Modus Operandi

Milano - 12/04/2016 : 18/04/2016

La mostra nasce con l'intento di aprire una parentesi panoramica sulla fotografia d'Arte e la pittura contemporanea in Italia.

Informazioni

Comunicato stampa

Artisti in mostra:
Fabrizio Albertini, Mariella Amabili, Irene Balia, Emanuele Camerini, Anna Caruso, Valeria Cherchi, Umberto Chiodi, Aaron Club, Matteo Cremonesi, Stefano Cumia, Marco Dapino, Matteo Giagnacovo, Marija Gradnik, Arianna Lago, Barbara Leolini,
Delfino Sisto Legnani, Bruno Marrapodi, Enrico Minguzzi, Isabella Nazzarri, Mara Palena, Gloria Pasotti, Paolo Pibi, Luca Piras, Jacopo Gospel Quaggia, Davide La Rocca, Michael Rotondi, Alessandro Ruggieri, Aldo Sergio, Enrico Smerilli, Chiara Sorgato, Ettore Tripodi, Elena Vavaro

La mostra nasce con l'intento di aprire una parentesi panoramica sulla fotografia d'Arte e la pittura contemporanea in Italia

Trenta artisti vengono chiamati a dare voce ad un preciso momento: una ricognizione che trova la sua espressione in un dialogo che negli anni ha sempre assunto i toni del dibattito: Il rapporto tra fotografia e pittura.
La "nuova tecnica" veniva in passato utilizzata da tutti i pittori come supporto mnemonico delle loro opere: per indagare sul chiaroscuro e sulle molteplici varietà della luce, per trarre nuovi spunti, per affrontare uno studio o avere una visione di anteprima dell'opera.
Per tutto il corso della sua storia la fotografia è stata suggerita come un utile sussidio, sostitutivo del disegno nell'osservazione della realtà.
Artisti e critici si sono sempre espressi sul valore estetico e sui limiti della sua “imitazione” circoscrivendone, talvolta in modo arbitrario, i confini.
Nonostante la scoperta della fotografia venga ufficialmente datata 1839, "la meglio", nella controversia sull'attribuzione
ufficiale della scoperta, venne ottenuta dal parigino Louis Jacques Mandé Daguerre. Tra i vari ricercatori, di diverse nazionalità, a Deguerre viene infatti riconosciuto il merito di aver trovato il modo per fissare le immagini mediante il clorulo d'argento:
il primo dagherrotipo.
Il percorso, ancora in atto, che ha portato la fotografia a raggiungere un suo statuto artistico e non accessorio, è sempre stato oggetto di speculazioni estetiche tutt'ora attuali e controverse.
La Galleria T14, concepita da Matilde Scaramellini e Giangiacomo Cirla, con l'intento di divulgare la fotografia d’Arte in Italia, propone, insieme alla curatrice Elena Vaninetti, una selezione di artisti tra fotografi e pittori,affiancati in un silenzioso ma vivo dialogo.
Lo spettatore stesso è accompagnato in un percorso di immagini e riflessioni, che si snoda tra le diverse associazioni e suggestioni proposte.
Molti dei pittori presenti in mostra provengono dallo Studio d'arte Cannaviello, storica galleria milanese da sempre protagonista nella ricerca artistica sulla pittura contemporanea, non solo in Italia.
L'esposizione vuole avere un'impronta critica e discorsiva,volta ad entrare nel merito del tema preso in studio, anche attraverso delle video-interviste ad esperti del settore.
La presenza di questi interventi permette di arricchire il dibattito attraverso le testimonianze di chi si muove professionalmente in questa dimensione di ricerca.
Emergenze è un progetto artistico-editoriale che nasce a Perugia nel dicembre 2014, dal desiderio di costruire dal basso,
con il lavoro di artisti, giornalisti, studenti e rivoluzionari insospettabili, una piattaforma di elaborazione di nuovi pensieri e azioni, senza filtri né mediazioni.
Ad aprile 2015, il gruppo di lavoro, motivato dai riscontro della propria proposta, snodata intorno a un trimestrale di carta,
un blog online e iniziative artistiche improvvisate nello spazio urbano, ha deciso di allargare il suo raggio d’azione sul territorio nazionale e l’ha fatto partendo proprio dall’evento “Diffondere le Emergenze” alla galleria Twenty14 Contemporary di Milano, con cui si è attivata una collaborazione permanente.
Per questo nel contesto unico dell’ex fornace del Naviglio Pavese, verrà celebrato un anno di collaborazioni e scambi, in altre parole un anno di Emergenze. Ad un piccolo e multiforme progetto espositivo che occuperà il secondo piano dello spazio,
si aggiungeranno performance, incontri informali, proiezioni e l’apertura permanente della redazione di Emergenze, pronta ad accogliere qualunque anomalia verrà portata alla loro attenzione.