La Reprise "MILK" ritorna ad indagare uno dei temi più celebri della storia dell’arte, rappresentato dagli artisti di tutti i tempi, cosi, ancora a più ampio spettro tematico, il tema della maternità è proposto sotto il nome di "MILK", la goccia che simboleggia il nutrimento, simbolo di amore e cura essenza dell’amore per i figli in tutte le sue declinazioni.

Informazioni

  • Luogo: DOROTHY CIRCUS - GALLERY
  • Indirizzo: Via Dei Pettinari 76 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 17/02/2022 - al 19/02/2022
  • Vernissage: 17/02/2022 su invito
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

"I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa.
Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.
E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.
Potete offrire dimora ai loro corpi, ma non alle loro anime.
Perché le loro anime abitano la casa del domani, che voi non potete visitare, neppure nei vostri
sogni.”
Kahil Gibran, I vostri figli, 1923
La programmazione del 2022 della Dorothy Circus Gallery porta il titolo “The Angel Year”
prendendo ispirazione dal significato del numero 22


Pensato infatti quale Messaggero di Luce, strumento visuale e artistico che possa ispirare
forza e determinazione, The Angel Year inaugura con l’esclusiva presentazione della mostra
collettiva MILK, prolungamento della precedente esposizione dal titolo Mother and Child
ospitata nell’aprile 2019 presso ambo le sedi della galleria a Roma e Londra.
La Reprise MILK , ritorna ad indagare uno dei temi più celebri della storia dell’arte,
rappresentato dagli artisti di tutti i tempi, cosi, ancora a più ampio spettro tematico, il tema
della maternità è proposto sotto il nome di MILK, la goccia che simboleggia il nutrimento,
simbolo di amore e cura essenza dell’amore per i figli in tutte le sue declinazioni.
Inclusivo di paternità e adozione MILK si riallaccia al percorso attraverso una ricerca
curatoriale, antropologica ed artistica, che inevitabilmente è ispirata dalle famose Madonne con Bambino, ma che tra i suoi obiettivi si pone quello di promuovere una riflessione più
approfondita sulla Maternità legata e non, all’immagine spirituale della Donna.
Se è vero che la Storia dell’Arte ha infatti fornito un punto di partenza per lo sviluppo di tale
ricerca, è altrettanto identificabile all’interno della stessa un largo studio della Maternità -
intesa come forza generatrice e conservatrice identificabile altrettanto con Madre Natura, e
altrettanto riferimenti alla Famiglia, all’accoglienza e la responsabilità Paterna, e con essi la
trasmissione dell’amore e la protezione nella sua essenza.
Attraverso l’uso di un vasto vocabolario visuale che abbraccia le più varie tendenze
internazionali dell’arte contemporanea, dall’urban art di Saner, Ella e Pitr, Dulk, Millo, Blic
e Alex Face all’ evocativo realismo magico di Fatima Ronquillo e Aron Wiesenfeld fino allo
stravagante figurativo Surrealista di Rafael Silveira e Flavia Itibere, Jesus Aguado, o di
Clementine Bal, e al contemporaneo pop di Hanna Lee Joshi, Kazuhiro Hori, Il suggestivo
corpo di opere di Mother&Child Che già nella precedente edizione aveva offerto
un’occasione per esplorare il tema della Maternità nella sua accezione più profonda, torna
visualizzando i paradigmi del nostro tempo attraverso una panoramica sulle nuove tendenze
filosofiche e sociologiche.
Nomi noti e nomi nuovi alla DCG, si affiancano per l’occasione, in una copertura che
guarda quasi alla totalità di tutte le fasce generazionali, testimoni ciascuna a suo modo di
una modalità differente di fare, ed essere, Famiglia, coinvolti in primo piano sia come
individui sia come Artisti i generatori di una creatura artistica che quale goccia di bellezza,
nutrimento culturale ed emotivo si fa parte della crescita del fanciullo che lo osserva e lo
assimila.
Per questa seconda edizione sono stati invitati in mostra: Fatima Ronquillo, Silvia Idili,
Alex Face, Kazuhiro Hori, Dulk, Andrea Kowch, Rafael Silveira, Flávia Itiberê, Jade
Rivera, MILLO, Hanna Lee Joshi, Saner, Giulio Secondo, Jesus Aguado, Aron Wiesenfeld,
Francesco LoCastro, Clémentine Bal, Ella et Pitr, Arturo Garcia de Las Heras, Blic, NIKKI,
Afarin Sajedi, Paolo Pedroni, Millo, El Gato Chimney, Andrea Wan, Tokuhiro Kawai, Miss
Van, Cheng Cheng Yi, Koh Kisung.
Genitorialità e infanzia sono quindi i protagonisti di questo cocktail, nel complesso rapporto
delle figure che incarnano la protezione e cura nella più pura essenza e forza.
Per citare Natalia Ginzburg nel suo capolavoro Lessico Famigliare, che descrive il rapporto
con i fratelli, spiegando con semplicità e purezza l’effettiva lontananza con i consanguinei, anche emotiva, subito capace di colmarsi al fronte di una battuta comune, di una
rimembranza infantile, di un “detto famigliare” appunto, che può essere trovato in ciascuna
famiglia e che MILK si prefigge di comunicare attraverso la partecipazione degli artisti
selezionati provenienti da tutto il mondo, in quanto ciascuno di loro è in grado di apportare
il proprio personale contributo a quella che si auspica diventerà una vera e propria
Antologica sulla Famiglia.
Nucleo primigenio di ciascun individuo, ne vengono oggi declinate tutte le sfumature più
contemporanee e autentiche: dalla coppia eterosessuale, al genitore single, ai due padri e alle
due madri, per chi chiamò, e chiama, Mamma una nonna, una zia, e Papà un amico di
famiglia, si pone la questione forte dell’Amore nella sua interezza e nella sua inesplicabile,
inspiegabile, forza prorompente di fronte alla quale nulla tiene o resiste.
Punto chiave nell’interpretazione e nella lettura di questa produzione espositiva rimane
l’influenza primordiale, e non soltanto genetica, della madre sui figli. Non solo matrice, ma
vero e proprio caposaldo esistenziale.
Viene evidenziato, d’altro canto, anche il ruolo dei figli sulla madre i quali, nonostante non
possano portarne a compimento le ambizioni e i sogni, si fanno suo testamento e Legacy nel
mondo dopo la morte di lei. La genitorialità viene quindi indagata da un lato come forza
irresistibile che determina l’individuo prodotto, dall’altro come investimento emotivo e
profondo della soggettività sulla propria creatura. Tale proiezione in questa sede viene
ulteriormente scomposta anche nella domanda mai esaurita sul come essere genitori.