Ninni Donato – Clinamen

Roma - 04/05/2012 : 26/05/2012

Evento collaterale ModArt – Premio Margutta 2012 . La mostra è il terzo momento della trilogia “De Rerum Natura”.

Informazioni

  • Luogo: MONOGRAMMA ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Margutta 57 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 04/05/2012 - al 26/05/2012
  • Vernissage: 04/05/2012 ore 18.30
  • Autori: Ninni Donato
  • Curatori: Jasper Wolf
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da lunedì a sabato ore 10 - 13 e 16 - 19.30

Comunicato stampa

La mostra è il terzo momento della trilogia “De Rerum Natura”.
Il “clinamen” nella filosofia epicurea rappresenta la deviazione dalla caduta rettilinea degli atomi che permette le aggregazioni e quindi la nascita della cose e della vita.

Uomini-atomi si muovono nello spazio globale come particelle nel vuoto. Essi si incontrano e si scontrano quotidianamente e casualmente, si fondono in migliaia di storie parallele che, come i fili di un tessuto misterioso, si intrecciano senza nessuna apparente necessità.
Così l’idea di “Verità” diviene la più immaginaria tra tutte le soluzioni. Declinazione beffarda principio di ogni cosa

Aggregazioni che danno la vita di per sé e si dissolvono nella morte senza morire.
Finalmente liberi dalla necessità del mondo godiamo di incidentali collisioni, nuova carne che si deforma senza possibilità di accoglienza, non più femminile o maschile o in qualsiasi punto tra le due definizioni. Mutazioni occasionali eiaculazione del «bestiale improvviso “Clinamen”.
Jasper Wolf

L’azione dell’artista che scava nella memoria dell’eventuale portatore di storie sospese, caparbio regista e sceneggiatore del caso, è uguale nell’azione che fa uno scrittore che imbastisce la trama e l’ordito del suo capolavoro neogotico dentro un edificio inghiottito dai rovi. Stabilisce un confine preciso di tempi e luoghi Ninni Donato superando l’illusorio assimilato alle incantevoli figure usando gli oggetti-traccia. Supera le sentenze morali guardando alla tragica complessità dell’esistere trasformando l’effimero in eterno.
Angela Pellicanò

Testo critico a cura di Jasper Wolf