Memorie. Arte immagini e parole del terremoto in Friuli

Codroipo - 23/04/2016 : 03/07/2016

A quarant’anni dal sisma, per chi non c’era o per chi vuole ricordarlo, Villa Manin ospita una mostra che ripercorre i momenti dell’emergenza e della solidarietà, dei restauri e della ricostruzione.

Informazioni

  • Luogo: VILLA MANIN DI PASSARIANO
  • Indirizzo: Piazza Manin 10 - Codroipo - Friuli-Venezia Giulia
  • Quando: dal 23/04/2016 - al 03/07/2016
  • Vernissage: 23/04/2016 ore 18 su invito
  • Curatori: Antonio Giusa, Corrado Azzollini
  • Generi: fotografia, arte antica, arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Da martedì a domenica: 10.00 - 19.00 Aperture straordinarie: lunedì 25 Aprile
  • Biglietti: Intero 5€ Ridotto 3€

Comunicato stampa

A quarant’anni dal sisma, per chi non c’era o per chi vuole ricordarlo, Villa Manin ospita una mostra che ripercorre i momenti dell’emergenza e della solidarietà, dei restauri e della ricostruzione.
I dipinti cinquecenteschi di Pomponio Amalteo, provenienti dalla chiesa gemonese di San Giovanni Battista, non più ricostruita, sono visibili per la prima volta assieme ad altre importanti opere restaurate



Filo conduttore della mostra è il recupero delle memorie: dal patrimonio culturale agli esempi di pianificazione e di realizzazione di nuove architetture, dai filmati d’epoca alle interviste raccolte in un documentario fino alla reinterpretazione di giovani artisti e studenti di una realtà non conosciuta. Memorie che costituiscono e rafforzano l’identità di un popolo.
Cosa facevi alle ore 21 del 6 maggio 1976?
Un traumatico flash si accende illuminando un periodo storico e quanto è accaduto in seguito, raccontando il terremoto che aveva cancellato i paesi, ma senza abbattere i friulani.
Dalla memoria storica, pubblica e privata, con l’esposizione di materiali giornalistici e radio televisivi del tempo, documenti cartacei, opere d’arte ed esempi significativi dei restauri architettonici, insieme ad opere legate alla solidarietà del mondo dell’arte, il percorso si snoda in diciannove stanze, e termina in nuovi progetti, dove la memoria è rivisitata in chiave contemporanea, con la proiezione in anteprima di “Sopra le macerie”, documentario realizzato per l’occasione dal regista Matteo Oleotto, e la presentazione delle opere create in residenza a Villa Manin da artisti nati dopo il 1976, con la direzione artistica di Andrea Bruciati.
La mostra è suddivisa in sette sezioni.

1. La memoria dell’evento
In collaborazione con Rai Corporate/ TECHE RAI, Sede regionale Rai e Messaggero Veneto, le prime stanze della mostra si animano di memorie sonore, visive e testuali a raccontare i fatti, come i filmati scelti dai giornalisti Rai della sede centrale e regionale per il racconto dei reporter di allora: Maurizio Calligaris, Paolo Frajese, Giuseppe Marrazzo, Gianni Minà, Fulvio Molinari, Edek Osser, Bruno Vespa e altri; e come le prime pagine del quotidiano regionale, con gli editoriali dell’allora direttore Vittorino Meloni. Voci, volti e parole della popolazione delle aree colpite dal sisma e di quanti parteciparono attivamente alla rinascita del Friuli. Per l’occasione il Centro di Produzioni Televisive/ Ufficio Stampa e Comunicazione Regione FVG ha realizzato un documentario a cura di Mariolina Errico e presenterà anche i più significativi filmati del tempo, girati da Giulio Mauri.
2. La memoria del restauro
Presenta una selezione di opere a cura delle Soprintendenze Belle arti e paesaggio e di quella archivista, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Udine, Ufficio Beni culturali, per testimoniare l’attività di restauro del patrimonio culturale: storicoartistico, architettonico e archivistico, civile ed ecclesiastico, danneggiato dal sisma. In particolare viene data attenzione alle realtà di luoghi come Gemona, Venzone, Colloredo di Montalbano, attraverso la presentazione dei restauri più importanti e di documenti inediti. Dalla Madonna con Bambino di Pellegrino da San Daniele, conservata al Museo Civico di Gemona, alle lettere inedite dell’archivio di Colloredo Mels, conservate all’Archivio di Stato di Udine; dalle statue del Duomo di Venzone, conservate presso la Parrocchia del Duomo di Sant’Andrea di Venzone, agli inediti fotografici legati al lavoro dell’Accademia di Brera, “Brera per Venzone”, quando studenti e professori idearono un progetto di recupero architettonico, in accordo con la comunità.
3. La memoria restituita
In collaborazione con il Comune di Gemona, nel Salone centrale della Villa, fulcro del percorso espositivo, si può ammirare, per la prima volta dopo quarant’anni, il lacunare composto da 36 tavole, realizzato da Pomponio Amalteo per il soffitto della Chiesa di San Giovanni Battista di Gemona, in un suggestivo allestimento.
4. La memoria della ricostruzione
Dalla collaborazione con l’Associazione dei Sindaci del Terremoto e con l’Istituto regionale per il Patrimonio Culturale nasce la sezione dedicata agli interventi dell’Amministrazione regionale sugli edifici di particolare interesse storico (i cosiddetti articoli 8) presenti nella vasta area colpita dal terremoto. Attraverso immagini e disegni ci si inoltra in una realtà straordinariamente diversificata, come il suo territorio, con rassegne iconografiche del patrimonio edilizio storico e ambientale.
5. La memoria del dono
La sezione, realizzata in collaborazione con Casa Cavazzini, museo d’arte moderna e contemporanea a Udine, racconta il vasto movimento di solidarietà che si creò all’indomani del terremoto anche nel mondo dell’arte. Artisti e galleristi statunitensi aderirono, infatti, al Friam (Friuli Art and Monument), organizzazione privata che finanziò progetti di recupero di beni culturali friulani distrutti dal sisma. In mostra saranno presenti 34 delle 115 opere d’arte americana conservate a Casa Cavazzini. Un secondo esempio di solidarietà sarà presentato in collaborazione con il Museo d’Arte della Medaglia del Comune di Buja che conserva una collezione di medaglie realizzate da un gruppo di artisti come omaggio al Friuli nel 1976.
6. La memoria rielaborata
Dalla presentazione di alcuni piani urbanistici, la sezione presenta esempi di nuove architetture per edifici civili, religiosi e produttivi, progettate e realizzate dopo il terremoto. Gli studenti della scuola superiore di Gemona Isis Magrini Marchetti hanno realizzato un prodotto ipermediale e alcuni video che rivisitano i luoghi trasformati radicalmente dopo il terremoto. Viene inoltre dato spazio alla riflessione di un gruppo di giovani artisti, provenienti da diverse regioni italiane ed europee, nati dopo il 1976 che, sulla base dell’analisi della documentazione d’archivio e di una ricognizione fisica e antropologica delle aree interessate dal terremoto, hanno realizzato in residenza a Villa Manin le opere e le installazioni da esporre in mostra all’interno del percorso espositivo. Gli artisti sono: Irene Dionisio, Gaia Fugazza, Rachele Maistrello, Davide Mancini Zanchi, Paola Pasquaretta, Barbara Prenka, Agne Racevicjute, Sebastiano Sofia, Sultane Tusha e Emilio Vavarella.
7. La memoria rivisitata
Per la mostra è stato, infine, prodotto “Sopra le macerie”, documentario a firma del regista Matteo Oleotto, che, attraverso le testimonianze di solidarietà raccolte a distanza di quarant’anni, conclude il viaggio della memoria. Direttore della fotografia: Luca Chinaglia, montaggio: Giulio De Paolis. Prodotto da Transmedia Productions srl. in collaborazione con l’Azienda speciale Villa Manin. Gli intervistati: Paolo Medeossi, Vincenzo Marigliano, Alessandro Ghiro, Mauro Gubana, Savo Ozbot, Annamaria Visintin, Alessandro Misdaris, Fulvia Cantarut, Adriano Giacomuzzi, Massimo Cirri, Nevio Fabbro, Albert Fabello, Lauro Giavelloni, Vittorina Cressatti, Bruno Mantoani, Mauro Gallina, Mara Bagatella, Mario Bagatella, Luigina Lovato, Rino Vicentin, Francesco Volpiana, Alberto Durì, Achille Lucchita, Luciana Marioni Bros.