On Stage

Plymouth - 18/07/2014 : 17/08/2014

Mostra collettiva dal titolo “On Stage” a cura di Lorenzo Bruni con il coinvolgimento di sette artisti.

Informazioni

Comunicato stampa

ARST

“On Stage”
Ulla von Brandeburg, Martin Creed, Adelita Husni-Bey, Joel Kyack, Moshekwa Langa, Xue Mu,
Matteo Rubbi
Progetto a cura di Lorenzo Bruni

KARST (Plymouth, Uk), venerdì 18 luglio 2014, inaugura la mostra collettiva dal titolo “On Stage” a cura di
Lorenzo Bruni con il coinvolgimento di sette artisti la cui alta qualità di ricerca è riconosciuta e attestata
dalle loro innumerevoli partecipazioni alle mostre in musei come la Tate Modern, il New Museum a NY, lo
Stedelijk Museum di Amsterdam e a manifestazioni internazionali tra cui la Biennale di Venezia, di Berlino,
di Lyone ed altre. Ulla von Brandeburg, Martin Creed, Adelita Husni-Bey, Joel Kyack, Moshekwa Langa,
Xue Mu, Matteo Rubbi sono gli artisti, di nazionalità e background differenti, che sono stati invitati a
partecipare a questo progetto perché pensano sempre alle loro opere come a delle “processualità site
specific” per poter stabilire un dialogo diretto tra il fruitore, lo spazio della vita e quello della sua
rappresentazione. Questa modalità lavorativa gli ha sempre permesso di indagare differenti tecniche
espressive e di aprire delle riflessioni radicali su cosa il pubblico può intendere oggi con il concetto di
condivisione della conoscenza, per spazio della finzione e della realtà e qual è l'effettivo ruolo dell'arte
contemporanea all'interno del dibattito culturale/identitario nell'era della caduta dei confini nazionali, delle
post ideologie e della “modernità liquida”.
Il progetto “On stage” non concentra l'attenzione del pubblico sulla dimensione teatrale o sull'individuare il
limite tra ciò che è vero e ciò che è finzione, proprio perché questi metodi di interpretazione del reale non
sono più efficaci oggi. Le opere in mostra, per il fatto che con i mezzi di comunicazione tutti possono essere
protagonisti ma non in dialogo con il mondo, puntano a mettere al centro del discorso il paesaggio. Quello
che evidenziano i gesti presentati, e non rappresentati, delle opere in mostra puntano a illuminare proprio il
contesto in cui la scena si svolge per meglio comprendere le azioni anche minime che superficialmente
appaiono tutte uguali poiché isolate da un quadro generale. Quello che realizzano gli artisti invitati al
progetto “on stage” è allargare il punto di vista e proporre uno spazio di confronto e di dialogo. Così,
paradossalmente nella mostra a Karst quello che va in scena è il contesto in cui il pubblico/artista nel
prendere le misure dello spazio che osserva deve rivalutare anche il suo stesso ruolo in quel momento.
Quello che accomuna i sette artisti coinvolti nel progetto “On stage” è il fatto che sono consapevoli che il
sipario è caduto e che la dimensione della rappresentazione e quello della vita, come quello tra spazio privato
e pubblico, si sono indissolubilmente stratificati. Infatti, le opere presenti in mostra - immagini, serie
fotografiche, gli interventi, i disegni e le video installazione - sono tutte caratterizzate allo stesso modo da
una dimensione di sospensione, come se qualcosa sia appena accaduto o stia per succedere. Questa atmosfera
permette di spostare l'attenzione proprio sulla presenza dello spettatore in quel luogo per sollevare e ridiscutere
a livello collettivo sulle domande come: Per chi compiamo dei gesti? Chi è il nostro pubblico? Con
chi vogliamo dialogare? Che principio di realtà seguiamo? Quale è il ruolo della cultura? Perché nella
teatralizzazione diffusa della attuale modernità liquida si realizzano ancora delle mostre o degli spettacoli
teatrali?

KARST
22 George Place, Stonehouse, Plymouth, PL1 3NY, UK
(+44) 0 1752222676 / www.karst.org.uk.



KARST
“On Stage”
Ulla von Brandeburg, Martin Creed, Adelita Husni-Bey, Joel Kyack, Moshekwa Langa, Xue Mu,
Matteo Rubbi
Project curated by Lorenzo Bruni
KARST (Plymouth, UK), Friday 18 July 2014, inaugurates “On Stage” the collective exhibition,
curated by Lorenzo Bruni, featuring these seven artists whose top quality research has been
recognised and confirmed by their innumerable shows in such museums as the Tate Modern, New
York's New Museum, Amsterdam's Stedelijk Museum and at international exhibitions such as the
Biennial in Venice, Berlin and Lyon to name a few. Ulla von Brandeburg, Martin Creed, Adelita
Husni-Bey, Joel Kyack, Moshekwa Langa, Xue Mu, Matteo Rubbi, artists with different
nationalities and backgrounds, were invited to take part in this project because they believe that
their “site-specific-in-process” works are still able to establish a direct dialogue between their
viewers, life space and that of their representation. This method of working has always enabled
them to investigate different techniques of expression, opening toward radical reflections on what
the public today may perceive by the concept of sharing knowledge, by fictional space and by
reality and what is the true role that contemporary art plays in the cultural/identity debate in the era
of the fall of national borders, post ideologies and “liquid modernity.”
The “On stage” project does not concentrate the public's attention on the theatrical dimension, nor
on finding the limits between what is real and what is fiction, precisely because these methods of
interpretation of the real are no longer effective today. The works being shown, since with today's
means of communications anyone can become a protagonist yet not dialogue with the world, aim to
put landscape at the forefront of the discussion. What is highlighted by the gestures presented, yet
not represented, of the works being shown, precisely aims to illuminate the context where the scene
unfolds to better comprehend even those smallest actions, which superficially appear completely
alike because isolated in a general framework. What the artists invited to the “On stage” project
have done is expand viewpoints and offer a space for discussion and dialogue. Paradoxically, in this
way, what is on stage at the Karst exhibition is the context, where the public/artist, in taking the
measure of the space being observed, must at that time reassess their own roles.
What the seven artists involved in the “On stage” project have in common is the fact that they are
aware that the curtain has fallen and that the dimension of representation and that of life, like that
between private and public space, has been inextricably stratified. Actually, the works in the show -
images, photographic series, performances, drawings and video installations - are all characterized
in the same manner by a dimension of suspension, as if something had just happened or is just about
to happen. This atmosphere enables the attention to be shifted precisely on the presence of the
spectator in that location to bring up and once again collectively discuss issues such as: For whom
do we act? Who is our public? With whom do we wish to dialogue? Which principle of reality do
we follow? What is the role of culture? Why are exhibitions or theatrical shows still held in this
widespread theatricalization of the contemporary liquid modernity?