Michele Giotto – Il Respiro del Jazz

Ferrara - 21/01/2013 : 30/04/2013

Il respiro è qualcosa di quasi impercettibile. È un continuum armonico, talvolta sincopato. È alternanza tra pieni e vuoti. È energia invisibile senza la quale non esisterebbe vita. Non è importante solo ciò che attrae l’occhio umano di primo acchito, l’essenza va oltre, più in profondità. Questa è la sfida che Michele Giotto ha raccolto, da tempo, attraverso l’uso del mezzo fotografico e condensato ne’ Il Respiro del Jazz, la personale che il Jazz Club Ferrara, con il progetto Torrione Art Gallery e in collaborazione con il Padova Jazz Festival, ha il piacere e l’onore di ospitare.

Informazioni

  • Luogo: JAZZ CLUB FERRARA
  • Indirizzo: Rampari di Belfiore 44100 - Ferrara - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 21/01/2013 - al 30/04/2013
  • Vernissage: 21/01/2013 ore 20
  • Autori: Michele Giotto
  • Generi: fotografia, personale

Comunicato stampa

LA MOSTRA
Il respiro è qualcosa di quasi impercettibile. È un continuum armonico, talvolta sincopato. È alternanza tra pieni e vuoti. È energia invisibile senza la quale non esisterebbe vita. Non è importante solo ciò che attrae l’occhio umano di primo acchito, l’essenza va oltre, più in profondità. Questa è la sfida che Michele Giotto ha raccolto, da tempo, attraverso l’uso del mezzo fotografico e condensato ne’ Il Respiro del Jazz, la personale che il Jazz Club Ferrara, con il progetto Torrione Art Gallery e in collaborazione con il Padova Jazz Festival, ha il piacere e l’onore di ospitare


“Amo percepire i vuoti. In essi è racchiusa una forte espressività. Amo catturare gestualità insolite, che rivelano l’artista in quanto uomo, scevro del carattere istrionico che emerge durante l’esibizione.”
Quella di Michele Giotto, quindi, non è una caccia votata all’appropriazione del momento di massima tensione; si tratta piuttosto di un’immersione vera e propria nell’aura del concerto jazz per indagare l’autentica comunicazione non verbale che accade tra artisti; testimonianza tipica, ma mai scontata, della sinergia in musica.
Vedere ciò che normalmente non si guarda. Ecco, allora, che tra un assolo e l’altro in cui converge l’attenzione del pubblico, Michele Giotto ci invita a godere del flusso costante della vita in musica, della magia dell’improvvisazione jazzistica attraverso la gratitudine di Franco Cerri, l’incertezza di Giovanni Guidi, lo spasso contagioso di Michel Portal, ecc. Tutto questo è Il Respiro del Jazz.

MICHELE GIOTTO
Fotografo ufficiale del Padova Jazz Festival dal 2008, Michele Giotto - classe 1956 - inizia lo studio del mezzo fotografico durante gli anni del liceo maturando, nel corso del tempo, grande esperienza nella stampa in bianco e nero e iniziando ad operare professionalmente dal 1981.
La passione per la fotografia si fonde fin da subito a quella per la musica jazz, tanto da condurre il fotografo di origine bellunese a documentare con assiduità (a partire dalla metà degli anni ’70) numerosi concerti e rassegne da cui il proficuo sodalizio, ancora in corso, con il Centro d’Arte degli Studenti dell’Università di Padova. Innumerevoli sono ormai gli scatti che immortalano mostri sacri della musica afroamericana quali: Dizzy Gillespie, Max Roach, Dexter Gordon, Cecil Taylor, Stan Getz, ecc. e protagonisti del jazz contemporaneo; parte di questo tesoro ha ottenuto meritato riconoscimento in diverse esposizioni personali e collettive, da citare: Saxophone Colossus presso l’Ex Macello di Padova (1987) e la recentissima Attimi di Jazz (dicembre 2012 – gennaio 2013) presso le Scuderie di Palazzo Moroni.
Attualmente Michele Giotto, proprietario dello studio grafico Kromatos, vive e lavora Padova.