Mostra Ritratti d’autore

Milano - 05/12/2013 : 09/12/2013

La Fondazione Onlus Lighea di Milano inaugura una mostra di opere pittoriche realizzate da pazienti con disagi psichici e artisti professionisti contemporanei in un doppio percorso che interpreta il ritratto femminile. A conclusione un’asta benefica, per sostenere le attività della Fondazione.

Informazioni

Comunicato stampa

La cura dell’arte, mondi interiori che emergono a illuminare quel buio della mente in cui è difficile addentrarsi. Arte e psichiatria, due ambiti molto spesso in connubio, quando la possibilità di esprimere se stessi e il valore catartico del gesto artistico possono essere una via per la guarigione del paziente. Questo è lo spirito dell’iniziativa “Ritratti d’autore”, progetto espositivo perseguito dalla Fondazione Lighea Onlus di Milano, nata allo scopo di portare i pazienti a compiere un percorso evolutivo attraverso un servizio che integri aspetti psicoterapici, riabilitativi e farmacologici



Il progetto “Ritratti d'autore” è una mostra di opere realizzate dai pazienti della Fondazione e da trentuno artisti professionisti del mondo contemporaneo, chiamati a sviluppare attraverso multiformi modelli espressivi un doppio percorso con un tema comune: il ritratto di donna.

“Quella comunemente definita arteterapia è un'esperienza clinica che pone al centro della sua pratica il fenomeno espressivo” racconta Martina Adamuccio, giovane critica d’arte curatrice della mostra. “È una tecnica molto utile, in uso sia nelle terapie dell'infanzia e dell'adolescenza sia nelle psicosi e nei disturbi di personalità nell'età adulta. Disegnare, usare i colori sui fogli, costruire forme, sono modalità espressive più semplici e più facili da realizzare rispetto alle parole e alla formazione di un discorso, e quindi, portano l'individuo ad esprimersi in maniera più spontanea. La produzione artistica, infatti, è dimostrato, ha effetti positivi sui pazienti affetti da disagio mentale e psicosi di diverso genere”.

I trentuno artisti contemporanei che fanno da contraltare ai pazienti fungono da guida, accompagnano idealmente i pazienti nel percorso espositivo, e allo stesso tempo sono testimoni del “mondo esterno”, nell’intento di eliminare le barriere per aprirsi a un mondo unico in cui la libertà espressiva sia il comune denominatore. A conclusione della mostra, tutte le opere saranno messe in asta il 9 dicembre con un battitore d'eccezione, l'attrice e conduttrice Teresa Mannino. Il ricavato sarà investito nelle attività di ricerca della Fondazione.

Gli artisti professionisti: Gabriele Ardemagni - Giuseppe Bombaci - Barbara Bonfilio - Erica Campanella - Sara Cancellieri - Maurizio Cariati - Gianni Cella - Francesco Cervelli - Pierluca Cetera - Roberta Coni - Aldo Damioli - Marco Demis - Stefania Fabrizi - Massimo Festi - Antonio Finelli - Marco Formisano - Maurizio Galimberti - Cristina Iotti - Federico Lombardo - Anna Madia - Paolo Maggis - Ilaria Margutti - Antonello Matarazzo -Sabrina Milazzo - Davide Puma - Denis Riva - Alessandro Russo - Giovanni Sesia - Andrea Simoncini - Santiago Ydanez - Luca Zampetti.

Lorenzo Canova, critico d’arte e autore di uno dei testi in catalogo, sottolinea: “È indubbio che una tale esperienza di collaborazione tra artisti e persone disabili superi la dimensione del laboratorio terapeutico e giunga al grande risultato di persone che riescono a rompere la prigione del proprio disagio psichico e a trovare una forma nuova di comunicazione e di interazione col mondo che le circonda, con cui riescono a integrarsi in modo creativo e costruttivo, facendo in alcuni casi nascere nuovi autori dotati di una propria poetica e di un linguaggio autonomo. Gli artisti professionisti di questo progetto di eccellenza ricevono così il dono di vedere la loro opera diventare più viva e, in un certo senso, addirittura funzionale, grazie al confronto con persone destinate non soltanto a ricevere, ma anche a regalare il loro contributo esistenziale, emozionale, di pensiero e di creatività, costruendo un ponte fecondo di scambio per tutti gli attori-autori qui coinvolti e per dare all’arte e alla vita un volto nuovo”.

Chiosa Giampietro Savuto, presidente della Fondazione: “Nei tanti anni in cui ho seguito persone colpite da questo disturbo ho potuto constatare l’importanza delle attività di natura artistica come forme di espressione di pensieri, sentimenti, emozioni che altrimenti rimarrebbero muti, di una vita interiore talvolta insondabile per altre vie. Del resto, tutte le forme di creatività artistica hanno spesso avuto una parentela con la sofferenza psichica, come attesta il lungo elenco di poeti, musicisti, pittori che ne sono stati sfiorati e in qualche caso travolti. Se la valutazione del valore artistico è compito della critica d’arte, anche la psicologia può quindi dire la sua. Come Fondazione Lighea abbiamo sempre cercato di risvegliare la creatività dei nostri pazienti: abbiamo creato servizi che rifiutano una logica di intervento normativa e omologante e li aiutino a trovare la propria espressione di vita”.

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