Nasagonando Art Project #2

Ormea - 10/03/2018 : 31/05/2018

Foto in cover Copyright © Marco Introini. Giunge alla sua seconda tappa NASAGONANDO ART PROJECT, a cura di Emanuele Piccardo, progetto realizzato nell’ambito del bando “Residenze d’artista” della Fondazione CRC e con il sostegno del Comune di Ormea.

Informazioni

Comunicato stampa

Dopo l’inaugurazione di dicembre, il 10 marzo apre al pubblico, nell’ex deposito ferroviario, il frutto della residenza del fotografo Marco Introini che, durante la sua residenza ad Ormea, ha sviluppato un progetto dedicato ai segni della natura, quelli naturali e quelli lasciati dall’alluvione che nel 2016 ha modificato il panorama.
Il fotografo così pone come autore di una nuova mappatura dell’Alta Valle del Tanaro concentrandosi sul fiume nella sua dimensione creatrice, attore di cambiamenti fisici e sociali

Come racconta il curatore Piccardo, “i segni del paesaggio assumono nel lavoro di Introini un dimensione post-catastrofe, dove la natura, con un atto entropico, ritorna ad una condizione fisica e dunque visuale rinnovata attraverso la distruzione-rigenerazione dell’alluvione. Un processo naturale che distrugge ma che crea nuovi spazi e nuove dimensioni della Valle”.

Nella stessa giornata inaugurale è inoltre prevista, nel la presentazione del progetto “Atlas Bormida”, opera digitale a più mani sulla Valle Bormida, tra Liguria e Piemonte che….

Per parlarne si incontreranno al Nuovo Cinema Ormea i fotografi Laura Campanella e Andrea Botto, ideatori del progetto collettivo visibile on line (www.atlasbormida.eu). A seguire sarà proiettato il film “Fratello mare” (1975) di Folco Quilici.

NASAGONANDO ART PROJECT è un progetto culturale che ha l'obiettivo di attivare un processo di rigenerazione culturale e sociale della Alta Valle del Tanaro con epicentro la cittadina di Ormea (Cuneo), al confine tra Piemonte e Liguria.
Il progetto si sviluppa secondo un programma pluriennale definito per tappe. NASAGONANDO si muove secondo dinamiche relazionali, di collaborazione con la comunità, e in costante aderenza territoriali. Tra le azioni del progetto, anche il recupero dell’ex deposito ferroviario, dismesso dopo l’alluvione del 2016 e ora restituito alla città Oggi questo spazio viene ricondotto a una funzione pubblica e denominato “Il deposito”, omaggio alla famosa galleria genovese nata nel 1963 da un gruppo di artisti e intellettuali.
Parte degli obiettivi del progetto è, infatti, il recupero degli spazi industriali abbandonati – come il deposito e l’ex cartiera -, e con questa occasione recuperarli e restituirli alla comunità.

NASAGONANDO ART PROJECT prevede fino all’estate 2018 una serie di residenze di artisti, fotografi e architetti, con eventi collaterali tra cui workshop, laboratori di teatro, fumetti, fotografia, che si attiveranno con il coinvolgimento di differenti fasce di popolazione.

Nasagonando (che prende origine da Nasagò, frazione di Ormea) é definito dal curatore Piccardo come un “comportamento che ha l’obiettivo di indagare il rapporto tra uomo e natura, distillando nella comunità locale una nuova consapevolezza nei confronti dell’ambiente. Questo può avvenire solo con le arti visive che agiscono in un tempo limitato per stimolare azioni da parte degli artisti e le conseguenti reazioni degli abitanti, a partire dalla catastrofe alluvionale.
La catastrofe, dramma contemporaneo che non ha nulla di naturale, é il risultato di un uso sbagliato del territorio spesso consapevole e frutto di ignoranza, senza il rispetto delle regole e l’assenza di controllori. Ma solo dalla catastrofe si può rinascere, affinché questi eventi possano trasformarsi in esperienza”.

NASAGONANDO ART PROJECT, é un progetto di durata pluriennale ideato dall'associazione culturale plug_in, finanziato dal Comune di Ormea e dalla Fondazione CRC nell’ambito del progetto Residenze d’artista.

plug_in è un laboratorio sperimentale che, dal 2003, si prefigge la divulgazione dell’architettura e delle arti visive contemporanee attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini a eventi, laboratori e workshop sul territorio.

La città di Ormea, colpita dall'alluvione nell'autunno 2016, diventa l’epicentro di una ricerca che parte dalla catastrofe per recuperare una nuova relazione uomo-natura, attraverso la definizione di una cultura del paesaggio, mediante un processo di conoscenza segnato da pratiche umane e sociali.


10 marzo – 31 maggio 2018
Marco Introini “Ormea. Segni del paesaggio”, fotografie, deposito Stazione FS Ormea.
in dialogo con l’istallazione ambientale “Tòn-no (Tanaro)” di Alessandro Chiossone+Roberta Volpone inaugurata l’8 dicembre

prossimi appuntamenti
Giugno 2018
mostra: Maria Chiara Calvani e Parasite2.0, Ormea varie sedi. (residenze in corso)