Massimo Pacifico – A misura d’uomo

Informazioni Evento

L’esposizione a cura di Vincenzo Circosta e Giuseppe Giari presenta una selezione di 27 immagini (formato 40 x 60) realizzate dal fotografo nel Museo dell’Opera del Duomo a Firenze. Ad eccezione di due, tutte le altre sono esposte per la prima volta al pubblico.

Comunicato stampa

Visibile fino al 31 ottobre 2026, con ingresso gratuito, l’esposizione a cura di Vincenzo Circosta e Giuseppe Giari presenta una selezione di 27 immagini (formato 40 x 60) realizzate dal fotografo nel Museo dell’Opera del Duomo a Firenze. Ad eccezione di due, tutte le altre sono esposte per la prima volta al pubblico.

Massimo Pacifico, fotografo e giornalista, ha realizzato centinaia di reportage nel mondo e ha fondato e diretto riviste internazionali di stili di vita.

Le fotografie in mostra sono parte di un più ampio progetto fotografico, “Effetto Museo”, a cui Pacifico si dedica da dieci anni, e che pone l’attenzione sulle persone che visitano i musei e il loro rapporto con lo spazio e le opere d’arte. Pacifico ha immortalato i visitatori nei musei di ogni parte del mondo cogliendo le loro emozioni: meraviglia, commozione, noia, gioia, sorpresa, ammirazione.

“Sono immagini, spiega Giuseppe Giari, allo stesso tempo disincantate e antiretoriche, e ci schiudono uno spaccato di realtà, che solo un reporter attento e curioso poteva ritrarre”.

Nelle foto di Pacifico, afferma Vincenzo Circosta: “L’essere umano diventa protagonista allo stesso modo delle opere esposte nei Musei, attraverso l’obiettivo, Massimo lo racconta in tutte le sue sfumature, dalla più intima alla più ironica”.

Antonio Natali, consigliere dell’Opera di Santa Maria del Fiore, mette in evidenza la similitudine dello sguardo di Pacifico con quello di Edward Hopper: “Il tempo dei visitatori del Museo del Duomo che attraggono Massimo è quello sospeso, quello dell'incanto. In questo, il suo occhio è simile a quello di Edward Hopper: entrambi sono spettatori (non già distaccati però, bensì affettivamente partecipi) di esistenze riservate, di gesti lenti e silenziosi, di presenze quiete e rarefatte. Vite sconosciute che si muovono all'interno d'ambienti rappresentati come se fossero sorvegliati da fuori”.

Prosegue Natali: “Come gli attori del celebre dipinto di Hopper Nighthawks le due persone nella sala del museo (così lontana dal bar del dipinto, eppure affine nell'atmosfera ferma in cui la scena è figurata) sono uno accanto all'altra, e il rapporto che li lega, a dispetto di rare parole bisbigliate, ha le sembianze d'un incontro in cui ciascuno di loro è in quel momento ripiegato su pensieri che non sono spartiti con l'altro. Ognuno alla fine è solo; come soli sono quasi tutti i visitatori del museo di Massimo. Ma la solitudine non è da lui prospettata come una condizione connessa all'incomunicabilità. È piuttosto l'attitudine che di fronte a un'opera d'arte assume chi davvero voglia instaurare una relazione spirituale con la poesia altrui”.

A MISURA DUOMO di Massimo Pacifico è la settima esposizione dedicata alla fotografia che l’Opera di Santa Maria del Fiore realizza, a partire dal 2023, nello spazio della Libreria Brunelleschi a Firenze. Le mostre realizzate fino ad oggi hanno avuto come tema le opere e i monumenti della Cattedrale di Firenze visti attraverso lo sguardo di artisti diversi.

Firenze, 29 luglio 2026

INFO

A MISURA DUOMO, Massimo Pacifico

Libreria Brunelleschi, Antica Canonica di San Giovanni

Firenze, Piazza San Giovanni 7

31 luglio - 31 ottobre 2026

Orari di apertura: lunedì-sabato 08:00-19:00 | domenica 10:15-17:45.

Ingresso gratuito

MASSIMO PACIFICO (Sulmona, 1951) dopo la laurea in Scienze Politiche alla Cesare Alfieri di Firenze, diventa fotografo professionista nel 1977.

Dapprima lavora per il teatro sperimentale, per il cinema e per la pubblicità; inizia quindi una collaborazione con riviste illustrate (italiane, tedesche, americane e giapponesi, di attualità, di viaggi e di stili di vita) realizzando centinaia di reportage dai cinque continenti. Dal 1991 è giornalista professionista.

Sue mostre personali si tengono a Prato; Pisa; Algeri; Firenze (Museo Archeologico Nazionale 2019, Museo di Antropologia 2000, Museo Marino Marini 2021, Biblioteca Nazionale Centrale 1996 e 2026); Boston (Public Library) 1996; Lowell MA 1996, Milano (Libreria Sozzani) 1997; Modica 2010; Noci 2011; Forte dei Marmi 2014; Williamsburg VA (Muscarelle Art Museum) 2019; Napoli (Museo Archeologico Nazionale) 2019; New Delhi (Istituto Italiano di Cultura) 2020; Matera 2021; Davos CH (Hotel Belvedere) 2026.

Partecipa alla Biennale di Venezia del 1995 nella mostra della “Fratelli Alinari. Un secolo di ritratto fotografico in Italia” ed è nel primo, e nell'ultimo, gruppo di fotografi selezionati dalla Provincia di Milano per il progetto decennale di documentazione del territorio (1987/1997) "Archivio dello Spazio". Nel 2005 fonda, a Milano, la rivista Verve che dirige fino al 2010 e quindi, nel 2011, la rivista Bogart. Nel 2014 inizia la pubblicazione on line della visual web review Barnum. Vive a Bagno a Ripoli in provincia di Firenze.