Minima Marginalia

Taibon Agordino - 04/08/2012 : 09/09/2012

Prendendo a pretesto il nome dell’Ex Fabbrica Visibilia, il progetto fa leva sul desiderio di vedere, di conoscere, di sapere, ossia su quell’interesse ozioso che non è altro che la possibilità di prendersi il tempo necessario per pensare o fare qualcosa che ci piace. In questo senso la mostra ruota intorno ai marginalia, che potremmo definire come una sottocategoria dei mirabilia; a differenza degli “oggetti di meraviglie”, i marginalia sono “oggetti di curiosità”, intendendo qui per curiosità quell’esercizio critico che sollecita i nostri processi intellettuali e manuali.

Informazioni

  • Luogo: DC NEXT - BLOCCO DI TAIBON
  • Indirizzo: Fabbrica Ex Visibilia, Località Campagna 1 32027 - Taibon Agordino - Veneto
  • Quando: dal 04/08/2012 - al 09/09/2012
  • Vernissage: 04/08/2012 ore 17
  • Autori: Gianni Moretti, Michele Bazzana, Hubert Kostner, Matteo Fato, Paride Petrei, Nero, Umberto Chiodi, Marco Di Giovanni
  • Curatori: Alberto Zanchetta
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: dal martedì alla domenica orari 10:00-12:30 / 15:00-19:30
  • Email: info@dolomiticontemporanee.net
  • Patrocini: Enti Promotori: Regione del Veneto, Comune di Taibon Agordino, Comune di Erto e Casso, BIM Piave, Attiva Spa. Patrocini: Ministero dell'Ambiente, Fondazione Dolomiti Unesco, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Parco Naturale Dolomiti Friulane, Comunità Montana Agordina, Confindustria Belluno Dolomiti, Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori Belluno, Fondazione Architettura Dolomiti Belluno. Pertner culturali: Fondazione Bevilacqua La Masa, Museo d'Arte Moderna Mario Rimoldi, Casa Editrice Tabacco, D-Shape, Diachronic, Dolomiti Architetture, Vibrazioni-Art Design. Media Partner: Artribune, Espoarte, AreaArte, Gazzettino. Con il contributo di: Acqua Dolomia, Vipa ristorazione, Cuprum elettromeccanica, Falegnameria Hermann, Limana costruzioni, Piaggio, Salus Belluno, Serman energy, Enel, Ristorante Dolomie, Arredamenti Moretti, Cason marmi, Ass.Tec, Schiocchet pavimenti, Dolomite, Salewa, Unifarco, Diab group, Colle spa, Procaffè, Super W, Guarnier catering, Lattebusche, ABC informatica, De Bona motors, Da Rold, Birra Dolomiti, Vini Biasiotto, Colmaor prosecco, Librerie Alessandro Tarantola, La.Bell, Tipografia Sommavilla, Grafica Castaldi, Krea srl, Mad service, Vivai piante Docci, D'Incà & C, Finblok, Viel antincendi, Ortofrutticola Prealpina, Partesa Veneto, Coop. Agordina di Vallata, Carpano speck, Hotel Stella Alpina Falcade, Tony scampoli, Pizzolotto Car.ma, Alternative bike store Taibon, Battiston traslochi, Tigerlily, Lomax, Termosystem, Consorzio Dolomiti, Agma, Vetreria Bonifaci, Imballaggi Bortoluzzi, Bellitalia, Impresa Artecos, Pallets Dolomiti, Antico E', Tecnoisolamenti, Bauunternehmung, Sapori di Montebello.

Comunicato stampa

Prendendo a pretesto il nome dell’Ex Fabbrica Visibilia, il progetto fa leva sul desiderio di vedere, di conoscere, di sapere, ossia su quell’interesse ozioso che non è altro che la possibilità di prendersi il tempo necessario per pensare o fare qualcosa che ci piace. In questo senso la mostra ruota intorno ai marginalia, che potremmo definire come una sottocategoria dei mirabilia; a differenza degli “oggetti di meraviglie”, i marginalia sono “oggetti di curiosità”, intendendo qui per curiosità quell’esercizio critico che sollecita i nostri processi intellettuali e manuali


La curiosità – che è sinonimo di “stranezza” e “stravaganza” – viene accentuata dal rendez-vous tra gli artisti, oltre che dalla strana mésalliance delle loro opere (che sono sempre di piccole dimensioni, quindi “marginali” rispetto alla capienza dello spazio espositivo). Tenendosi a debita distanza dal ludico gigantismo e dal facile sensazionalismo, le opere cercano di instaurare con i visitatori una sorta di [in]discreta empatia, a riprova del fatto che la curiosità deve essere sia incoraggiata che soddisfatta.
Nel suo insieme, il progetto da vita a un moderno cabinet de curiosités che simpatizza con il gusto per la bizzarria e con la tecnica dell’assemblaggio (tutti gli artisti invitati tendono infatti ad appropriarsi del mondo e a manipolare la realtà). Assunti in un sistema di sapere circolare ma che non ha soluzione di continuità, le opere non soccombono alla nevrosi dell’accumulo compulsivo, soddisfano anzi una minima[le] tesaurizzazione, come a voler enfatizzare lo stupore che si genera di fronte a opere che sono minute o modeste solo all’apparenza. Gli spettatori sono quindi invitati a diventare dei logografi, vale a dire degli interlocutori che sappiano de-scrivere una storia attraverso gli oggetti che qualcun altro ha creato e raccolto al posto loro.