La mostra Ozio, a cura di Adina Drinceanu, espone film, installazioni e performance site specific create dagli artisti Anca Benera e Arnold Estefan, originari di Bucharest, Romania, e dall’artista siciliana Concetta Modica. Il poeta Jamaicano-Americano Ishion Hutchinson presenterà un ambiente sonoro e una performance che si avvarrà del contributo dell’artista newyorkese Sanford Biggers.

Informazioni

  • Luogo: TEATRO DITIRAMMU
  • Indirizzo: Via Torremuzza 6 - Palermo - Sicilia
  • Quando: dal 11/06/2018 - al 11/07/2018
  • Vernissage: 11/06/2018
  • Autori: Concetta Modica, Sanford Biggers, Anca Benera, Arnold Estefan, Ishion Hutchinson
  • Curatori: Adina Drinceanu
  • Generi: arte contemporanea, performance – happening
  • Orari: Orari d’apertura: dall’11 al 17 giugno: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 22 Dal 18 giugno all’11 luglio: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 Mercoledì 13 giugno 2018 OzioLapa by Picciotti della Lapa, Teatro Ditirammu 22.30 Giovedì, 14 giugno 2018 Concetta Modica Going Back 19.30 (itinerante; punto di ritrovo in Piazza Magione) Venerdì 15 giugno 2018 Ishion Hutchinson & Sanford Biggers The Singing-Court of Dread 20.30 – 23.30 (Teatro Ditirammu) Sabato 16 giugno 2018 Concetta Modica, Going Back 19:00 (itinerante; punto di ritrovo in Piazza Magione) Domenica 17 giugno 2018 Ishion Hutchinson Mariner’s Progress 20:00 (Teatro Ditirammu)
  • Sito web: http://www.ozio.art
  • Email: info@ozio.art

Comunicato stampa

OZIO
Dall’11 giugno all’11 luglio 2018
Con Anca Benera + Arnold Estefan; Ishion Hutchinson; Concetta Modica; con un contributo di Sanford Biggers
A cura di Adina Drinceanu
TEATRO DITIRAMMU, KALSA, Via Torremuzza 6, Palermo
www.ozio.art
[email protected]

Il programma di performances

Mercoledì 13 giugno 2018
OzioLapa by Picciotti della Lapa, Teatro Ditirammu 22.30
Giovedì, 14 giugno 2018
Concetta Modica Going Back 19.30 (itinerante; punto di ritrovo in Piazza Magione)
Venerdì 15 giugno 2018
Ishion Hutchinson & Sanford Biggers The Singing-Court of Dread 20.30 – 23.30 (Teatro Ditirammu)
Sabato 16 giugno 2018
Concetta Modica, Going Back 19:00 (itinerante; punto di ritrovo in Piazza Magione)
Domenica 17 giugno 2018
Ishion Hutchinson Mariner’s Progress 20:00 (Teatro Ditirammu)



In italiano, il termine ozio presenta numerosi significati: è associato alla pigrizia, al piacere, all’indolenza, alla contemplazione, all’inattività, all’inerzia, la stanchezza; è scatenato sia dalla natura che dal desiderio o dal senso di costrizione. Storicamente l’ozio è un concetto bipolare. Questo lemma e i suoi derivati riflettono infatti una lunga tradizione di impegno filosofico, religioso e letterario, dove l’ozio viene usato in maniera ambivalente e connotato in maniera positiva come negativa.
La mostra Ozio, a cura di Adina Drinceanu, espone film, installazioni e performance site specific create dagli artisti Anca Benera e Arnold Estefan, originari di Bucharest, Romania, e dall’artista siciliana Concetta Modica. Il poeta Jamaicano-Americano Ishion Hutchinson presenterà un ambiente sonoro e una performance che si avvarrà del contributo dell’artista newyorkese Sanford Biggers. Il concept della mostra si muove nel solco delle ambiguità del termine ozio, relazionandosi inoltre con la città di Palermo e la sua storia politica, sociale e culturale. La mostra si svolgerà e svilupperà nel contesto unico del Teatro Ditirammu, con il suo impressionante archivio di musica, poemi, danze rituali e proverbi a cavallo tra più secoli e il suo impegno nella conservazione e divulgazione della storia orale palermitana e siciliana. La mostra ospiterà inoltre la performance teatrale OzioLapa scritta e diretta da Elisa Parrinello e prodotta dal Teatro Ditirammu.
Benera e Estefan pensano all’ozio come ad un ecosistema multistrato e temporale nel quale incuria, decadenza, rovine e abbandono sono percepite come qualcosa di normale, uno stato mentale. Nel loro progetto Citrus Tristeza indagano la congiuntura tra storia naturale e sociale nella presente debris(f)era, un termine coniato dagli artisti per designare uno strato senza nome della crosta terrestre. Si tratta di un super-strato della Litosfera. Debrisphere offre l’opportunità per indagare il paesaggio globale costruito dagli uomini: montagne di macerie, deserti in boccio, “barriere coralline” militari e altre costruzioni simili sparse per il mondo, che derivano dalla guerra o che sono al servizio di essa. Il titolo, Citrus Tristeza, è riferito al virus della tristezza, un malessere che affligge gli alberi di agrumi in Sicilia, che si sviluppa in condizioni dispari di crescita. In pratica, quando nella pianta si sviluppa eccessivamente solo una parte, l’albero muore. Attraverso performance, film e installazioni, le opere di Benera e Estefan cercano di puntare l’attenzione sulla frammentarietà della filiera nel commercio degli agrumi, fatta di numerosi steps e raramente trasparente, con il conseguente sfruttamento dei lavoratori, spesso provenienti dal Nord Africa o dall’Europa dell’Est, e con la distribuzione su larga scala e la criminalità organizzata spesso conniventi.
Per Ishion Hutchinson l’ozio è il senso del tempo nell’isola, modellato dal sole e dalla terra, rallentato dalla vastità del mare, fino a quando non diventa quasi immobile, abbracciando simultaneamente storie e tempo presente. Per il poeta, Sicilia e Jamaica, a prescindere dalle loro differenti origini, presentano delle similitudini, tra un passato coloniale e un presente neoliberista. In occasione della mostra Hutchinson presenta Abeng un’opera in tre atti che ha come traccia conduttrice il suono. Il titolo è tratto da uno dei poemi della raccolta Far Districted, pubblicata nel 2010, che racconta il suono prodotto da un abeng, un corno di mucca usato dai Cimarroni, gli indigeni Tainos e gli schiavi Africani deportati in Jamaica dagli spagnoli. Grazie a questo strumento comunicavano in codice durante la guerra di indipendenza dei Cimarroni. Nel suo lavoro Hutchinson interpreta l’ozio come forma di protesta contro il potere e il tempo regolato dai padroni, che risuona nelle opere scritte da autori siciliani come Federico de Roberto, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Vitaliano Brancati e Leonardo Sciascia. Il primo atto consiste in un ambiente sonoro, con lo stesso titolo, installato nel museo del teatro. Il secondo atto invece è una performance poetica intitolata Mariner’s Progress. L’atto finale è The Singing-Court of Dread, una performance sonora e musicale interattiva che coinvolgerà il pubblico.
Questo atto sarà un djset performativo che mescola i ritmi della poesia con quelli Dub e sarà in collaborazione con l’artista Sanford Bigger. La performance utilizzerà una installazione dell'artista americano, realizzata con coperte patchwork americane d'epoca create originariamente dagli schiavi, remixate, “in tessuto campionato, tritato, avvitato e Dubbed”. Qui Hutchinson intende mescolare i ritmi della poesia, quelli Dub e i suoni del mare, rimuovendo universalmente le storie di colonizzazione.

Per l’artista siciliana Concetta Modica, l’ozio è una estensione temporale scatenata dalla noia e dalla ripetizione. L’artista analizza concetti come l’amore, il conflitto, l’eroismo militare. Usando nella sua piece Going Back la pratica teatrale, oggetti di scena e la composizione musicale si appropria e smantella l’apparato delle imprese epiche di Orlando, l’eroico paladino della tradizione teatrale dei pupi di Palermo, con esiti imprevedibili.

Il Teatro Ditirammu viene inaugurato a Palermo nello storico quartiere della Kalsa nel maggio del 1998. Con i suoi 52 posti a sedere, il Teatro Ditirammu è uno tra i più piccoli in Italia e certamente l’unico del genere in Sicilia. Le origini della Compagnia di Canto Popolare Ditirammu (proveniente dal termine Ditirambo: antichissima tecnica recitativa di origine greca che inneggia al dio Bacco e al vino), risalgono all’antica formazione di canto folklorico costituitasi negli anni ‘30 grazie alla Direzione Artistica di Carmelo Gioacchino e alle ricerche musicali di Giovanni Varvaro (chitarra, friscaletto e marranzano), fondatore con Rizzo e Corona del movimento futurista del primo novecento siciliano.
Gioacchino e Varvaro continuarono un lavoro di ricerca e di recupero del folklore degli ambienti popolari, iniziato alcuni decenni prima da insigni ricercatori come Giuseppe Pitré, che lo stesso Varvaro ebbe modo di frequentare nella Libreria Internazionale Reber al Càssaro, di proprietà dello zio Luigi Pedone Lauriel e ritrovo di tanti artisti, letterati e uomini di cultura di quel tempo a Palermo, e il musicista Alberto Favara. Il Teatro porta oggi avanti questa tradizione insieme ad attività legate alla promozione della cultura tra i giovani. http://www.teatroditirammu.it/chisiamo/



Info:

Il programma di performances

Mercoledì 13 giugno 2018
OzioLapa by Picciotti della Lapa, Teatro Ditirammu 22.30
Giovedì, 14 giugno 2018
Concetta Modica Going Back 19.30 (itinerante; punto di ritrovo in Piazza Magione)
Venerdì 15 giugno 2018
Ishion Hutchinson & Sanford Biggers The Singing-Court of Dread 20.30 – 23.30 (Teatro Ditirammu)
Sabato 16 giugno 2018
Concetta Modica, Going Back 19:00 (itinerante; punto di ritrovo in Piazza Magione)
Domenica 17 giugno 2018
Ishion Hutchinson Mariner’s Progress 20:00 (Teatro Ditirammu)

La mostra
Ingresso gratuito
Orari d’apertura: dall’11 al 17 giugno: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 22
Dal 18 giugno all’11 luglio: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18
Teatro Ditirammu, KALSA, Via Torremuzza 6, Palermo
[email protected]

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