e Moravia, Brancati e Bontempelli, la Bellonci e Malaparte, Visconti e Antonioni, Argan, Brandi, Restany, Ionesco e Steinbeck. Come in un film, le immagini di questo libro, puntualmente commentate e illustrate dagli autori grazie all'ausilio di lettere e documenti inediti (fra cui affiorano, improvvise e inaspettate, foto mai viste di Hitler, Ciano, Claretta Petacci), ripercorrono il progressivo affermarsi sulla scena internazionale di questa figura di donna nuova e sempre all'avanguardia, testimone e interprete di usi e costumi in continua evoluzione, e perciò protagonista di"scandali" che tali potevano apparire solo in un'Italia ancora attardata.
Diva fatale e per certi versi irraggiungibile, donna manager ancor prima che il termine fosse in voga, l'icona-Bucarelli si afferma in questo volume anche come immancabile e diretta interlocutrice di politici e capi di Stato (sette presidenti della Repubblica, italiani e stranieri, con cui è ritratta, altrettanti i ministri e i capi di governo) ma anche e soprattutto come studiosa e intellettuale impegnata fino allo stremo per il progresso culturale e civile del suo Paese.
Scrive Citto Maselli nella prefazione del libro: "È un libro dove s’incontra felicemente l’appassionato piacere narrativo (e la tenacia-voluttà rievocativa di un’intera epoca) di Lorenzo Cantatore e Edoardo Sassi con la incredibile coscienza di sé di una donna che ha fatto della sua bellezza e della sua vita l’oggetto di una vera e propria documentazione fotografica. […] È difficile poter immaginare un giudizio non positivo su una donna che è riuscita davvero mirabilmente a equilibrare e far coesistere un’inaudita capacità del saper vivere con un’opera seria di intellettuale e storica dell’arte […]come si deduce da questo grande e assolutamente insolito affresco che riesce a farci penetrare davvero una persona e un’epoca."