Matteo Marangoni – Quiet Before the Storm

Santo Stefano Di Magra - 07/06/2015 : 06/09/2015

Marangoni realizzerà una nuova versione dell'opera sonora Quiet Before the Storm appositamente progettata per gli spazi industriali della Ex Ceramica Vaccari.

Informazioni

Comunicato stampa

La Cardelli e Fontana - Opificio Vaccari ospita in residenza nei suoi spazi, dal 25 maggio al 7 giugno 2015, Matteo Marangoni, vincitore dell'edizione 2014 della residenza d'artista offerta dalla Cardelli & Fontana all'interno del concorso internazionale Sonic Arts Award.
Marangoni realizzerà una nuova versione dell'opera sonora Quiet Before the Storm appositamente progettata per gli spazi industriali della Ex Ceramica Vaccari.

L'installazione verrà inaugurata domenica 7 giugno alle ore 16.00 e rimarrà visibile, su appuntamento, fino al 6 settembre 2015



In Olandese l'espressione een klap van de molenwiek, letteralmente un colpo di mulino, si usa per dire che qualcuno non e' del tutto sano di mente. Il titolo di quest'opera, Quiet Before the Storm, si riferisce al sentimento di rivelazione spirituale annunciante una crisi epilettica descritto da Prince Myshkin ne "L'Idiota" di Dostoyevsky, e il concetto di numinous sound (suono di origine divina) avanzato dall'antropologo Donald Tuzin durante i suoi studi del culto del rombo in Papua Nuova Guinea.

In Quiet Before the Storm un'orchestra di elastici tesi su croci di legno rotanti e' impiegata per creare un'esperienza rituale nel quale vibrazioni udibili e infrasuoni si diffondono nello spazio attorno all'osservatore. Impiegando una tecnica preistorica per la produzione di suoni che precede il concetto pitagorico di musica in termine di rapporti matematici, Quiet Before the Storm esplora processi cognitivi che si muovono tra percezione di un fenomeno e trascendenza dello stesso, sfuggendo dall'ambito di cio' che puo' essere oggettivamente misurato o registrato su supporto fisso.



Matteo Marangoni

Focalizzandosi sul potenziale dell'ascolto per stabilire nuove connessioni tra persone, luoghi e oggetti, le performances e le installazioni di Matteo Marangoni impiegano field recordings, archivi sonori, programmazione e elettronica "fai da te". Alla ricerca di un uso non convenzionale delle tecnologie audio e di altri media, il suo lavoro indaga le relazioni che intercorrono tra suono, spazio e corpo, coinvolgendo l'ascoltatore attraverso esperienze fisiche che modulano lo spazio tra soggetto e oggetto.

Il suo lavoro è stato presentato a Stroom Den Haag (L'Aja), STEIM (Amsterdam), Ethonologisches Museum (Berlin), November Music (Den Bosch), NAISA (Toronto), European Media Art Festival (Osnabruck), Centrale Fies (Dro), Triennale di Milano (Milano), Fabbrica Europa (Firenze), Q-02 (Brussels), Signal Raum (Munich), the International Biennial of Contemporary Music (Koper) and Goldsmith’s University (London).
La sua installazione “Quiet Before the Storm” ha ricevuto una menzione d'onore al Sonic Arts Award 2014. Ha curato il programma di performance nomade “No Patent Pending”. Tra le altre, ha co-organizzato le mostre “Taming Technology” (Le Murate, Firenze, 2011) , “The Cabinet of Curiosities” (varie sedi, L'Aja, 2011) e “Eavesdropping” (VillaK, L'Aja, 2011). Collabora regolarmente alla rivista Neural.