Paesaggio e limite

Roma - 30/05/2014 : 30/05/2014

Conversazione intorno al tema del paesaggio. I rapporti con l’individuo e la crisi della geografia.

Informazioni

Comunicato stampa

Paesaggio e limite
Conversazione intorno al tema del paesaggio
I rapporti con l’individuo e la crisi della geografia.

Intervengono: Bruno Corà, Marco Vallora, Rino Genovese e Abel Herrero

MAXXI B.A.S.E. – Via Guido Reni 4
Sala Graziella Lonardi Buontempo
Venerdì 30 Maggio 2014 ore 18:00


Venerdì 30 Maggio 2014 alle ore 18:00, la Z2O Galleria | Sara Zanin è lieta di presentare una conversazione dal titolo Paesaggio e limite. Conversazione intorno al tema del paesaggio - I rapporti con l’individuo e la crisi (forse finita) della geografia

Interverranno gli storici e critici d’arte Bruno Corà e Marco Vallora, il filosofo Rino Genovese a confronto con l’artista Abel Herrero, in procinto di pubblicare un catalogo ragionato sul suo lavoro – edito da Magonza editore – curato e introdotto proprio da Bruno Corà con un contributo di Marco Vallora e, inoltre, una conversazione tra Abel Herrero con il filosofo Emanuele Severino.

Parlando di paesaggio, in maniera più specifica di pittura di paesaggio viene subito alla mente il Romanticismo, il neo romanticismo, i vedutisti, i nuovi nostalgici, gli esaltatori del mondo naturale, gli ecologisti, e tanto altro. Ma esiste anche un nuovo ed ulteriore paesaggio di cui parlare, che già si delineava sul finire della Seconda Guerra Mondiale con la rinascita della società industriale e del nuovo capitalismo. Intendendo non paesaggi industriali o panorami di ciminiere, ambienti degradati ma – come afferma Abel Herrero – « … un tipo di paesaggio che già nel 1940 si dissipava inafferrabile d’avanti a Walter Benjamin, durante la sua fuga. Che è poi anche il paesaggio dell’anima che popola gli stati emotivi degli attuali profughi, dei nuovi migratori di massa, dei condannati al disagio cronico: un paesaggio dell’assimilazione passiva, della sopportazione della dottrina dell’alienazione, della colpa e dell’impossibilità di accedere alla contemplazione in quanto categoria psicologia sempre più negata. Questo panorama della negazione, dell’impossibilità di fruire e dell’incapacità di osservazione porta il mondo dei ‘non spettatori’ in una dittatura della dipendenza dei bisogni, e quindi all’alienazione dal mondo dei sensi».