Oreste Tancredi – La composizione dei volumi

Ascoli Piceno - 08/02/2013 : 07/04/2013

La rassegna, volta ad avvicinare i giovani all’arte contemporanea, proporrà una interessante lettura delle opere di Oreste Tancredi.

Informazioni

Comunicato stampa

E’ l’artista più precoce della storia dell’arte.
Oreste Tancredi ha cominciato a dipingere a quattro anni e il suo talento naturale gli permetteva di realizzare dei quadri bellissimi senza nessuno sforzo. A tredici anni aveva esposto i suoi quadri ad olio e acquarelli in molte mostre ricevendo l'incoraggiamento di numerosi critici d'arte a continuare nella sua ricerca pittorica.
Ora questo giovane talento proporrà dall’8 febbraio al 7 aprile alcune sue opere in una mostra, curata dal prof

Stefano Papetti e promossa dall’assessore ai Grandi Eventi, Cesare Celani, dal titolo “La composizione dei volumi” in programma presso la galleria d’arte moderna “Osvaldo Licini”.
La rassegna, volta ad avvicinare i giovani all’arte contemporanea, proporrà una interessante lettura delle opere di Oreste Tancredi.
Volumi, spazi, profondità, design, accostamenti cromatici sono tutte categorie che confluiscono nelle tele di Oreste Tancredi che dichiarano la sua visione dell’arte a trecentosessanta gradi. Nelle grandi tele l’artista ricerca una percezione dei volumi grazie all’ausilio di diversi materiali che fondano uno stile basato su una calibrata mistura tra astrazione e compostezza concettuale. Il colore è usato come materia, grazie a reazioni di resine miscelate con basi monocolori che conducono a una percezione cromatica, luminosa a volte specchiante che danno all’opera una leggerezza espressiva, costituita questa, da uno spessore degli strati di pittura che ne fanno variare la luminosità . Le tinte vengono applicate in stesure sottili e velate, con tinte intense e luminose, le quali conferiscono una suggestione di profondità e monumentalità, una sensualità, una staticità cromatica che raggiungono lo spettatore con un grande impatto visivo. Il lavoro dell’artista è sviluppato con metodicità e rigore, in un processo quasi sartoriale in quanto dopo la fase della progettazione l’opera evolve in un lavoro artigianale di stesura delle resine sulla tela, con un attenta semplificazione formale degli spazi a volte divisi in sezioni, ma spazi che non hanno nulla della realtà.
La particolarità del suo stile risiede nella capacità di unire i campi di colore, le infinite declinazioni dei colori con materiali diversi (acrilyc, resin epoxy, neon) descrivendo un quadro come entità fisica, perdendo ogni residuo di rappresentatività e descrizione, che nonostante la metodicità del lavoro si esprime con una pittura essenziale e minima.


Ascoli Piceno,