Musee de l’OHM – Paisitos

Bologna - 25/10/2014 : 23/11/2014

Paisitos è un progetto artistico e multidisciplinare sulle politiche memoriali e affettive nel cono sud dell’America Latina (Argentina, Uruguay e Cile). Si tratta di una piattaforma partecipativa che utilizza diversi linguaggi per dare corpo alla produzione di opere e di pensiero critico.

Informazioni

Comunicato stampa

Paisitos è un progetto artistico e multidisciplinare sulle politiche memoriali e affettive nel cono sud dell’America Latina (Argentina, Uruguay e Cile). Si tratta di una piattaforma partecipativa che utilizza diversi linguaggi per dare corpo alla produzione di opere e di pensiero critico.

Per Musée del OHM è stata aperta una call di arte correo, dedicata alla contraddittoria legge di amnistia dell’Uruguay a favore delle giunte militari degli anni ’70, colpevoli di crimini contro l'umanità, che in ben due plebisciti (1989 e 2009) non fu possibile abrogare per la vittoria dei NO

Obiettivo di questa iniziativa è al contempo di riflettere sulle ragioni di questo risultato e di riattivare una pratica artistica dissidente utilizzata in Sud America come forma di lotta, per cambiare di segno con gli strumenti dell’arte all’esito della storia: i contributi pervenuti in risposta alla call - installati sul piano superiore del Musée su quattro monocromi di tessuto che riproducono i colori delle schede dei plebisciti, si sovrappongono ai colori giallo e bianco corrispondenti al NO, cancellandoli simbolicamente. Nei cassetti della pergula, saranno esposti gli estratti di quattro quaderni, uno per ciascun colore delle schede, con riflessioni dell’autrice su questo complesso processo politico.

In occasione dell’inaugurazione Cilla proporrà al pubblico anche due video sperimentali che utilizzano i metodi della fiction biografica e della storia non lineare: Punta Carretas e Montevideo cartografia affettiva (2012) che si inseriscono in una riflessione sulle modalità con cui biografia e coscienza individuale sono sempre interrelate all’organizzazione politica e sociale.
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Giulia Cilla é un'artista-ricercatrice svizzera di origine italo-uruguaiana. Attualmente insegna e frequenta il dottorato "PhD in practice: Epistemology and methodology of artistic production" presso l'Accademia di Belle Arti di Vienna. Considerando parametri di classe, genere ed etnia, investiga le politiche e le fiction memoriali e affettive, cercando metodologie e strategie non lineari di (ri)scrittura della storia. Con Sophie Pagliai é fondatrice del collettivo femminista “las microndas”.

Katia Baraldi è curatrice d'arte indipendente dal 2007, con una formazione storico-sociale. Il suo lavoro indaga in particolare le relazioni esistenti tra le pratiche artistiche e le dinamiche di sviluppo e trasformazione della società occidentale. Tra gli eventi curati: "Transition. A private matter", Roaming, Praga; "Front of Art. Esperienze di arte pubblica. Il paesaggio e la comunità", Nervesa della Battaglia (TV), il progetto collettivo "Flaktowers", per il progetto d'artista Bateaurouge, di Alejandra Ballon, Usine Kluger, Ginevra / Vienna.

Musée de l’OHM (Opening Here Museum) è un museo-opera fondato nel 2009 dall’artista italiana Chiara Pergola all’interno di un comò del XIX secolo. La struttura formalizza un’idea di continuità tra la sfera privata e quella pubblica, mutuando la struttura della casa-bottega di Pompei, secondo uno schema in cui ciascun cassetto del mobile corrisponde ad un locale e ad una funzione: il primo cassetto corrisponde alla pergula, la porzione abitativa della casa-bottega, ed ospita le mostre temporanee. Il secondo cassetto, negotium, corrisponde alla bottega sul fronte strada, e contiene oggetti seriali a tiratura limitata. Il negotium è una piattaforma di scambio che può viaggiare in modo indipendente, significando il legame con il mercato “per assenza” nel corpo del mobile. Il terzo cassetto, denominato secreta, corrisponde al magazzino e contiene le opere della collezione permanente. OHM ha base stabile presso la Sala 2 del Museo Civico Medievale di Bologna. Dal 2010 un contratto di collaborazione con MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna ne sottolinea il carattere di “ponte” tra contemporaneità e tradizione. Le attività del museo sono gestite dall’omonima associazione che ogni tre anni nomina un direttore artistico (2009-2012 Massimo Marchetti, storico dell'arte; dal 2013 Marc Giloux, artista: durante l’anno ogni mostra è stata accompagnata da un suo intervento critico visibile sul canale You Tube del Musée de l’OHM; il 2014 si caratterizza per una serie di interventi curatoriali indipendenti).