Nullus Locus sine Genio

Roma - 29/05/2014 : 31/07/2014

Partendo dalla filosofia che anima Interno 17, casa galleria aperta agli amanti dell'arte come luogo di riappropriazione dell'esperienza e dell'originalità, si inaugura il primo percorso espositivo dal titolo “Nullus Locus sine Genio”.

Informazioni

  • Luogo: INTERNO17
  • Indirizzo: Via Simone de Saint Bon, 89 00195 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 29/05/2014 - al 31/07/2014
  • Vernissage: 29/05/2014
  • Generi: arte contemporanea, inaugurazione, collettiva
  • Orari: Visite su appuntamento

Comunicato stampa

Partendo dalla filosofia che anima Interno 17, casa galleria aperta agli amanti dell'arte come luogo di riappropriazione dell'esperienza e dell'originalità, si inaugura il primo percorso espositivo dal titolo “Nullus Locus sine Genio”.

Otto giovani artisti, affiancati da un maestro della figurazione italiana, Ennio Calabria, interpretano il concetto di “genius loci” legandolo al nuovo spazio espositivo

L'intento è quello di verificare come l'esperienza e le attitudini di artisti diversi, ognuno portatore del “proprio” genius loci (secondo il Movimento Tradizionale Romano, il Lare, Genio del luogo posseduto dall'uomo o che l'uomo attraversa), possano fondersi e dar vita ad una identità che neghi se stessa nella fase primordiale, annientandola, per poi ricostruirsi partendo da un territorio ed un quartiere, entrando nel contesto di un'abitazione, per arrivare quindi a definire il carattere e la “coscienza” del luogo stesso.
Attingendo dalle parole di Alberto Magnaghi la “coscienza di luogo” è “la capacità di riacquisizione dello sguardo sul luogo come valore, ricchezza, relazione potenziale tra individuo, società locale e produzione di ricchezza. Un percorso da individuale a collettivo in cui l’elemento caratterizzante è la ricostruzione di elementi di comunità in forme aperte, relazionali, solidali”. Ed è sulla relazione che si fonda lo spirito trainante questa rassegna; il dialogo intrapreso fra gli otto artisti partecipanti, chiamati ad un confronto, reale, sulla tematica proposta e su uno spazio espositivo inconsueto, ha stimolato la loro fantasia dando vita a lavori improntati ognuno sulla propria estrazione, sul proprio genius. Ed ecco che Michele Welke “nel suo lavoro attraversa molta storia della pittura che egli porta – parcellizzata – nella sua nuova produzione. In particolare, in questa tessitura di canne predisposte ad hoc a fare da territorio dell’accadimento dell’arte, imprime una composizione floreale essenzializzata.” (Barbara Martusciello), mentre Valentina Faraone presenta le sue “Sagome antropomorfe stanti, a volte quasi rigide, a evidenziare una condizione di inquieta impotenza.” (Andrea Romoli Barberini). Scelte diverse quelle di Giulio Catelli che propone “una pittura che espone se stessa e le cose del mondo. La pittura attraverso le cose, le cose attraverso la pittura.” (Ruggero Savinio) laddove per Tancredi Fornasetti “l’intersecarsi delle figure architettonico-geometriche crea strutture “impossibili” ma al tempo stesso realizzabili secondo una loro propria architettura.” (Manuela Van). Ci sono poi i costrutti di Roberto Giansanti che in “una poetica nuova, mostra nella materia martoriata e sofferente, i segni di un sacrificio ricco d’amore e di speranza.” (Franco Campegiani) nonchè le ricerche di Sevak Grigoryan che nelle sue raffinate acqueforti su rame ci parla di re e di regine provenienti da un Rosarium Philosophorum. Infine Dario Carratta il cui “immaginario artistico coinvolge modelli politici, culturali e psicologici, in insoliti primi piani e inquietanti situazioni in cui l’ Eros compenetra il Thanathos in un’estetica del perturbante.” (Roberto D'Onorio) ed Emiliano Yuri Paolini che si mostra con due diversi lavori, essendosi dedicato ad un progetto specifico per l'appartamento, Cucina17, dove “raddoppiando la rappresentazione la sospende come segno cioè sospende il suo rimandare ad altro e ci fa scoprire che il segno è (anche) immagine” (Stefano Valente) e rivela due prime opere della nuova serie dal titolo “Dentro le cose...nell'aria”.

Ed il cerchio si chiude con una presenza attenta, discreta, quella di Ennio Calabria, che con la propria sensibiltà e curiosità, si affaccia a conoscere questa nuova generazione di artisti, nella ricerca di un dialogo, il più spontaneo possibile. Ennio Calabria che per l'occasione ci onora del ritratto “J.Luis Borges: la manovra dell'ombra” facente parte del ciclo “Un volto e il tempo”.


Gli artisti:
Ennio Calabria
Emiliano Yuri Paolini
Tancredi Fornasetti
Michele Welke
Valentina Faraone
Sevak Grigoryan
Dario Carratta
Giulio Catelli
Roberto Giansanti

Testi critici di: Barbara Martusciello, Ruggero Savinio, Andrea Romoli Barberini, Ida Mitrano, Franco Campegiani, Manuela Van, Stefano Valente, Roberto D'Onorio.
Si ringraziano il Prof. Francesco Gallo Mazzeo, l'archivio Ennio Calabria, Rita Pedonesi, 4a Magazine, Galleria291est, Creative Room Gallery, Carpe Diem.