Open Gallery Xmas Edition

Lugano - 30/11/2019 : 30/11/2019

La Gipsoteca Gianluigi Giudici parteciperà all’evento Open Gallery promosso da Arte Urbana Lugano, progetto della Città di Lugano che ha lo scopo di mettere in relazione il pubblico e i luoghi espositivi della città.

Informazioni

  • Luogo: GIPSOTECA GIANLUIGI GIUDICI
  • Indirizzo: Riva Antonio Caccia 1a - Lugano
  • Quando: dal 30/11/2019 - al 30/11/2019
  • Vernissage: 30/11/2019 ore 14-19
  • Generi: serata – evento

Comunicato stampa

La Gipsoteca Gianluigi Giudici parteciperà all’evento Open Gallery promosso da Arte Urbana Lugano, progetto della Città di Lugano che ha lo scopo di mettere in relazione il pubblico e i luoghi espositivi della città. A tutti i partecipanti verrà regalata una giornata particolare con tante attività; i visitatori potranno passeggiare per il centro seguendo i piccioni segnaletici che indicheranno i musei e le gallerie aderenti al progetto

www.opengallerylugano.ch

In questa occasione la Gipsoteca Giudici condurrà gli ospiti alla scoperta della collezione permanente composta da oltre 600 opere dello scultore, percorso arricchito da un’esclusiva esposizione temporanea dei disegni e delle pitture dell’artista dove scultura e disegno prendono vita in un unico ambiente immaginario.



Sono previste visite guidate
alle 14,30, alle 16 e alle 17.30
condotte da Luigi Cavadini,
curatore della Gipsoteca Gianluigi Giudici.



La mostra temporanea Gianluigi Giudici: “lo scultore dipinge” costituisce la prima presentazione in Gipsoteca delle opere grafiche dello scultore, una produzione tenuta piuttosto riservata dall’artista e propone un percorso tra i disegni eseguiti a partire dalle prime esperienze nel campo del cesello fino alle composizione complesse in cui crea un ambiente virtuale estremamente coerente per presentare le immagini delle sue sculture astratte.

ANTICIPAZIONE
Per giovedì 5 dicembre alle ore 18.00 è prevista la presentazione negli spazi della Gipsoteca di un nucleo di sculture in bronzo di Celeste Solari dal titolo “Muse del disincanto”, che prenderà il via con un evento di critica d’arte coordinato da Luigi Cavadini curatore della Gipsoteca, che vedrà presenti Alberto Moioli, giornalista, direttore editoriale della Enciclopedia d'Arte Italiana e membro dell’Aica International e Massimiliano Ferrario, storico dell’arte e curatore presso il Centro di Ricerca sull’Arte Contemporanea dell’Università dell’Insubria (Varese-Como, Italia). Le opere resteranno poi in mostra fino al 21 dicembre.





La Gipsoteca, dedicata a Gianluigi Giudici (Casanova Lanza 1927, Valmorea 2012) e alla sua opera, raccoglie diverse centinaia di gessi di lavori poi fusi in bronzo, realizzati in oltre cinquant’anni di attività.
Il linguaggio utilizzato dall’artista spazia dal figurativo all’astrazione, nella sua variante organica. Particolarmente apprezzata nel tempo è stata la sua scultura religiosa, collocata presso chiese delle province lombarde e del Canton Ticino, con una eccezione per l’ampio intervento compiuto a Vienna, tra 1966 e 1992, presso la Chiesa del Buon Pastore.


Gianluigi Giudici nasce il 13 luglio 1927 a Casanova Lanza (ora Valmorea) in provincia di Como. Si forma alla Scuola d’arte Castellini di Como e poi “a bottega” nello studio dello scultore Pietro Tavani. Nel 1947 collabora prima e poi dirige un laboratorio di sbalzo in rame a Campione d’Italia ma poco dopo apre un proprio atelier di cesello e scultura e per anni si dedica principalmente al rinnovamento dell’arredo sacro, ottenendo importanti commissioni soprattutto in Italia e in Svizzera, ma sue opere sono presenti anche in Vaticano, a Lourdes e a Nazareth. Il suo lavoro trova ottimi riscontri nelle principali rassegne di arte sacra, frequenti in quegli anni, a Novara, Milano e Bologna. Sono numerose le chiese delle diocesi lombarde e ticinesi (ma non solo) che posseggono sue opere o in cui ha curato interventi di adeguamento degli spazi absidali e dei fonti battesimali alle nuove norme liturgiche derivanti dal Concilio Vaticano II. Di particolare rilievo inoltre il suo apporto alla decorazione plastica della Chiesa del Buon Pastore a Vienna, per la quale ha realizzato sculture per oltre 25 anni a partire dal 1966.
Del 1968 è la sua prima scultura organica, progettata per il concorso per il Palazzo di Giustizia di Como, cui seguono negli anni molti lavori, anche di grandi dimensioni, per parchi e giardini privati e spazi pubblici.
Nella realizzazione di opere per la nuova Chiesa di S. Francesco a Sondalo (SO) tra 1995 e 1998 riesce finalmente a integrare per la prima volta in ambito sacro elementi figurativi ed astratti: rilevante a questo proposito è l’altare, in cui il gioco tra le forme astratte e il bronzo lucido e ruvido gestiscono molto bene il senso di spiritualità, meditazione ed elevazione cercato dall’artista.