Nuova creatività italiana (Officina Italia 2)

Milano - 19/01/2012 : 12/02/2012

A oltre un decennio dal primo scandaglio, pare del tutto opportuno condurre un nuovo check-up sull’inesausta creatività dei nostri giovani: da qui il titolo della mostra, accanto a quello di Officina 2.

Informazioni

Comunicato stampa

La mostra si pone nel solco delle Officine organizzate dalla stessa équipe, a partire proprio da una precedente Officina Italia del 1997, cui hanno fatto seguito Officina Europa nel 1999, Officina America nel 2002, Officina Asia nel 2004, tutte realizzate con ampio concorso della Regione Emilia-Romagna, integrato da contributi delle amministrazioni locali ospitanti i vari settori del progetto, il quale infatti si è sempre caratterizzato per una natura policentrica, irraggiandosi dal capoluogo, Bologna, verso altre città dell’Est della regione


A oltre un decennio dal primo scandaglio, pare del tutto opportuno condurre un nuovo check-up sull’inesausta creatività dei nostri giovani: da qui il titolo della mostra, accanto a quello di Officina 2.
Volendo caratterizzare l’attuale situazione, si potrebbe fare ricorso alla nozione introdotta da Gilles Deleuze e Félix Guattari di plateau, ovvero di un bilanciamento tra opposti: il rigorismo dell’arte concettuale, col triangolo foto-scrittura-oggetto, accenna a stemperarsi in soluzioni più stimolanti e sensuose, che però si guardano dall’approdare a facili pittoricismi, senza peraltro disdegnare recuperi di motivi decorativi molto adatti per usi di arredo urbano.


Questo medesimo bilanciamento si registra tra soluzioni a due e a tre dimensioni: molte opere presenti in questa rassegna, infatti, muovono da progetti o tracciati esposti a parete, da cui però prendono lo slancio per andare a occupare lo spazio attiguo, occupazione che tuttavia avviene in modi leggeri e reversibili. Altri invece affrontano decisamente lo spazio aperto deponendovi come isole consistenti e cariche di stimoli. Insomma, tutte le dimensioni spaziali, dall’alto, dal basso, dalle pareti all’open space, sono inquietate, pungolate con reattività pronta e incalzante, costituendo uno spettacolo sempre mobile e imprevedibile.
La squadra curatoriale ha individuato 33 presenze, alcune già ampiamente note e avviate verso un successo crescente, altre meno conosciute ma altrettanto aggressive e incalzanti.
Il catalogo, edito da Mazzotta, prevede due pagine a colori per ogni partecipante, oltre ai saggi dei curatori e ai consueti apparati bio-bibliografici.
I curatori sono particolarmente lieti di usufruire di questa attuale sede offerta da uno degli spazi in cui l’Accademia di Belle arti di Brera conduce la sua prestigiosa attività didattica e di ricerca, spazi riservati soprattutto ai Bienni specialistici con annessi laboratori. Le opere presentate in questa occasione potranno servire da stimolo per lezioni, dibattiti, incontri tra i partecipanti alla mostra e l’intero corpo docente e discente dell’Accademia.

La mostra ha avuto luogo nelle sedi di:
- Bologna, Sala Museale del Baraccano nel Quartiere Santo Stefano
e Forlì-Cesena nella Fabbrica di Gambettola, dal 1 giugno al 3 luglio 2011

- Alzano Lombardo (Bergamo), ALT Arte Contemporanea - Spazio Fausto Radici, Arte Lavoro Territorio, dall’8 ottobre al 26 novembre 2011

Dopo Milano la rassegna sarà presentata a Padova presso la Sala ex Macello