Naumcic | Scarso | Serradifalco

Palermo - 04/09/2018 : 30/09/2018

Tre nuove mostre personali aprono i battenti presso il nuovo spazio culturale polivalente nel cuore di Palermo.

Informazioni

Comunicato stampa

Il 4 settembre saranno inaugurate a Palermo, nell’antica piazza Sant’Euno, presso i locali al civico 11, 18 e di via Sant’Euno 1 del “Magione Arts District”, le mostre personali dell’artista bielorussa Tatsiana Naumcic, dell’anglo-italiano Jacek Ludwig Scarso e del palermitano Max Serradifalco.

Nulla nell’arte è come appare. Né dovrebbe o potrebbe esserlo

L’arte è, infatti, un processo essenzialmente mentale che ricopre il volto del mondo trasfigurandolo e trascendendolo con una superficie sottilissima e ingannevole, facile a dissolversi solo quando un occhio attento vi si fissa in meditazione alla ricerca dei suoi significati oltre l’ostentata reticenza, verso il sublime dell’idea.
Per questo motivo si continuerà a fare arte (e a cercare di capirla) finché ci si domanderà il perché della realtà. Una ricerca che punta dritta oltre le apparenze rappresenta il fil rouge che lega i tre artisti riuniti nel capoluogo siciliano. Per raggiungere questo scopo ciascuno di loro, con il proprio personalissimo linguaggio (pittorico per Tatsiana Naumcic, installativo-performativo per Jacek Ludwig Scarso e fotografico per Max Serradifalco), spoglia gli oggetti e i soggetti che rappresenta di tutto ciò che era chiaro nella loro funzione, nel loro contesto e significato. Con esiti formali e di significato sorprendenti,
A partire dagli “incantesimi pittorici” di Tatsiana Naumcic che compongono un progetto espositivo significativamente intitolato “Dio sta nei dettagli”. Ogni fiore ordito a colpi di pennello porta, infatti, la freschezza del momento, dell’attimo e, nello stesso tempo, racchiude lo scorrere irreversibile del tempo dietro l’incombente appassimento, la corruzione viva e in divenire della materia organica. È bene ricordarsi di ciò quando si pensa alla sua mano mentre abbellisce ed estrania la realtà sulla superficie calma e immobile della tela. Perché la giovane artista vede lo splendore effimero delle cose intorno a noi e le propone come attimi immobili di una vicenda che sta tra un antecedente e un futuro di una realtà oggettiva definita prossima a essere divorata dall’oblio.
Jacek Ludwig Scarso non è da meno con la sua installazione “Ospringe Road” (2018), una casa per le bambole con mobili ritoccati a mano, amplificatori, piante essiccate. Impregnando quello che era un tipico giocattolo di epoca vittoriana di nuova vita, egli compie quel processo di trasformazione che fa di un oggetto l’improvvisa rivelazione e riscoperta di ciò che si vede sempre, ma non si guarda mai. Questa sua installazione invita, pertanto, lo spettatore a un’esperienza voyeuristica: sbirciando all’interno della casa per le bambole, si assiste a uno scenario che ricostruisce la casa dei nonni polacchi dell’artista, a Ospringe Road. Qui, si erano trasferiti poco dopo l’arrivo a Londra, a causa della Seconda Guerra Mondiale. Un insieme di stanze in affitto, in seguito da loro acquistate, per poi essere obbligati ad uscirne, per lavori stradali pubblici che, però, non furono mai realizzati. La casa rimane così una distante memoria, grandiosa e derelitta, polacca e inglese, filtrata attraverso tre generazioni di storie, viste dall’immaginazione di un bambino.
Max Serradifalco, tra i primi al mondo ad aver realizzato, tramite il web, reportage fotografici con il solo utilizzo delle mappe satellitari, presenta in questa occasione il suo “The satellite garden”. Agrimensore 2.0, l’artista palermitano individua sulle cartografie restituite dallo spazio cosmico immagini di un giardino inedito, inaspettato, di un ritrovato “Eden” che abita il globo terrestre con l’uomo, nonostante l’uomo. Sono scatti astratti e figurativi al tempo stesso. Astratti in quanto fondazione di un campo visivo che poggia sull’autonomia di un linguaggio grafico e cromatico che promana direttamente da un satellite; figurativi perché rappresenta l’esito formale di un’ars combinatoria densa di assonanze con gli azzardi letterari di Italo Calvino e di Georges Perec, restituendo sulle fotografie immagini immediatamente intellegibili (la morfologia di alberi e piante è sempre evidente), preludendo, però, a significati ulteriori, a diverse e non omologate chiavi di lettura del presente. Allo spazio reale della geopolitica contemporanea, ai suoi confini convenzionali, l’arte continua così a opporre il tempo interno dei propri codici, fatti di distanziamento, d’intervallo e di irriducibile senso dell’utopia.

Gli artisti
Tatsiana Naumcic Tatsiana Naumchik (Minsk, Bielorussia, 1980). vive e lavora a Roma. Studia Art designer. Dal 2007 al 2009 insegna Arte a Minsk. Lavora come foto designer a Minsk sino al 2009. Dal 2010 al 2012 come designer di interni a Mosca. Nel 2016 inizia a dipingere.
Jacek Ludwig Scarso (Roma 1979) vive e lavora a Londra dal 1998. Il suo lavoro si articola attraverso performance dal vivo, video, fotografia e installazione. Queste sono state esposte in tutto il mondo, tra cui recenti spettacoli e commissioni presso il Museo MACRO (Roma), Science Museum, Gv Art Gallery e InTransit (Londra), Fotofever al Carousel du Louvre, Pave d'Orsay e Cutlog (Parigi), BAW e The Living Theater (New York), MIA (Milano), Galleria Civica Cavour (Padova), Photo Docks (Lyon), Vkunst (Francoforte) e Kunstwerk Carlshütte (Budelsdorf), dove i suoi video-lavori sono inclusi nella collezione d'arte Nord. Jacek è un artista associato di Anise Gallery di Londra, Romberg Arte Contemporanea e Studio CS a Roma. È anche il direttore artistico di Elastic Theatre a Londra ed è Senior Lecturer presso la Sir John Cass School of Art Architecture e Design (London Metropolitan University), dove alla sua ricerca artistica è stato assegnato il riconoscimento di dottorato (PhD) nel 2014 e dove è stato recentemente nominato University Teaching Fellow. Il suo ultimo progetto lo vede collaborare con una residenza artistica presso la Galerie Weissraum a Kyoto, per un’esplorazione dell’arte floreale giapponese Ikebana.
Max Serradifalco (Palermo, 1978) vive e lavora nel capoluogo siciliano. Nel 2011 elabora il progetto artistico “Web Landscape Photography” nel quale ha virtualmente viaggiato per tutto il pianeta alla ricerca di un nuovo modo di osservare e reinterpretare i paesaggi della Terra. È stato tra i primi artisti a realizzare, tramite il web, reportage fotografici con l’utilizzo esclusivo di mappe satellitari. Le sue opere sono state pubblicate nel catalogo “Behance” di Adobe nel 2015; selezionate da Samsung per il progetto “The Frame” e da Saatchi Art come “best of the year 2017”; premiate agli IPA (International Photography Awards) nel 2012 e al MIFA (Moscow International Foto Awards) nel 2015. Ha esposto in musei, fondazioni e gallerie private. Tra le ultime personali si annoverano “Meta Land Art. Apofenie Satellitari” (2017) al Museo Riso di Palermo e “Satellite Photography” (2018) alla Galleria Carte Scoperte di Milano; mentre tra le collettive recenti “BIAS – Biennale Internazionale d’Arte Sacra” sempre nel capoluogo siciliano. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in USA, Italia, Regno Unito e Danimarca.

SEPTEMBER_ 4 _ 2018 _ 7.30 PM

EN -Tatsiana Naumcic, Jacek Ludwig Scarso, Max Serradifalco at the “Magione Arts District”
three new personal shows are opening their doors at the new multi-functional cultural space in the heart of Palermo

September 4 - September 30, 2018

On September 4 in Palemo the personal shows of the Byelorussian artist Tatsiana Naumcic, of the Anglo-Italian Jacek Ludwig Scarso and of the Palermian Max Serradifalco shall be inaugurated, in the ancient Sant’Euno’s square 1 of the “Magione Arts District”, at the sites of the civic numbers 11, 18, and of Sant’Euno’s street 1.

Nothing in art is as it appears. Neither it should nor it could be so. Painting is, in fact, an essentially mental process that covers the face of the world transfiguring it and transcending it with and extremely thin and deceptive surface, easy to dissolve only when an attentive eye gazes fixedly at it in meditation in search of its meanings beyond the reticence flaunted, towards the sublime of the idea.
For this reason art is continued to be made (and is tried to be understood) until one asks oneself the reason why of reality. A research that points straight beyond the appearances represents the fil rouge that ties the three artists united in the Sicilian capital. In order to reach this aim each of them, with their own extremely personal language (pictorial for Tatsiana Naumcic, installation-performing for Jacek Ludwig Scarso and photographic for Max Serradifalco), strips the objects and the subjects that he/she is representing of everything that was clear in their function, in their context and meaning. With formal results and of significant meaning.
Starting with Tatsiana Naumcic’s “pictorial enchantments” which compose an expositive project significantly entitled “God is in the details”. Every flower warped on the canvas by Tatsiana Naumcic brings, in fact, the freshness of the moment, of the instant and, at the same time, encloses the irreversible flowing of time behind the impending withering, the live corruption and in becoming organic matter. It is good to remember this when we think of the hand of the Artist that embellishes and estranges reality on the calm and immobile surface of the canvas. Because our young artist sees the ephemeral sparkling of the things around us and proposes them as immobile instants of an event which lays between an antecedent moment and a future of a defined objective reality close to being devoured by oblivion.
Jacek Ludwig Scarso is not less with his installation “Ospringe Road” (2018), a doll house with furniture that was retouched by hand, amplifiers, dried plants. Impregnating that which was a typical toy of the Victorian age with new life, he fulfils that process of transformation which makes an object a sudden revelation and discovery of what is always seen, but is never observed. This installation of his, therefore, invites the spectator to a voyeuristic experience: peeping inside the doll house, one can assist to a scene that reconstructs the house of the artist’s Polish grandparents, at Ospringe Road. Here, they had moved a little after their arrival in London, because of the Second World War. A group of rooms rented out by them, later bought, then forced to leave, because of public street works that were never realised though. Thus the house remains a distant memory, grandiose and forlorn, Polish and English, filtered through three generations of stories, seen through the eyes of a child.
Max Serradifalco, among the first in the world to have ever realised, through the web, photographic reportages with the only use of satellite maps, presented in this occasion in his “The satellite garden”. Land surveyor 2.0, the artist from Palermo individuates on the cartographies returned from the cosmic space images of a garden never seen before, unexpected, of a new found “Eden” that inhabits the terrestrial globe with man, despite man. They are abstract and figurative shots at the same time. Abstract as foundation of a visual field that lays an the autonomy of a graphic and chromatic language that promulgates directly from a satellite; figurative because it represents the formal result of an ars combinatoria dense with assonances with the literary risks of Italo Calvino and Georges Perec, returning on the photographs immediately intelligible images (the morphology of trees and plants is always evident), preluding, though, to ulterior meanings, to diverse and non homologated reading key of the present. To the real space of the contemporary geopolitics, to its conventual borders, art continues in this way to oppose the time within its own codes, distancing facts, of interval and of irreducible sense of utopia.

The artists
Tatsiana Naumcic Tatsiana Naumchik (Minsk, Byelorussian, 1980). lives and works in Rome. She studies as Art designer. From 2007 to 2009 she teaches Art at Minsk. She works as a photo designer in Minsk until 2009. From 2010 to 2012 as an interior designer in Moscow. In 2016 she starts to paint.
Jacek Ludwig Scarso (Rome 1979) lives and works in London since 1998. His work is articulated through live performances, videos, photography and installations. These have been exposed all over the world, among which recent shows and commissions at the il MACRO Museum(Rome), Science Museum, Gv Art Gallery and InTransit (London), Fotofever at the Carousel du Louvre, Pave d'Orsay and Cutlog (Paris), BAW and The Living Theater (New York), MIA (Milan), Galleria Civica Cavour (Padova), Photo Docks (Lyon), Vkunst (Frankfurt) and Kunstwerk Carlshütte (Budelsdorf), where his video-works are included in the Nord art collection. Jacek is an artist associated with the Anise Gallery of London, Romberg Contemporary Art and Studio CS in Rome. He is also the artistic director of Elastic Theatre in London and is a Senior Lecturer at the Sir John Cass School of Art Architecture e Design (London Metropolitan University), where the recognition of doctorate (PhD) was assigned to his artistic research in 2014 and where he was recently nominated University Teaching Fellow. His latest project sees him collaborate with an artistic residence at the Galerie Weissraum in Kyoto, for an exploration of the floral Japanese art Ikebana.
Max Serradifalco (Palermo, 1978) lives and works in the Sicilian capital. In 2011 he elaborates the artistic project “Web Landscape Photography” in which he virtually travelled all over the planet in search of a new way of observing and reinterpreting the landscapes of the Earth. He was among the first artists to realize, through the web, photographic reportages with the exclusive use of satellite maps. His works were published in the catalogue “Behance” of Adobe in 2015; selected by Samsung for the project “The Frame” and by Saatchi Art as “best of the year 2017”; rewarded at the IPA (International Photography Awards) in 2012 and at the MIFA (Moscow International Photo Awards) in 2015. He has exposed in museums, foundations and private galleries. Among the most recent personal shows one can count “Meta Land Art. Apofenie Satellitari” (2017) at the Riso Museum of Palermo and “Satellite Photography” (2018) at the Carte Scoperte Gallery of Milan; while among the recent collectives is “BIAS – International Biennial of Sacred Art” also in the Sicilian capital. His works are present in public and private collections in the U.S.A., Italy, the United Kingdom and Denmark.