Matt Mullican – The Meaning of Things

Como - 18/07/2013 : 06/09/2013

The Meaning of Things si incardina intorno a Untitled, set di quattro stendardi realizzato da Mullican per la sua mostra personale a Le Magasin di Grenoble (1990) e da allora esposto solo un'altra volta in ragione delle sue dimensioni (ogni stendardo misura quasi 14 metri di altezza per 7 di larghezza).

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 18 luglio alle ore 18.30 inaugura la mostra personale di Matt Mullican, The Meaning of Things, a cura di Simone Menegoi e realizzata dalla Fondazione Antonio Ratti.
La mostra è aperta fino al 6 settembre 2013, da martedì a domenica, dalle 16 alle 20 presso lo Spazio Culturale Antonio Ratti (ex chiesa di San Francesco) a Como



The Meaning of Things si incardina intorno a Untitled, set di quattro stendardi realizzato da Mullican per la sua mostra personale a Le Magasin di Grenoble (1990) e da allora esposto solo un'altra volta in ragione delle sue dimensioni (ogni stendardo misura quasi 14 metri di altezza per 7 di larghezza). Gli stendardi, che scandiranno nel senso della lunghezza la navata dell'ex chiesa di San Francesco, contengono un repertorio di figure stilizzate che tocca ogni aspetto del reale e dell'esperienza umana, dal più immediato al più astratto.
I simboli sono suddivisi in cinque aree di colore diverso: verde (gli elementi fisici), blu (il mondo in quanto dotazione di vita e di significato), giallo (le arti), nero (il linguaggio) e rosso (la soggettività). Il linguaggio visivo dei banner è estremamente immediato, simile a quello dei loghi commerciali, della segnaletica urbana o - paragone calzante, dato il contesto in cui l'opera viene esposta - dell'araldica. Al tempo stesso il significato dei simboli, e l'architettura del sistema che li comprende, richiedono allo spettatore la conoscenza del codice soggettivo elaborato dall'artista.

Come Mullican non si stanca di ripetere, la sua complessa cosmologia è in realtà una meta-cosmologia, una riflessione artistica sul modo in cui costruiamo collettivamente un'immagine del reale: "La mia cosmologia è un modello di cosmologia; non è una cosmologia. Una cosmologia non è un fenomeno formale, ma sociale; è una struttura di convinzioni, una struttura di valori condivisi". Una struttura come quella del Cristianesimo, ad esempio, che ha determinato la forma dell'edificio in cui avrà luogo la mostra.

Fra uno stendardo e l'altro troveranno posto tavoli allestiti con stampe e vetrine-scultura che offriranno allo spettatore ulteriori chiavi di accesso al complesso "sistema di sistemi" inventato dall'artista. Completeranno la mostra una serie di nuovi schemi cosmologici disegnati su carta e quattro video: due girati da "That Person", l'alter ego dell'artista sotto ipnosi, e due animazioni digitali che illustrano una sorta di città ideale concepita da Mullican a partire dalla sua cosmologia, o, per dirla con le sue parole, "a chart as a city".

Il programma del laboratorio CSAV include una serie di eventi aperti al pubblico.
Il primo appuntamento di quest'anno è la mostra collettiva Corso Aperto; l'esposizione, che inaugura mercoledì 10 luglio alle ore 18.30 presso la Villa del Grumello, apre il laboratorio introducendo il lavoro e la ricerca dei giovani artisti partecipanti al laboratorio.

A seguire due conferenze su temi inerenti a Meaning of Things: giovedì 11 luglio alle ore 18.30, Matt Mullican introduce alcune delle tematiche legate alla sua pratica artistica in una conferenza dal titolo About the Meaning of My Things e martedì 23 luglio alle ore 18.30, Stephen Whitmarsh, neuroscienziato presso il Donders Centre for cognitive Neuroscience di Nijmegen, presenta la sua ricerca Metacognition and Nonreactivity in Mindfulness, che esplora il monitoraggio metacognitivo del cervello in soggetti esperti nella pratica della meditazione.

Matt Mullican
The Meaning of Things

Preview 18th July 2013, 6.30 pm

Spazio Culturale Antonio Ratti (former San Francesco Church)
Largo Spallino 1, Como


On Thursday 18th of July at 6.30 pm the Fondazione Antonio Ratti will inaugurate Matt Mullican's show The Meaning of Things, curated by Simone Menegoi and produced by the Foundation.
The exhibition will be open until September 6th, from Tuesday to Sunday, 4 - 8 pm, at Spazio Culturale Antonio Ratti (the former church of San Francesco) in Como.

The Meaning of Things revolves around Untitled, a set of four banners made by Mullican for his solo exhibition at Le Magasin, Grenoble (1990), and then showed only one more time due to the large size of each element (each banner measures nearly 14 meters high by 7 meters wide). The banners, which will be displayed along the central nave of the church, contain a repertoire of stylized figures that, following a code elaborated by the artist, relate to every aspect of reality and human experience, from the most immediate to the more abstract.
The symbols are divided into five areas: green (physical elements), blue (the real world as life and meaning), yellow (arts), black (language) and red (subjective understanding). The visual language of the banners is extremely immediate, similar to that of commercial logos, urban signage or heraldry - a comparison that feels very appropriate given the setting in which the work is exhibited. However, simultaneously, the meaning of the symbols, and the system they form, requires the viewer to develop an understating of the code elaborated by the artist.

As Mullican never grows tired of repeating, his complex cosmology is in reality a meta-cosmology, an artistic reflexion about the way we collectively construct an image from reality: "My cosmology is a model for a cosmology; it is not a cosmology. A cosmology is a social phenomenon, not a formal one; it is a belief structure, a value structure between people". A structure as much as that of Christian religion, for instance, that has determined the architecture of the building where the exhibition will take place.

Between the banners there will be tables; they will show prints and sculpture-vitrines, offering the spectator some additional tools to interpret the code, a complex "system of systems" invented by the artists. The exhibition will be completed by a series of new cosmological schemes drawn on paper, and four videos: two are taken from "That Person", the alter-ego of the artist when he is under hypnosis, and two are digital animations that illustrate a sort of ideal city designed by Mullican through his cosmology, or, to say it with his words, "a chart as a city".

The program of the CSAV laboratory includes a series of events opened to the public.
This year, the first appointment is the collective show Corso Aperto, which will open on Wednesday 10th of July at 6.30 pm at Villa del Grumello, introducing the work and research of the young artists participating in the laboratory.

Following up two lectures on topics regarding the Meaning of Things: on Thursday 11th of July at 6.30 pm, Matt Mullican will introduce some topics linked to his artistic practice in a conference titled About the Meaning of My Things, and on Tuesday 23rd of July at 6.30 pm, Stephen Whitmarsh, a neuroscientist of the Donders Centre for cognitive Neuroscience in Nijmegen, will present his research Metacognition and Nonreactivity in Mindfulness, which explores the metacognition monitoring of the brain in highly experienced mindfulness meditators.