Metafisica a Sud

Otranto - 10/07/2013 : 29/09/2013

La collettiva a cura di Alexander Larrarte, apre i festeggiamenti per i 125 anni dalla nascita di de Chirico, nell'ambito degli eventi collaterali METAFISICA A SUD, Enigma di un pomeriggio d’estate, a cura di Raffaela Zizzari.

Informazioni

  • Luogo: CASTELLO ARAGONESE
  • Indirizzo: Via Castello - Otranto - Puglia
  • Quando: dal 10/07/2013 - al 29/09/2013
  • Vernissage: 10/07/2013 ore 19
  • Curatori: Alexander Larrarte, Raffaela Zizzari
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: La mostra è aperta tutti i giorni. Orari: luglio e agosto 10-24; settembre 10-21.
  • Biglietti: intero € 7,00; ridotto € 4,00 (6-14 anni, oltre 65 anni, scolaresche, diversamente abili e relativi accompagnatori, gruppi superiori a 20 unità, convenzioni attive). Titolari Otranto Card: intero € 6,00

Comunicato stampa

METAFISICA A SUD
Enigma di un pomeriggio d’estate
A cura di Raffaela Zizzari
Rassegna collaterale a “Giorgio De Chirico - MISTERO e POESIA”

Nell’ambito della rassegna collaterale CoArt gallery presenta
Artisti in mostra: Antonio Giannini – Laterza (Ta), Oronzo Liuzzi – Fasano (Br),
Beppe Labianca – Bari, Vincenzo Mascoli – Corato (Ba).
A cura di: Alexander Larrarte
Testi: Alexander Larrarte e Cecilia Pavone
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Vernissage mercoledì 10 Luglio ore 19:00
dal 10 Luglio al 29 Settembre 2013
Luglio/Agosto h. 10:00 – 24:00
Settembre h. 10:00 – 22:00
Ingresso a pagamento
Castello Aragonese – Otranto


La collettiva di Antonio Giannini, Oronzo Liuzzi, Beppe Labianca e Vincenzo Mascoli, a cura di Alexander Larrarte, apre i festeggiamenti per i 125 anni dalla nascita di de Chirico, nell'ambito degli eventi collaterali METAFISICA A SUD, Enigma di un pomeriggio d’estate, a cura di Raffaela Zizzari.
Alle ore 19.00 del 10 luglio, presso le sale del Castello Aragonese di Otranto, Orione e Sistema Museo, con la collaborazione di CoArt gallery, sono lieti di in vitarvi all’inaugurazione della collettiva.
La collettiva si inserisce nella rassegna collaterale METAFISICA A SUD, Enigma di un pomeriggio d’estate, programma degli eventi a margine della mostra Giorgio De Chirico - MISTERO e POESIA”, è sarà visibile fino al 29 settembre.
La mostra è aperta tutti i giorni.
Orari: luglio e agosto 10-24; settembre 10-21.
Ticket d’ingresso: intero € 7,00; ridotto € 4,00 (6-14 anni, oltre 65 anni, scolaresche, diversamente abili e relativi accompagnatori, gruppi superiori a 20 unità, convenzioni attive). Titolari Otranto Card: intero € 6,00;




Testi:
(italiano/inglese)

[Antonio Giannini]

Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati, dove andiamo?
Non lo so, ma dobbiamo andare.
Jack Kerouac


La storia deve avere un senso e questo senso dev’essere organizzato in una narrativa lineare. Elementi della quotidianità si intrecciano, si assemblano a oggetti e mezzi di un viaggio in un climax ascendente tra memoria e ricerca. Auto e moto d’epoca, solida espressione di un benessere passato, sono i mezzi di un viaggio nella memoria che si sviluppa in forma piramidale così come i ricordi si assottigliano avvicinandosi alla contemporaneità. Antonio Giannini trasferisce su tela la natura della sua esistenza in uno spazio irreale e atemporale, gli oggetti si stagliano su sfondi di forti cromature, i contorni si definiscono, avvolgendo le composizioni di un’atmosfera enigmatica, quelle che le avvicina lentamente alla dimensione di attesa propria dell’arte metafisica.
Alexander Larrarte

We gotta go and never stop going ‘till we get there. Where are we going, man?
I don’t know but, we gotta go.
Jack Kerouac

History must make sense and this sense has to be organized in a linear narrative. Elements of everyday life are intertwined and assembled with objects and means of a journey, in a climax between remembrance and research. Vintage cars and motorcycles, firmly based expression of a past well-being, are the vehicles of a journey through the memory which develops into a pyramidal shape, just like the memories grow thinner getting close to the contemporary. Antonio Giannini conveys on his canvas the sense of his existence in an unreal and timeless space; the objects stand out in backgrounds of heavy colours, the contours get defined wrapping up the composition with an enigmatic atmosphere, the same atmosphere that slowly approaches them into a state of expectation, typical of the metaphysic art.
Alexander Larrarte

[Oronzo Liuzzi]
Ognuna delle nostre cellule possiede in ciascun momento e per l’intero arco della sua esistenza la facoltà di autodistruggersi in poche ore e noi siamo società cellulari formate da componenti la cui vita è “in sospeso” e che sono incapaci di sopravvivere da sole per ciascuna delle nostre cellule vivere significa aver saputo impedire, per il momento, il suicidio.
Jean Claude Ameisen
Esseri pluricellulari formati da 100.000 miliardi di cellule sono gli esseri umani. Da un dato biologico l’artista fasanese elabora la sua ricerca: dall’unione delle cellule l’espressione di vita.Una ricerca tesa a denunciare l’indifferenza della società odierna dettata da un odio che respinge contrapposta all’amore che unisce così come unite devono essere le cellule per formare tessuti, organi, vita.Odio che respinge e amore che unisce metafisicamente creano rapporto di distinzione dove le cellule devono vivere insieme e non separate così come dovrebbero vivere gli uomini, in reazione chimica di unione poiché l’ indifferenza, l’ odio, generano solitudine, distacco, cause delle inquietudini umane. Nelle sue opere Oronzo Liuzzi rimanda continuamente al concetto “luce” come forma di risveglio dell’animo, come “soluzione”. Un mondo davvero singolare il nostro: ci alimentiamo di linguaggi commestibili e spegniamo la luce per accendere le tenebre e vomitiamo la vita e riduciamo l’essere nel totale disfacimento. Macchine schizofreniche represse depresse si fondono con il flusso di un continuo brusio in un mondo caotico arido e senza pietà. “Il cercare stesso è lo scopo” direbbe Heidegger “e, nel contempo, il ritrovamento”.
Alexander Larrarte

Each one of our cells has in each time and for its entire existence the discretion of self-destruct itself in a few hours. We are cellular societies made up of components whose life is "pending" and that are unable to survive. For each one of our cells to live means to have been able to prevent, for the moment, the suicide.
Jean Claude Ameisen
Human beings are multicellular organisms made up of 100,000 billion cells. From this biological standpoint, the artist from the tiny Apulian town of Fasano develops his research: from the union of these cells, we obtain the expression of life. It is a research aimed to denounce the indifference of today's society which is motivated by a rejecting hatred as opposed to a uniting, rejoicing love, just like the cells of an organism must be united to form tissues, organs, life. A repelling hatred and a uniting love create a relationship of distinction in which the cells must live together, not separated. Similarly, even men should live, as in a chemical reaction of union because 'indifference' and hatred generate loneliness, detachment, which are the causes of human anxiety. In his works, Oronzo Liuzzi continually refers to the concept of "light" as a form of awakening of the soul, and as a "solution". How really unique is our world: we feed on edible languages and often turn off the light to turn on the darkness! We throw up our life and reduce the human being to a complete decay. Repressed and schizophrenic depressed machines merge with the flow of a continuous murmur in a pitiless, chaotic and arid world. « Looking for something is already “The Aim and The Discovery, at the same time” » , Heidegger would be keen on thinking.
Alexander Larrarte
[Beppe Labianca]
Lo smarrimento dell'Io, provocato dall'intrinseca solitudine che caratterizza la condizione esistenziale umana, costituisce il fulcro tematico della poetica artistica di Beppe Labianca. Le sue barche, perse in mezzo al mare e abitate da individui corrucciati, sono “In viaggio” verso incogniti orizzonti del non-essere. Un viaggio esistenziale dipinto in corpose sfumature di cupezza, che poco concedono alla magia della metafora. L'uomo, che è progetto gettato nel mondo – come descritto nell'ontologia sartriana - s'incarna nel “Centauro ferito da una stella”, scultura mirabile quanto evocativa. E metafisica. Faccia a faccia con l'abisso del nulla, in Labianca sembra non esserci salvezza neanche con l'amore, che si consuma in amplessi foschi e disperati, simbolo della tensione tra eros e thanatos. Così come l'angoscia esistenziale è tautologicamente espressa attraverso le urla e la rabbia vomitata dai suo personaggi, dipinti in prevalenza nelle varie declinazioni del blu e del rosso.
Cecilia Pavone.
The loss of ego, caused by the intrinsic loneliness which characterizes the existential human condition, is the thematic focus on Beppe Labianca ‘s artistic sensibility. His boats, lost at sea and inhabited by frowning characters, are "Travelling" towards the unknown horizons of the state of non-being. It is an existential journey painted with rich shades of darkness which do not leave much to grant the magic of metaphor. Man, who is regarded as a project thrown into the world – as described in Sartre's ontology - becomes embodied in the "Centaur wounded by a star", an evocative and admirable metaphysic sculpture. Face to face with the abyss of nothingness, Labianca seems not to spare love salvation either, which gets consumed in hopeless, dark embraces, a clear sign of tension between Eros and Thanatos. Similarly, the angst is tautologically expressed through the screams and the anger thrown by his characters, who are mainly painted in the various forms of blue and red.
Cecilia Pavone.
[Vincenzo Mascoli]
La precarietà dell'essere nella postmodernità. Le impetuose policromie e il caos materico che rappresentano simboli dell'immaginario collettivo e che fanno da sfondo a scene di quotidiana perdita di senso della condizione esistenziale umana. La poetica artistica di Vincenzo Mascoli penetra, attraverso una dimensione estetica “superficiale” - ossia concentrata sull'esperienza percettiva - nell'individualismo in cui l'uomo postmoderno è spinto dalla società dell'iperreale, dominata dalla “simulazione” della realtà, come analizza Baudrillard nel “Delitto perfetto”. L'artista pugliese ritrae dunque la mancanza di punti di riferimento nonché la perdità della nicciana “illusione” - della fantasia – nell'individuo postmoderno, immerso nell'iperrealtà, che rischia di diventa monade tra le monadi pur rimanendo zoonpolitikòn, un animale sociale. Partecipe comunque di una dimensione collettiva costituita da segni e simboli che rimandano ad un'intrinseca provvisorietà dell'esistente.
The precariousness of the human being in postmodernity.
Impetuous polychromies and matter chaos represent the symbols of collective imagination, and form the background of scenes representing the common loss of sense regarding the existential human condition. Through a "superficial" aesthetic dimension, focused on the experience of perception, Vincenzo Mascoli’s poetical art penetrates the individualism into which postmodern man is pushed by a hyper-real society, where simulation dominates reality, as analyzed by Baudrillard in "A Perfect Murder". The Apulian artist, therefore, paints the lack of reference points and the loss of the Nietzschean "delusion" of imagination in the post-modern man, who is immersed in hyper-reality and who risks becoming a monad among monads remaining, though, a zoon politikòn, that is a social animal. Man, anyway, participates to a common dimension which consists of signs and symbols referring to an intrinsic temporariness of the existing.
Cecilia Pavone
(Traduzione testi: Dott.ssa Rosita Mazzilli.)