Natascia Raffio – Rococò Nightmare

Roma - 06/04/2017 : 04/05/2017

Quindici pitture a olio realizzate per questa mostra presentano il suo personaggio avatar, Gogolì. Esso condivide alcune forme riconoscibili del più celebre personaggio Disney elevandole a segni della propria identità non affrancata, affidata dall’autrice ai personaggi del mercato che hanno popolato la sua e la nostra infanzia.

Informazioni

  • Luogo: CORE GALLERY
  • Indirizzo: Via dei Fienaroli 31 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 06/04/2017 - al 04/05/2017
  • Vernissage: 06/04/2017 ore 19
  • Autori: Natascia Raffio
  • Curatori: Mauro Tropeano, Giancarlo Carpi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 20.00

Comunicato stampa

Vari i motivi dell’invenzione di Natascia Raffio che hanno incontrato il lavoro teorico della Galleria Core per l’affermazione e la sperimentazione della cuteness italiana. Quindici pitture a olio realizzate per questa mostra presentano il suo personaggio avatar, Gogolì. Esso condivide alcune forme riconoscibili del più celebre personaggio Disney elevandole a segni della propria identità non affrancata, affidata dall’autrice ai personaggi del mercato che hanno popolato la sua e la nostra infanzia

L’insieme è una narrazione di apparizioni ambientate tra paesaggi montani, a volte bucolici, appartenenti alla geografia delle sue memorie infantili – le Dolomiti – quasi totalmente sovrapposta a certe ambientazioni convenzionali della finzione commerciale, così come l’autrice si autoritrae nel suo disneyano personaggio. Il sogno o incubo prende vita in questo modo, come una natura-merce benjaminiana nella quale le cose sono feticci e con esse le forme umane, come mostrano un corno e una testa disciolte in un magma che sembra gelato, e poi quelle stesse teste affogare nella loro oggettualità. E qui l’accostamento surrealistico – e il perturbante – o il riferimento mitologico di alcune figure è depotenziato dal loro valore di consumo e da certo orchestrato alleggerimento pop della simbologia. Tutto ciò, nella pittura della Raffio, è espresso da morfologie neonatali in alcuni soggetti che hanno l’effetto di una deformazione “graziosa”. Gogolì stesso ritratto peraltro come una testa animata di vita propria, che a volte con bella invenzione staglia la sua morfologia “commerciale” nel paesaggio come una roccia: merce, scultura e natura. E dunque attraverso una specifica modellazione neonatale degli arti di alcuni personaggi o della natura che è ampiamente posseduta dalla pittrice quanto forma oggettiva della dialettica tra violenza e tenerezza dell’estetica cute. Ciò che le permette di collegare le gambe di una figura in carrozzina con lo stesso oggetto fino a una sola forma mutilata equivalente alla piccolissima ruota della carrozzina che si anima teneramente. O di mescolare la graziosità quasi morbosa dell’ornamento floreale alla tenerezza del soggetto reificato come un gadget. È vero però che, l’esplicito, o quantomeno riconosciuto appartenere di questo mondo a un immaginario personale, che tra l’altro collega tutti i quadri a un lago come motivo ricorrente e ossessivo, conferisce forse all’insieme quasi il senso della familiarità del ricordo.
La mostra presenta anche una scultura del personaggio Gogolì che potrà essere modificata dal pubblico, instaurando una coincidenza fattiva tra “nascita” dell’opera e deformazione morfologica, interrogandosi inoltre sui limiti della proprietà e autorialità del pubblico in questa operazione relazionale.