Mauro Staccioli – Gli anni di cemento 1968-1982

Roma - 20/09/2012 : 03/11/2012

Mara Coccia Associazione presenta un nucleo di quindici opere in ferro e cemento di Mauro Staccioli, databili fra la fine degli anni '60 e i primi '70, argomento del recente volume Mauro Staccioli. Gli anni di cemento 1968-1982, curato da Andrea Alibrandi e Simona Santini, con un testo introduttivo di Bruno Corà, edito in collaborazione con l'Archivio Mauro Staccioli dalle Edizioni Il Ponte, Firenze e dalla Galleria Niccoli, Parma.

Informazioni

  • Luogo: MARA COCCIA - VIA DEL VANTAGGIO
  • Indirizzo: Via Del Vantaggio 46/a - Roma - Lazio
  • Quando: dal 20/09/2012 - al 03/11/2012
  • Vernissage: 20/09/2012 ore 18-21
  • Autori: Mauro Staccioli
  • Curatori: Bruno Corà
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lunedì – sabato, ore 15,30 – 19,30 (mattina per appuntamento) chiuso i festivi

Comunicato stampa

Mara Coccia Associazione presenta un nucleo di quindici opere in ferro e cemento di Mauro Staccioli, databili fra la fine degli anni '60 e i primi '70, argomento del recente volume Mauro Staccioli. Gli anni di cemento 1968-1982, curato da Andrea Alibrandi e Simona Santini, con un testo introduttivo di Bruno Corà, edito in collaborazione con l'Archivio Mauro Staccioli dalle Edizioni Il Ponte, Firenze e dalla Galleria Niccoli, Parma



Come scrive Simona Santini in catalogo «[…] La scelta operata in questo volume di limitare l’analisi della scultura di Mauro Staccioli al periodo che va dal 1968/69 fino al 1982 nasce dalla considerazione che in poco più di un decennio l’arte di Staccioli si evolve assumendo e manifestando con chiarezza i temi e le motivazioni che orienteranno tutta la successiva attività.
[…] Staccioli preserva il fondamento della scultura, creando forme non solo concrete, tangibili, ma anche perfettamente rispondenti a criteri di equilibrio e perfezione quasi classici, in anni in cui l’arte aperta al contesto urbano si affermava attraverso performance o azioni concettuali. Adotta inoltre un vocabolario di forme primarie, dove l’elemento geometrico non è mai ricercato per le sue intrinseche qualità formali quanto piuttosto per la sua capacità di comunicare al meglio il messaggio e di inserirsi perfettamente nei diversi contesti, in una sorta di “astrattismo empatico”, come lo ha felicemente definito Lorand Hegyi. […]
Una scultura, concepita come intervento critico e dialettico in ambito urbano, non poteva non esprimere gli umori di un periodo storico così conflittuale. […] Nei solidi in cemento irti di punte e barre angolari di ferro realizzati da Staccioli a partire dal 1968/69 c’è la percezione dello scontro che esploderà in tutta la sua forza nel corso degli anni Settanta, sfociando nella lotta armata e nel terrorismo che hanno caratterizzato gli 'anni di piombo' […] ».