Oliver Laric

Bolzano - 28/11/2014 : 24/01/2015

ar/ge kunst Galerie Museum è lieta di annunciare l’apertura della prima mostra personale istituzionale in Italia dell’artista Oliver Laric (Innsbruck, 1981).

Informazioni

  • Luogo: AR/GE - KUNST GALLERIA MUSEO
  • Indirizzo: Via Museo 29 - Bolzano - Trentino-Alto Adige
  • Quando: dal 28/11/2014 - al 24/01/2015
  • Vernissage: 28/11/2014 ore 19
  • Autori: Oliver Laric
  • Curatori: Emanuele Guidi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Ma-Ve ore 10 – 13, ore 15 – 19 Sa ore 10 – 13
  • Biglietti: ingresso libero
  • Patrocini: In coproduzione con New Museum Triennial, New York Tanya Leighton, Berlin Con il gentile sostegno di: Provincia Autonoma dell’Alto Adige, Ripartizione Cultura Comune di Bolzano, Ripartizione Cultura
 Fondazione Cassa di Risparmio, Bolzano IFA - Institut für Auslandsbeziehungen e.V Land Tirol – Abteilung Kultur Bundesministerium für Bildung und Frauen, Vienna Forum Austriaco di Cultura a Milano

Comunicato stampa

ar/ge kunst Galerie Museum è lieta di annunciare l’apertura della prima mostra personale istituzionale in Italia dell’artista Oliver Laric (Innsbruck, 1981).

La ricerca dell’artista si muove da sempre nel campo esteso della cultura visiva e della sua complessa relazione con Internet; una ricerca che Laric porta avanti indagando principalmente gli effetti della distribuzione sul campo della produzione.
Operando principalmente attraverso i linguaggi del video e della scultura, la sua pratica pone questioni su come le immagini siano prese, interpretate, tradotte e rimesse in circolazione in molte possibili “versioni” e iterazioni


L’interesse per immagini iconiche, di cui Laric si appropria indistintamente dalla cultura contemporanea o da passati mitologici, deriva dalla sua attenzione per il modo in cui il loro valore (e potere) è creato e oscilla; un valore che non è più determinato dalla loro unicità o veridicità ma dalle dinamiche collettive, spesso anonime, che, attraverso la circolazione, le trasformano in icone stesse.

Per la sua mostra ad ar/ge kunst la ricerca di Oliver Laric si sviluppa in due direzioni complementari che guardano all’antropomorfismo, shape shifiting (mutaforma) e processi di ibridazione, come possibilità per esplorare la relazione di reciprocità e continuità tra la figura umana e “altri” agenti, siano essi animali o cose. Un soggetto che attraversa religione, scienza, folklore, cultura e sotto-culture popolari.

Una nuova versione di Hunter and his Dog relief (2014) è presentata come sequenza di bassorilievi; tre copie della stessa scultura di John Gibson (1838), che Laric ha precedentemente scannerizzato in 3D e successivamente stampato a mano. La scelta di questo soggetto, una scena quotidiana in cui Gibson ha ritratto un giovane che trattiene il proprio cane al guinzaglio, è significativa esattamente per la tipologia di rappresentazione in cui la figura umana è posta in relazione dualistica con l’animale. Partendo dalla dettagliata scultura neoclassica in marmo di John Gibson, la tecnica ed il materiale scelti da Laric trasformano la relazione che esiste tra le due figure: il controllo dell’uomo sull’animale muta in una sorta di continuità tra i due corpi e le due soggettività.

Nel suo nuovo video l’artista si interroga ulteriormente su questo sistema dualistico (umano-animale, umano-oggetto, uomo-donna,…), esplorando la nozione di metamorfosi attraverso una selezione di scene da illustrazioni e animazioni dal diciannovesimo secolo ad oggi. Come per la scultura, l’artista ha scelto di non lavorare direttamente con il materiale originale, ma ha invece commissionato a tre illustratori di ri-disegnare frammenti e immagini che provengono da film di animazione americani, russi, giapponesi e altri paesi con questo tipo di tradizione. L’atto del ridisegnare permette di isolare il processo di shape-shifting e metamorfosi dal contesto originario così da visualizzare lo stato intermedio della trasformazione di un personaggio da una forma riconoscibile ad un'altra, uno stato che esiste a metà tra stati classificabili. Oliver Laric perpetua attivamente questo continuo stato “in divenire” come condizione desiderabile che produce un’intera gamma di soggetti ibridi che si muovono liberamente attraverso categorie di genere e identità.

ar/ge kunst Galerie Museum is pleased to announce the opening of the first solo exhibition in Italy by artist Oliver Laric (Innsbruck, 1981).

Laric’s research has always moved in the expanded field of visual culture and its complex relationship to the internet, a research he does by investigating the effects of distribution over the field of production.
Working mainly in the media of sculpture and video, his practice addresses questions concerning how images are appropriated, interpreted, translated and re-circulated in a number of possible versions or iterations.
His interest in iconic images, which he extracts from contemporary culture and mythology alike, derives from an attentiveness to the creation and fluctuation of their value and power; a value no longer determined by any uniqueness or truth in the images themselves, but by the collective and often anonymous dynamics that, through distribution, transform them into icons.

In this exhibition at ar/ge kunst Laric’s research develops in two complementary directions. These consider anthropomorphism, shape-shifting and forms of hybridization as ways of exploring the relationship of reciprocity and continuity between the human figure and other agents, be they animals or objects; a subject spanning religion, science, folklore, popular and sub-cultures.

A new version of the Hunter and His Dog Relief (2014) is presented as a series of bas-reliefs: three copies of the same sculpture by John Gibson (1838), 3D-scanned and hand-cast by Laric himself. The choice of this particular subject, an everyday scene in which Gibson portrayed a boy holding his dog by its collar, derives meaning from its mode of representation, which sets the human figure in a dualistic relationship with the dog. While Laric takes the white marble of Gibson’s detailed neoclassical sculpture as his starting point, he employs a different technique and a different material so as to transform the relationship between the two figures. The man’s former control over the dog becomes a continuity between two bodies, two subjectivities.








In his new video Laric further questions this dualistic system of categories (human–animal, human–object, man–woman…), exploring the notion of metamorphosis through a selection of scenes from illustrations and animations from the nineteenth century to the present. As with the sculpture, he chose not to work with the original material and instead commissioned three illustrators to redraw fragments and imagery from Russia, America, Japan and other countries known for their animated films. This act of redrawing isolates, from the original context, the process of shape-shifting so as to visualise the intermediate state of a character’s transformation from one recognisable form to another, a state existing somewhere in-between classifiable states. Laric actively perpetuates this continuous state of ‘becoming’ as a desirable condition that produces a whole range of hybrid subjects freely moving across gender and identities.



In Coproduction with
New Museum Triennial, New York
Tanya Leighton, Berlin


With the kind support of
Provincia Autonoma del Sudtirolo, Ripartizione Cultura
Comune di Bolzano, Ripartizione Cultura

Fondazione Cassa di Risparmio, Bolzano
IFA - Institut für Auslandsbeziehungen e.V
Land Tirol – Abteilung Kultur
Bundesministerium für Bildung und Frauen, Vienna
Austrian Cultural Forum in Milano